24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

La chiesa di Sant’Egidio di Tramontone
La chiesa di Sant’Egidio di Tramontone

La settimana che va dal sei al dodici settembre caratterizza la nostra rubrica ideata e curata dal prof. Anto­nio Fornaro sia per importanti appuntamenti religiosi ma an­che per un ricordo che lo stesso riporta in riferimento all’anni­versario dell’armistizio. Proprio il dodici settembre la Chiesa festeggia il Ss. Nome di Maria per cui sono interessate a que­ste festa le donne che portano il nome stesso della Madonna.

Questi i santi della settimana.

San Guido è uno dei santi più amati del Belgio e per sette anni viaggiò nel mondo e morì nel Belgio. Sulla sua tomba si veri­ficarono molti miracoli.

Sant’Eleuterio di Spoleto fu un abate benedettino che fondò un monastero a Spoleto dove sono sepolti i suoi resti.

San Marco Crisini nacque in Croazia ma studiò a Roma dai Gesuiti. Fu fatto poi prigionie­ro, torturato e ucciso.

San Sergio I fu Papa dal 1687 al 1701. Si mise contro l’Imperato­re Giustiano e il popolo roma­no lo difese cacciando i messi dell’Imperatore.

San Pietro Claver fu missiona­rio gesuita spagnolo in Colom­bia. Visse fra gli schiavi, si am­malò di peste e morì a 74 anni.

San Nicola da Tolentino è un santo il cui culto è molto pra­ticato a Taranto nella Chiesa di Sant’Agostino nella Città Antica dove un altare è a lui dedicato. San Nicola prima di nascere fu miracolato da San Nicola di Myra. A lui vengono attribuiti trecento miracoli. An­cora oggi le sue braccia recise dopo la morte periodicamente sanguinano. Nel 1275 si stabi­lì a Tolentino dove rimase fino alla morte. A Taranto dal 1777 funziona la Confraternita di San Nicola da Tolentino e della Sacra Cintura.

I Santi Felice e Regola evan­gelizzarono la popolazione di Zurigo ma furono decapitati. Secondo la leggenda i loro cor­pi si rialzarono, presero le teste cadute e le portarono fino alla tomba.

Questa settimana la Chiesa cat­tolica venera la Madonna con il proprio nome ma anche sotto i titoli di Madonna della Stella, Del Rimedio, Della Luce. Que­sti i detti della settimana: “Chi ha orecchie lunghe vive a lun­go”, “La legge è uguale per tut­ti, anche per i farabutti”, “L’o­dio ama il terreno per piantare il veleno”, “Ama chi ti ama e rispondi a chi ti chiama”, “Vale più un amico di centro parenti”, “Amore onorato, né vergogna né peccato”.

Questa settimana Giuseppe Cra­vero ci ricorda che il 7 settem­bre 1934 Mussolini venne a Ta­ranto per inaugurare il Palazzo del Governo che costò ventuno milioni di lire. Successivamente si trasferì in via Garibaldi dove sulla terrazza del Palazzo Sa­racino diede il primo colpo di piccone con il quale furono ab­battute le vecchie case per co­struire le attuali palazzine.

Anche quest’anno la parroc­chia di Tramontone intitolata a sant’Egidio dal 1986 festeggia il suo titolare ma non solenne­mente come gli altri anni a cau­sa del coronavirus. Pertanto non ci saranno le luminarie e non ci sarà nemmeno la processione, ma ci saranno soltanto festeg­giamenti religiosi.

Il prossimo otto marzo ricorre il 77° anniversario dell’armi­stizio tra Italia, Inghilterra e Stati Uniti. Fornaro ricorda che inizialmente l’evento fu accolto con indifferenza dai tarantini ma, nel giro di pochi giorni, le cose cambiarono. L’indifferen­za dei tarantini era dovuta dal ricordo ancora vivo dei bom­bardamenti sulla città nel cuore della notte del 26 agosto quan­to gli aerei nemici, sbaglian­do mira, lanciarono le bombe a Porta Napoli e sul Cimitero. Queste notizie che Fornaro ha tratto d Roberto Nistri ci dicono anche che ai settantadue morti annotati sul registro del Cimite­ro bisognava aggiungere quelli dispersi i cui nomi furono con certosina pazienza recuperati da Enzo Buzzerio. Dopo due giorni ci fu un nuovo bombar­damento con altre vittime tra le quali ventisei bambini di età compresa tra i sei ed i quindici anni. A Taranto l’aria era irre­spirabile perché i morti erano rimasti sotto le macerie e altre tombe furono distrutte nel Ci­mitero. Successivamente i ta­rantini compresero il significato dell’armistizio e fecero festa in Piazza della Vittoria.

Davanti al Bar Trento si urlava di gioia e si lanciavano berretti in aria e si insultavano alcuni tedeschi. Si fece festa anche in Piazza Fontana con i pescato­ri che ornarono le loro barche con le bandierine. I 1.250 te­deschi rimasti in città di notte fuggirono a Castellaneta dove non ebbero vita facile. All’in­domani dell’armistizio alcuni soldati canadesi sequestrarono e poi restituirono la Topolino di Mons. Motolese. Il 9 settembre le navi britanniche entrarono in Mar Grande e requisirono al­cune case per sistemare alleati di varie nazionalità presenti in città. Alla fine di novembre a Taranto si contavano più di due mila profughi.

Passando in veloce rassegna le festività religiose della settima­na Fornaro ricorda che a San Giorgio si festeggia la Madon­na del Popolo (il nove e dieci) e che a Monteiasi si festeggia il Crocifisso miracoloso che si ve­nera dal 1626.

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