17 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Giugno 2021 alle 19:23:30

Cronaca News

Chiedono soldi dopo furto del bancomat

Polizia Ferroviaria
Polizia Ferroviaria

Gli agenti della Polizia Ferroviaria hanno arrestato due cittadini tunisini ritenuti responsabili di estorsione ai danni di un anziano viaggiatore. I poliziotti, impegnati nei quotidiani servizi di controllo e di assistenza ai passeggeri, all’arrivo di un treno da Roma sono stati immediatamente allertati dal capotreno in merito ad una lite tra una persona anziana e due cittadini nordafricani. Proprio in quel frangente, i tre uomini sono scesi dal treno discutendo animatamente. In particolare, gli agenti hanno notato l’anziano discutere, in maniera accesa, con i due uomini, uno dei quali aveva tra le mani una banconota da 10 euro ed una busta con alcuni documenti.

Sorpreso dall’inaspettata presenza degli agenti della Polfer, l’uomo ha immediatamente consegnato la bustina e la banconota all’anziano passeggero, cercando rapidamente di dileguarsi. I due sono stati però fermati e accompagnati negli uffici di Polizia. Le immediate attività di indagine hanno consentito di accertare che, durante il viaggio, i due fermati si erano seduti alle spalle dell’anziano ed erano riusciti, mentre dormiva, a sottrargli il borsone che aveva riposto sotto il sedile. La vittima, però, svegliata dai rumori, li aveva sorpresi mentre, dopo aver frugato nella borsa, stavano sottraendo i suoi documenti e il bancomat custoditi in una bustina di plastica. I due hanno preteso dal malcapitato del denaro per la restituzione delle refurtiva. Temendo per la propria incolumità la vittima ha consegnato 10 euro ai due tunisini i quali, non soddisfatti dall’esigua somma ricevuta, l’hanno minacciata pesantemente. Nel frattempo, il treno ha raggiunto lo scalo ferroviario di Taranto, permettendo così l’intervento del personale delle Ferrovie Italiane e degli agenti della Polfer i quali hanno messo fine alla vicenda. Dopo aver accertato i fatti, i due stranieri, di trentacinque e trentotto anni e in regola sul territorio nazionale, sono stati dichiarati in arresto con l’accusa di estorsione e, al termine delle formalità di rito, sono stati accompagnati presso la locale casa circondariale del capoluogo jonico a disposizione del giudice delle indagini preliminari il quale dovrà convalidare i provvedimenti restrittivi.

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