21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

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Bass Funk, il dj con la passione per la musica degli anni ‘70 e ‘80

Luca Rege Gianas, in arte Bass Funk
Luca Rege Gianas, in arte Bass Funk

Questa settimana resto in Ita­lia e mi reco, per la precisione, ad Asti ad incontrare il dj Luca Rege Gianas, in arte “Bass Funk”.

Classe 82, Luca inizia a muovere i primi passi come dj nel 1996: dopo alcune esperienze in col­laborazione con altri dee jay de­cide di fondare il progetto Bass Funk nel 2018 per dare sfogo alla sua passione per tutta la musica anni ‘70 e ‘80 funky e soul, con le varie contaminazioni.

Impegnatissimo, produce set­timanalmente un radioshow di successo chiamato “into the groove” dove seleziona le tracce della settimana che preferisce, senza grosse distinzioni di gene­re, spaziando dalla soulful alla nu/disco, passando per la afro e arrivando alla house più classica.

Potete ascoltare tutte le pun­tate sul suo canale Mixcloud a questo indirizzo: https://www.mixcloud.com/Bass_funk/

La sua ispirazione più forte ar­riva da Todd Edwards, dj ame­ricano che stima profondamente per il suo stile di produzione. Proprio per questo decide di produrre e lo fa con grandi risul­tati approdando quasi subito al gruppo Irma Records, etichetta italiana che, da sempre, rappre­senta un punto di riferimento per tutte le band e tutti i dj producer, non solo italiani.

Il 7 di settembre uscirà con il suo nuovo ep chiamato Restart, naturalmente targato Irma Dan­cefloor.

“Con loro sono alla terza usci­ta e ciò mi rende molto fiero in quanto è una delle etichette che stimo di più nel panorama italia­no – dice – È una label che non si è mai ‘venduta’ ad un suono più commerciale, ma ha sempre puntato sulla qualità”. E, natu­ralmente, è un pensiero condivi­so anche dal sottoscritto.

Gli chiedo, allora, quale sia la sua opinione circa l’attuale si­tuazione musicale italiana.

“Penso che da qualche anno, or­mai, ci sia una netta distinzione tra quello che spingono le radio e quello che, in realtà, fa numeri da capogiro sui canali di strea­ming e canali musicali – rispon­de Luca – Capita raramente di sentire, per esempio, Salmo su network nazionale se non per passaggi sporadici.

La situazione club, forse anche a causa della forte crisi economi­ca e di idee, ha fatto sì che si osi poco (salvo alcuni casi) e poco si fa per proporre un filone mu­sicale che crei un cammino, una situazione.

Se non arrivano i risultati subito, si cambia rotta.

Per quanto riguarda il comparto musica da ballo, trovo che in Ita­lia ci siano ottimi producer, uno su tutti Qubiko.

E se devo pensare ad uno all’e­stero, direi Purple Disco Ma­chine che seguo fin dalle prime produzioni”.

Da buoni amici e da appartenen­ti allo stesso team, ci salutiamo affettuosamente scambiandoci gli auguri per un cammino spe­dito nelle charts.

Ecco la sua top 10.

1) LTJ – I Dont Want This Groo­ve To Ever Ends

2) Todd Edwards, The Messen­ger – Main Vibe

3) Purple Disco Machine – My House

4) Bas Roos – About The Rhythm – Bas Roos)

5) Nada – Candida Follia

6) Celentano – L’unica chance

7) Renato Zero – Madame

8) Peggy Gou – Starry night

9) Qubiko – U R

10) Orchestre Poly Rythmo De Cotonou – Djanfa Magni (Bosq’s Afro Disco Mix).

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