23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 11:00:13

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Gaetano Appeso, scrittore con zaino in spalla, taccuino e fotocamera

Gaetano Appeso
Gaetano Appeso

Se una sera d’estate sotto il cielo di Taranto, in un locale fronte mare, s’incontrano un sognatore ed un viaggiatore – scrittore, Gaetano Appeso a sorseggiare una bevanda e conversare di viaggi, paesi e per­sone, potrebbe essere una serata di una magia unica. Un vecchio professore ed un giovane esplora­tore che potrebbe essere stato per età un suo studente che ama viag­giare, zaino in spalla, taccuino e macchina fotografica.

Gaetano ha iniziato, appena di­plomato, a fare il primo viaggio in Inghilterra, Stonehenge, appassio­nato di archeologia, per poi osare sempre di più, registrando viaggi ed esplorazioni in tutto il mondo, anche in situazioni estreme, tutti mirabilmente trascritti in libri di successo, o meglio dire, resocon­ti di viaggio. Eh si, perché si può viaggiare in tanti modi, dal turista di massa al viaggiatore e cammi­natore, ma il suo è un modo unico, singolare, per conoscere paesi e persone. Facile dire, viaggiare per conoscere o meglio conoscersi, ep­pure ritorna più che vera la frase del grande fotografo Joseph Kou­delka, “Quando vivi in un luogo di­venti cieco perché non osservi più nulla. Io viaggio per non diventare cieco”.

Da allora il nostro viaggiatore ha osato sempre di più, per intensità e difficoltà del viaggio.

Dall’Amazzonia al Perù, Bolivia, Venezuela, Messico e Guatema­la, con la passione per l’archeolo­gia, per i siti millenari, i territori dei Maya e degli Atzechi. E poi in altri posti unici di questa terra come Nord America, Siberia, Cir­colo Polare Artico, Cina e Tibet, Thailandia e Cambogia, Vietnam, Laos, Malesia, Filippine. Una va­stità e ricchezza etnico culturale, ad esempio l’Asia Estrema come il titolo del suo ultimo libro o meglio interessante taccuino di viaggio.

Abbiamo detto di paesi e popoli, di persone incontrate, di altri viag­giatori che restano amici grazie al web. Una raccolta di storie umane, quasi inverosimili, come quella di Kosal.

“In Cambogia, all’uscita di un sito archeologico, ho incontrato Kosal, un ragazzo ventenne mestamente inginocchiato. Mi sono seduto per terra accanto lui per parlare. Un po’ di francese e gli ho chiesto il perché di tanti invalidi soprattutto bambini. Guardandomi negli occhi mi ha risposto: questo è un luogo molto bello, orgoglio di ogni cam­bogiano. Tanti turisti vengono qui, area ripulita dal governo per ren­derla sicura ma se ci spostiamo c’è il rischio di saltare su una mina. Se ti va bene muori, se sei sfortunato perdi un braccio o una gamba…

Ho indicato il suo avambraccio mancante ed ho chiesto…

Con un sorriso amaro, mi ha rac­contato: “da piccolo venivo qui con mia madre per chiedere l’elemosi­na, ma le cose non andavano bene! Non otteneva neanche una moneta e mio padre la sgridava. Un giorno stavo giocando con i miei amici, mia madre è venuta a prendermi e portato dietro la casa, dove mio pa­dre aveva sistemato una incudine su un grosso tronco. Mi ha accolto stringendomi forte ed ho provato una bella sensazione. Mi sentivo amato. Il mio braccio sull’incudi­ne e mia madre mi teneva stretto a sè, un sorriso e tante lacrime negli occhi. Poi il colpo dell’ascia. Ora conosci la mia storia”.

Ero scioccato, mi ha chiesto i sol­di e gli ho dato tutto ciò che avevo con me.

“Vedi, funziona, mio padre non aveva torto”, ha aggiunto Kosal, che vuol dire magico.

Ha ragione Gianmario Settimi, manager e creativo di un’agenzia di comunicazione, quando mi dice: “Ho avuto il piacere di conoscere Gaetano in occasione di un pro­getto culturale con video presen­tazione del suo libro “Mesoame­rica”. Persona straordinaria che si approccia a luoghi e persone, sen­za preconcetti, con gli occhi di un bambino che vuole imparare dal mondo per crescere ancora”.

Il vero viaggio non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi ed è ben difficile capi­re il mondo, tanto più in un sistema globalizzato, senza uscire di casa. I taccuini di viaggio di Gaetano, o meglio i suoi libri, hanno infatti trovato spazio nelle

scuole della Puglia e non solo.

“Abbiamo conosciuto l’autore gra­zie a un suo libro sull’Amazzonia, mi dice la professoressa d’italia­no, Rossella Vastano, leggendo anche incuriositi dalle foto che arricchiscono il libro. I ragazzi si sono appassionati quasi viaggian­do con l’autore. L’incanto c’è stato quando gli alunni hanno potuto toccare con mano il fascino di un uomo che viaggia zaino in spalla. Un viaggiatore che non risparmia aneddoti, così è più facile far ap­passionare i ragazzi alla lettura. chiudere gli occhi ed imma­ginare il viaggio”.

La conversazione tra il sognatore ed il viaggiatore sta per finire, la sera fresca di fine agosto è scesa su queso luogo d’incanto e sorseg­giando il drink, ricordo un’altra serata d’estate trascorsa qui con il racconto di altre storie urbane gra­zie al mio amico Enzo Ferrari ed al suo libro “Shurhuq”. Gaetano mi fa vedere in anteprima alcune foto del suo viaggio in Asia e mi colpi­sce una sua nel Laos mentre beve un drink. In un piccolo villaggio, vicino al fiume Mekong, la proprie­taria della “pensione” gli offre alle 6 di mattina un whisky al … cobra.

Guardo il mio bicchiere con la be­vanda e, rassicurato, ringrazio il gestore del molo.

Saverio Sinopoli
Presidente associazione culturale “Pablo Neruda”

1 Commento
  1. Loredana 10 mesi ago
    Reply

    Ho letto l’articolo sullo scrittore Gaetano Appeso sul giornale Buonasera e non ho resistito a scrivere.
    Tempo fa, casualmente, navigando sui social, mi sono imbattuta sul suo profilo, l’ho trovato da subito molto interessante: scrittore-viaggiatore con zaino in spalla che intraprende viaggi al di là della ragione, affrontando pericoli ai quali nessuno avrebbe potuto prepararlo.
    Lessi i suoi libri e rimasi affascinata dal modo in cui l’autore riesce a “portare con sé ” il lettore nei suoi viaggi.
    Acuto osservatore, riesce a descrivere, come pochi, territori e paesaggi.
    Si mescola tra le genti locali allo scopo di comprenderne cultura, usanze, costumi, tradizioni. Alla continua ricerca di spiegazioni, interroga e si interroga nel tentare di dare un senso a ciò che forse un senso non ha.
    Scrittore di grandi capacità destinato a grande successo.

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