22 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 07:26:25

News Provincia di Taranto

Dalla diga di San Giuliano 1116 litri al secondo a Matera e soltanto 743 a Taranto

Il contatore dell'acqua per Taranto
Il contatore dell'acqua per Taranto

“Ormai è da di­verso tempo, come ampiamente segnalato e documentato, che il Consorzio unico della Basi­licata fa arrivare dalla diga di San Giuliano 1116 litri d’acqua al secondo a Matera e 743 litri d’acqua al secondo verso Taran­to (questa mattina addirittura 500 litri al secondo): due pesi, due misure. Alla Basilicata di più, alla Puglia di meno, ma la diga di San Giuliano per il 50% appartiene proprio alla Puglia, senza contare che gli accordi sulla gestione e l’utilizzo della risorsa idrica per l’irrigazione erano altri e contemplavano, anche in questo caso, la metà per le esigenze lucane e l’altra metà per le occorrenze puglie­si. Tale situazione non riesce a mantenere il livello di acqua costante nel canale adduttore”. Così la Cia Due Mari (Taranto-Brindisi). “Abbiamo denunciato questa disparità di trattamento sin dal mese di luglio, ma la di­sparità è reiterata ogni giorno e da diversi mesi- hanno spie­gato Vito Rubino e Pietro De Padova, rispettivamente diret­tore e presidente provinciale- in queste giornate le temperature sono ancora molto alte. Vi è sta­to un abbassamento del livello dell’acqua nel canale adduttore lungo 35 chilometri che porta la risorsa idrica dalla diga di San Giuliano fino a Palagianello, tanto che per alzare nuovamen­te il livello si sta facendo afflu­ire acqua anche dalla diga del Sinni, nei pressi della Masseria Umberto 1°, circa 100 litri di acqua al secondo. Tutto questo però comporta un miglioramen­to della situazione solo per gli agricoltori lucani, poiché verso i campi della Basilicata sono stati ‘dirottati’ 1116 litri d’ac­qua al secondo a fronte dei 743 distribuiti verso i campi del Ta­rantino- hanno

spiegato Rubino e De Padova mostrando le foto che documen­tano tale disparità di trattamen­to-

lo abbiamo già detto e lo riba­diamo per chi continua a fare finta di non saperlo: la diga di San Giuliano non è ad uso esclusivo della Basilicata,

per il 50% appartiene alla Pu­glia, ma la gestione è totalmen­te a trazione lucana a causa dell’assenza del Consorzio di Bonifica Stornara e Tara. A pa­gare le conseguenze di questo stato di cose, lo ripetiamo, sono gli agricoltori del Tarantino, ai quali viene negata la possibilità di avere a disposizione lo

stesso quantitativo d’acqua a uso irriguo che è invece ga­rantito alle aziende agricole della Basilicata. Vogliamo un trattamento equo e giusto per gli agricoltori pugliesi. Le al­tissime temperature di queste settimane e l’assenza di preci­pitazioni, in assenza di inter­venti adeguati di irrigazione, mettono a rischio le colture. La situazione è grave, ingiusta e inaccettabile”. L’invaso di San Giuliano ricade territorialmente in Basilicata ma la sua gestione, almeno sulla carta e per accordi messi nero su bianco, deve esse­re condivisa al 50% con la Pu­glia. “Di fatto, invece, la parte lucana continua ad avere un po­tere decisionale esclusivo sulle quantità da erogare. Inspiega­bilmente e in maniera del tutto ingiustificata- hanno aggiunto Rubino e De Padova -agli agri­coltori pugliesi viene negato ciò che alle aziende agricole lucane è giustamente garantito.

Noi non vogliamo né una goc­cia di più né una goccia di meno di acqua rispetto a quanto viene assicurato agli agricoltori della Basilicata.

Facciamo nuovamente appel­lo all’Autorità di Bacino, alla Regione Puglia, alla Regione Basilicata, al consorzio uni­co di Basilicata, al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara e, più in generale, al livello poli­tico-istituzionale: occorre ri­spettare concretamente i diritti degli agricoltori pugliesi. Non si comprendono i motivi per i quali chi dovrebbe, sul fronte pugliese, garantire l’equa distri­buzione sollecitando i decisori lucani non interviene concre­tamente e con fermezza, no­nostante le nostre rimostranze ampiamente documentate an­che con fotografie. Inoltre con­tinua ad essere inaccessibile il misuratore di portata di acqua verso Taranto (venturimetro) chiuso dal consorzio della Ba­silicata con un lucchetto.

Non è possibile continuare a essere inattivi rispetto a chi, in Basilicata, fa il bello e il cattivo tempo su una questione idrica sempre più drammatica e strin­gente, tutto questo soprattutto a causa dell’assenza della diri­genza del Consorzio Stornara e Tara e della mancanza di qual­cuno che contrasti decisioni unilaterali”.

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