20 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 20 Giugno 2021 alle 14:59:01

Cronaca News

Tangenti a Maricommi, scattano le condanne. Tutti i nomi

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

Condanne per lo scandalo delle tangenti che coinvolsero Maricommi, la struttura della Marina militare che si occupa di appalti e forniture alla forza armata. La sentenza è stata emessa dal gup. Tra i condannati c’è Giovanni Di Guardo, allora direttore del commissariato della Marina a Taranto. Inflitta la pena più altra: 10 anni. Condannati Marcello Martire (otto anni e due mesi), Elena Corinna Boicea, (cinque anni e otto mesi), Vincenzo Calabrese (quattro anni e nove mesi), Giuseppe Musciacchio (quattro anni e otto mesi), Francesca Mola (quattro anni e mezzo).

Tutto è iniziato il 14 settembre del 2016 quando i finanzieri del Nucleo di polizia tributaria, al termine di un servizio di pedinamento e appostamento, arrestarono il capitano di vascello Giovanni Di Guardo, allora comandante di Maricommi e un imprenditore nell’ambito di una indagine per un appalto di 11 milioni e 300 mila euro. I due furono fermati, perquisiti e trovati in possesso di due buste contenenti 5 mila euro in contanti. Su disposizione del pm Maurizio Carbone, oggi procuratore aggiunto, furono arrestati per corruzione. Un primo riscontro investigativo nell’ambito di una indagine per vari reati contro la pubblica amministrazione, tra cui la induzione indebita a dare o promettere utilità, corruzione e turbativa d’asta. Coinvolti diversi imprenditori tarantini che, per ottenere commesse dalla Marina Militare, avevano pagato tangenti.

Tre giorni dopo è stata notificata la custodia cautelare per concorso in corruzione aggravata e turbata libertà degli incanti a Francesca Mola, tenente di Vascello della Marina Militare, diretta collaboratrice di Giovanni Di Guardo e responsabile dell’Ufficio contratti della Direzione di Commissariato di Taranto. Nell’ottobre del 2016, nell’ambito della stessa inchiesta, il gip, su richiesta del pm Maurizio Carbone, ha emesso altri otto provvedimenti di custodia cautelare in carcere nei confronti sempre di Giovanni D Guardo, della sua convivente rumena, di 5 imprenditori e di un dipendente civile del Ministero della Difesa, per i reati di associazione per delinquere finalizzata a commettere più delitti di corruzione e turbativa d’asta. Intercettazioni telefoniche e documentazione contabile e bancaria consentirono di scoprire l’esistenza di un cartello di imprese tra loro collegate per pilotare l’assegnazione a loro favore di oltre 200 appalti e affidamenti gestiti dalla direzione Maricommi, con l’estromissione delle altre ditte concorrenti e per assicurarsi profitti per quasi 5 milioni e mezzo di euro.

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