14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 19:15:24

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CJ Taranto, Giuseppe Diciolla: «Il gruppo sta bene»

CJ Taranto, Giuseppe Diciolla
CJ Taranto, Giuseppe Diciolla

Si lavora duramente in casa CJ Basket Taranto. Pochi giorni di preparazione sono basta­ti per togliere la ruggine di setti­mane, mesi di inattività, quest’an­no allungati e inaspriti dal periodo di lockdown primaverile. Per que­sto è stato importante ripartire col piede giusto. A garantire sudore, competenza e duro lavoro Giusep­pe Diciolla confermatissimo pre­paratore del CJ Basket Taranto.

Lui, tornato in pianta stabile dalla scorsa stagione in rossoblu, non è nuovo alla serie B visto che ha ri­coperto l’incarico per due anni dal 2014 al 2016 sempre al servizio della canotta CJ.

Una persona ultraqualificata con un innumerevole sfilza di attestati, qualifiche e specializzazioni con­seguite in anni di studio e lavoro intenso che lo hanno portato nel­le più importanti palestre e cam­pi sportivi del territorio, anche a livello nazionale: nel suo curri­culum oltre ai due anni col Cus Jonico, sei al fianco della società satellite Virtus Pallacanestro Ta­ranto e poi tanti atleti tarantini e non che hanno affinato la musco­latura con lui a cominciare dalla campionessa di salto con l’asta Francesca Semeraro.

La tua conferma, segno di fidu­cia di società e staff tecnico?
Sono contento e onorato di far parte di una società nella quale mi sono sentito davvero in famiglia la passata stagione. Sapere che non solo la società ma anche il coach ha avallato la mia riconferma mi dà il senso del lavoro svolto la sta­gione passata e cercherò di onora­re la loro fiducia anche quest’anno in un campionato professionale come la serie B.

Come è stato ricominciare dopo tanti mesi?
Cominciare dopo uno stacco for­zato mi dà ancora più carica per dare il massimo. Entrare nel pa­lazzetto e rimettersi in gioco é sempre un mix di emozioni e sod­disfazioni.

Come hai trovato i giocatori dopo tanti mesi di stop?
Parliamo di veri professionisti con i quali ci siamo sentiti prima di incontrarci di persona e nessu­no di loro è rimasto con le mani in mano durante il lungo periodo di fermo agonistico, si sono sem­pre allenati, prima a casa durante il lockdown, poi man mano che passava il tempo sfruttando le va­rie riaperture, al parco e appena è stato possibile nelle strutture e pa­lestre. Nessuno di loro è arrivato troppo “arrugginito”.

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