23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Avvocati in aula
Avvocati in aula

MARTINA FRANCA – Era stata arrestata a Martina Franca per aver perseguitato un diretto­re d’orchestra di cui si era inna­morata perdutamente.

Poi era stata dichiarata incapace di intendere e di volere e posta in cura in una comunità tera­peutica della provincia jonica.

Nei giorni scorsi una ventino­venne giappnese è stata pro­sciolta dal giudice del Tribuna­le di Piacenza.

Un vizio totale di mente cer­tificato dagli psichiatri della struttura in provincia di Taranto dove la ragazza si trova tutt’ora. Il processo si è concluso dopo che il giudice ha ascoltato, in collegamento da remoto, i me­dici pugliesi, alla presenza della stessa paziente.

Lo psichiatra aveva svolto una perizia che aveva attestato le gravi condizioni della studen­tessa giapponese (l’esame era stato svolto a Taranto perché lei, inseguendo il musicista, era sta­ta arrestata a Martina Franca). Così, al termine, il pm ha chie­sto di prosciogliere la giovane. Richiesta a cui si è associata la difesa della donna, l’avvocato Nadia Fiorani.

Il direttore di orchestra si era costituito parte civile con l’av­vocato Romina Cattivelli.

Prima della sentenza, la difesa della 29 giapponese ha chiesto al giudice che non venisse appli­cata alcuna misura di sicurezza. Infatti, la ragazza si trova nella residenza per esecuzione misu­re di sicurezza perché non era in grado di intendere e di volere e anche di stare in giudizio.

La vicenda era proseguita per anni.

La donna, aveva seguito il diret­toree d’orchestra in mezza Eu­ropa appostandosi anche dentro i teatri dove lavorava. Nel mar­zo del 2019, al teatro municipa­le di Piacenza, erano in corso le prove della Tosca.

Aveva aspettato il direttore d’o­orchestra e lo aveva pedinato, era l’ennesima volta e a quel punto l’uomo aveva raccontato tutto alle forze dell’ordine.

A Martina il 29 e il 30 luglio del 2019 , giorni in cui erano in cor­so prove e spettacoli della ras­segna internazionale martinese, il direttore d’orchestra aveva spiegato di aver vissuto momen­ti di ansia e paura, costretto a muoversi e persino a dirigere sotto scorta l’opera di maggiore interesse mediatico dell’edizio­ne 2019 della rassegna lirica, Ecuba di Manfroce.

Mentre gli applausi del pub­blico sancivano il successo dell’opera, i carabinieri del­la Compagnia di Martina, di fronte all’ulteriore violazione del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla vittima, arrestavano la ragazza che si era barricata in un bagno, prelevan­dola con l’aiuto del personale del 118 e dei vigili del fuoco.

La vittima in quella coircostan­za aveva manifestato la sua pre­occupazione per l’incolumità dei suoi cari. “Ero preoccupato non solo per me ma soprattutto per la mia compagna e i miei fa­miliari anche loro destinatari di inquietanti messaggi minatori della ragazza.

Come se non bastassero l’ansia e la paura – aveva sottolineato il direttore d’orchestra – ancora adesso devo fare i conti con non poco imbarazzo.

Questa vicenda mi crea una pubblicità che non gradisco, voglio essere conosciuto per la mia carriera artistica non perché vittima di stalking. Per questo continuo a rifiutare tante richieste di interviste”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche