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Alexandre Dumas e il suo legame con la città di Taranto

Alexandre Dumas
Alexandre Dumas

Alexandre Dumas e il suo rapporto con la Città dei Due Mari: è questo l’ultimo focus della rassegna culturale “Rotte lettera­rie” inserita nel progetto “Polyse­mi” e ideata dal Comune di Taran­to con le associazioni del territorio.

Diversi gli appuntamenti previsti a settembre: si comincia il 12 e 13 settembre con il Crest al MuDi, il Museo Diocesano di Taranto (e non più al Castello come inizial­mente previsto): alle 20 andrà in scena “La straordinaria vita del generale Dumas”, lavoro scritto e diretto da Giovanni Guarino e libe­ramente tratto da “Il diario segreto del Conte di Montecristo”.

Si tratta di un’avvincente storia d’avventura. Una storia straziante dei duraturi legami d’amore tra un padre e un figlio. Lo spettacolo, per rispetto delle norme anticontagio, è limitato a 100 posti in presenza che dovranno essere obbligatoriamente prenotati ai numeri 3663473430 oppure 0994725780 (int. 1).

Il 10 settembre alle 18:00, inol­tre, nella suggestiva galleria svevo angioina del Castello aragonese, sarà aperta al pubblico la mostra “Oltre il muro Dumas”, incentrata sulla prigionia del generale fran­cese nella fortezza militare: curata dall’associazione “Amici del Ca­stello Aragonese di Taranto”, dal Crest e dalla Marina Militare, è stata realizzata grazie all’apporto di un’équipe di studiosi che hanno ricostruito la prigionia del genera­le Dumas che tra il 1799 e il 1800 trascorse 16 mesi in una cella del castello. La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2021, ma anche in questo caso è necessario preno­tarla presso il comando della forza armata.

Il 16 settembre, infine, sarà propo­sto il reading “Le pagine segrete del Conte di Montecristo” organizzato da “Ethra Archeologia e Turismo” che mira a rafforzare, ancora una volta, il legame tra Taranto e il ge­nerale padre dello scrittore Dumas attraverso la rievocazione delle pa­role e delle suggestioni de Il Con­te di Montecristo. Al tramonto, i quattro attori Giorgio Consoli, Eri­ka Grillo, Altea Chionna e Giovan­ni Di Lonardo porteranno in scena i passi salienti del celebre roman­zo. “Le pagine segrete del Conte di Montecristo” è stato ideato e realizzato degli archeologi e storici dell’arte di Ethra, Riccardo Chia­radia, Francesca Razzato, Nadia Ruggieri, Vincenzo Stasolla che si sono occupati della progettazio­ne e dei contenuti scientifici. Nelle prossime ore l’organizzazione ren­derà note le modalità di diffusione: non si esclude infatti l’ipotesi di utilizzare la diretta streaming che nei precedenti eventi ha riscosso un significativo successo.

La lunga storia del Castello Arago­nese di Taranto ha consentito di co­noscere e raccontare la tragica vita del generale dell’esercito di Napo­leone e il suo rapporto con uno dei più conosciuti romanzi della lette­ratura mondiale, il Conte di Mon­tecristo. Non tutti, ancora, sanno che non solo il protagonista non è del tutto un’invenzione, ma che l’i­spirazione sia nata dalle avventure vissute nel castello tarantino da un uomo realmente esistito. L’uomo in carne e ossa che ha ispirato allo scrittore francese Alexandre Du­mas la figura del protagonista del romanzo “Edmond Dantès” era Alex Dumas, suo padre, morto quando lui aveva solo quattro anni.

Nato nella colonia francese di Saint Domingue nel 1762, da uno spregiudicato aristocratico e da una schiava nera, la vita del mulat­to Alex non inizia sotto i migliori auspici: suo padre vende lui, sua madre e i suoi fratelli per pagarsi il viaggio di ritorno in Normandia. Sei mesi dopo, la sua fortuna cam­bia: il padre lo riscatta dalla schia­vitù e lo porta con sé in Francia e, dopo essersi arruolato nell’esercito, Alex diviene uno dei soldati più affascinanti e valorosi. All’epoca in cui Napoleone invade l’Egitto, Alex è ormai diventato generale. Napoleone comincia a sentirsi mi­nacciato da questo prestante e or­mai celebre nobile mulatto, le cui gesta avevano assicurato le Alpi alla Francia, e orchestra la sua ro­vina. Dumas fugge dall’Egitto e, costretto da un naufragio, sbarca a Taranto, dove viene catturato e rinchiuso in prigione dai Borboni.

Nella prigione di Taranto, collocata proprio nel Castello Aragonese, il generale Dumas resterà due anni scampando più volte alla morte architettata dai nemici sanfedisti, affrontando le sue prove più dure, quelle che ispireranno una delle maggiori opere di narrativa del mondo.

La rassegna “Rotte letterarie” si chiude con lo spettacolo “La dea e le sue figlie”, organizzato Museion, in scena il 27 settembre al Fusco.

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