21 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Giugno 2021 alle 19:30:12

Cronaca News

Turismo a Taranto, «Ripresa ad agosto ma non basta»

Turisti a Taranto
Turisti a Taranto

Anche la Puglia inizia a tirare le somme di una stagione turistica partita sotto il segno del Covid. Permanen­ze più brevi, spesa contratta, numeri ridotti. Per molte strut­ture ricettive, agosto è stato un mese di svolta rispetto alle pre­visioni di inizio estate, anche se le perdite complessive – se­condo l’osservatorio regionale di Federalberghi – si aggirano attorno ai 300 milioni di euro. La Puglia nel complesso è la re­gione italiana che a livello na­zionale, dopo un giugno tragico ed un luglio in risalita ad agosto ha tenuto meglio, anche se sono mancati totalmente gli stranieri.

«Un andamento – spiegano dal­la Confcommercio di Taranto – confermato anche sul territorio provinciale, infatti dopo il bloc­co di giugno e la graduale ripre­sa di luglio (alcune attività sono ripartite solo a metà mese), per la maggior parte delle strutture ricettive della costa e del terri­torio delle gravine in particola­re, agosto è stato decisamente positivo, se non – per alcune strutture – addirittura meglio del 2019. Soprattutto il ricet­tivo extra alberghiero (B&B, case vacanze, agriturismo) dei due versanti orientale ed occi­dentale della provincia e delle Murge tarantine – conferma il campione di operatori associati ConfcommercioTaranto intervi­stati – è andato oltre le previsio­ni (+ 10/15%), essendo peraltro venuta meno quest’anno la con­suetudine delle prenotazioni di inizio primavera-estate. Rotti gli indugi, in molti hanno pre­notato la vacanza in corsa, ad inizio ferie, optando per la for­mula short break (3 giorni). Il 95% della clientela è stata di nazionalità italiana: Campania, Sicilia, Calabria le principali aree di provenienza, significa­tivi gli spostamenti interni a livello regionale; per il nord: Lombardia al primo posto, se­guita da Veneto e Lazio. Per lo più francesi e tedeschi, gli ospi­ti stranieri, decisamente in calo, anche a causa della limitazione dei voli. Il Bonus vacanze non avrebbe contribuito a fare la differenza sull’andamento dei flussi: la tipologia di struttura ha inciso

sull’andamento delle richieste; alcuni hotel hanno preferito non attivarlo (stesso discorso per il ricettivo extra alberghiero); le attività che hanno accolto la clientela bonus, soprattutto nel­le aree delle marine, sono state comunque premiate. Per quan­to concerne settembre, poche le prenotazioni, decisamente meno dello scorso anno».

«Il ritorno alla vita cittadina – commenta il presidente pro­vinciale Leonardo Giangrande – quest’anno accelerato dalla preoccupazione delle famiglie per la ripresa – il 14 settembre – delle lezioni in presenza, dopo il lungo fermo Covid, ha contri­buito ad anticipare la chiusura della stagione turistica, malgra­do il sole ed il caldo di queste settimane invitino ad una corsa al mare. Probabilmente, reste­ranno deluse le aspettative degli operatori in una ripresa settem­brina della stagione turistica grazie all’incentivo messo in campo dal Governo per favorire spostamenti e vacanze scaglio­nate. Gli sforzi messi in campo da PugliaPromozione, con il racconto mediatico di una Pu­glia accogliente e sicura, ideale per le vacanze di benessere e relax, non ha contribuito pur­troppo a prolungare la stagione turistica. Tra smart working, riapertura delle attività, ripresa della scuola, sembrano ormai archiviate le vacanze. Certo è che se con una pandemia in cor­so può risultare difficile parlare di destagionalizzazione turisti­ca, superata l’emergenza sani­taria il tema dovrà essere cen­trale nelle politiche di sviluppo della Regione Puglia; vi sono le premesse per prolungare la sta­gione estiva oltre i canonici 60 giorni all’anno».

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