18 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Maggio 2021 alle 08:41:07

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

«A Taranto assi­stiamo ad una crescita costante ed inarrestabile delle malat­tie da lavoro ed inquinamento questa almeno è l’analisi sul­la base delle segnalazioni che continuano a giungerci che nel solo ultimo mese ha registrato cinque casi di cancro, due me­sotelioma, un tumore alla vesci­ca, un tumore al pancreas, un tumore polmonare.

I tumori riguardano tanto espo­sizioni professionali, prevalen­temente nei due comparti lavo­rativi a maggior rischio per la nostra città, siderurgia-industria e Marina Militare – Arsenale, quanto vittime da inquinamento ambientale».

Ad oggi i dati raccolti da Con­tramianto con la Rete di Sup­porto Sociale riportano «oltre 400 casi di patologie tumorali ed invalidanti e rispecchiano quelle che sono le evidenze de­gli studi accreditati sulla popo­lazione della provincia jonica per esposti ad inquinanti e can­cerogeni dall’amianto alla dios­sina, dalle radiazioni al pcb, un mix di sostanze tossiche nocive che hanno contaminato e di­strutto ambiente e vite».

«A Taranto ci si continua ad ammalare e a morire di cancro, una città dove la salute è tradita e nella quale lavoratori e citta­dini sono condannati a lunghe sofferenze sino alla morte per malattie professionali ed am­bientali. Taranto e i suoi abi­tanti vittime degli insediamenti della grande industria, Ilva, Ar­senale, Marina Militare e Can­tieristica Navale, contaminata nei decenni paga ancora oggi un prezzo altissimo per mortalità e morbilità».

«Mentre la Giustizia dei Pro­cessi dei Tribunali si trasci­na con udienze infinite nei tre gradi di giudizio per accertare le responsabilità, dal Processo Ilva Ambiente Svenduto ai Pro­cessi per amianto al Siderurgi­co e in Marina Militare, la vita continua ad emettere sentenze inappellabili condannando a morte uomini, donne e bambini colpevoli di aver vissuto e di vi­vere a Taranto».

«Sono centinaia – secondo Con­tramianto e altri rischi onlus – i tarantini deceduti ed ammalati di cancro esposti ad inquinanti ambientali e cancerogeni oc­cupazionali, una popolazione invisibile, fantasmi senza diritti se in concreto il diritto alla sa­lute a Taranto è ancora utopia – evidenziano da Contramianto ed altri rischi onlus – La Co­stituzione afferma che ognuno deve avere un giusto processo e che “l’imputato non è conside­rato colpevole sino alla condan­na definitiva” ed ancora “Non è ammessa la pena di morte”, ma questo vale per tutti i citta­dini? o vi è una distinzione per lavoratori e cittadini di Taranto che senza alcun processo sono stati ritenuti colpevoli di aver lavorato e vissuto a Taranto e condannati a morte mediante insorgenza di tumore. Storie di vita e di morte che si susseguo­no che ascoltiamo ogni giorno e che sono nelle centinaia di pagine di Contramianto, i nomi qui riportati sono di fantasia le malattie reali, come Giuseppe operaio elettricista colpevole di aver lavorato trent’anni all’Ilva esposto amianto condannato a morte per mesotelioma median­te soffocamento, come Anna stessa condanna a morte per mesotelioma per aver lavato le divise del marito sottufficiale di Marina, o Cataldo elettro­nico Arsenalotto con diagno­si di tumore alla laringe pena ergastolo al silenzio tramutata in condanna a morte mediante lunga sofferenza, ed ancora Pa­squale anni cinque colpevole di essere nato a Taranto pena mal­formazione congenita ergastolo mediante uso di sedia a rotelle, Francesca anni dodici colpa vi­vere a Taranto pena leucemia ad oggi un anno di chemio, Cosi­mo tarantino di adozione colpa marinaio motorista navi imbot­tite di amianto tumore polmo­nare condanna ergastolo a vive­re con un polmone. Le pagine delle vittime si susseguono ogni nome un tuffo al cuore uomini e donne che ho incontrato per­sone vere che oggi sono polvere tradite nella salute, quella salute che ancora oggi per i tarantini è un diritto tradito».

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