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Gazzara, il compositore con la passione per i Genesis

Francesco Gazzara (foto Romolo Fevola)
Francesco Gazzara (foto Romolo Fevola)

Finalmente questa settimana resto nel nostro Paese per incontrare Francesco Gazza­ra, personaggio di grandissimo spessore che recentemente è tor­nato a far parlare di sè ripropo­nendo, con il pianoforte, tutta una serie di opere dei Genesis.

Nato a Roma nel 1967, Gazzara è un compositore di musiche per il cinema e la Tv dalla metà de­gli anni ‘90. Ha collaborato con numerosi registi, pubblicato di­versi album con i suoi progetti discografici (Gazzara, The Pia­no Room, Hammond Express, Lakme) e scritto numerosi jingle pubblicitari (Jeep, DiSaronno, Fernet Branca, Sky FX). Laure­ato in Etnomusicologia all’Uni­versità “La Sapienza” di Roma, Gazzara ha seguito i corsi

Composizione Sperimentale e Musica Elettronica al Conserva­torio “Santa Cecilia” di Roma, quelli di Musica da Film con il M° Mario Nascimbene e il M° Carlo Savina e ha conseguito il diploma in “Music Production and Sound Engineering” presso il Media Production Services di Londra. Tra le sue colonne sono­re si segnalano Donne di Mafia (2000 – regia: G. Ferrara), Segre­tario Particolare (2007 – regia: N. Molino), Siamo Tutti Vecchi (2010 – regia: F. Muci), Tessere di pace in Medioriente (2008, regia: L. Archibugi), La santa – Geru­salemme (2011, regia: F. Muci), Mater Matera e As time goes by: L’uomo che disegnava i sogni (2018, regia: S. Aleandri), Eduar­do, la vita che continua (2014, re­gia F. Saponaro).

Gazzara ha, inoltre, scritto dei brani inclusi nelle colonne sono­re dei film Controvento (2000, regia: P. Del Monte) e Bianco e Nero (2007, regia. C. Comenci­ni).

Per oltre 15 anni ha collaborato con varie testate musicali tra cui “Rockstar”, di cui è stato redatto­re dal 1995 al 2000.

Come organista e pianista ha pubblicato una serie di album che, oltre a portare la sua band (Gazzara) in tour internazionali (Giappone, Russia, Portogallo, Inghilterra), sono stati utilizzati come soundtrack nei primi episo­di del serial HBO americano Sex and the city. Oltre ai libri Lounge Music e Mods: La Rivolta dello Stile, Gazzara ha pubblicato la prima edizione di acid jazz nel 1996 – ristampato nel 2018 con il titolo Storia dell’acid jazz – dopo aver vissuto a stretto contatto con gli artisti, i discografici, i dj e i promoter internazionali dell’o­monimo genere musicale nel suo periodo di maggior diffusione. Più recentemente – con il nome Gazzara plays Genesis – ha pro­dotto gli album Play me my song e Here it comes again (IRMA Records), dedicati al repertorio anni ’70 della leggendaria prog band inglese Genesis, ricevendo attestati di stima direttamente da alcuni ex componenti dello stori­co gruppo, come i chitarristi Ste­ve Hackett e Anthony Phillips.

Infine è prevista, entro la fine del 2020, la pubblicazione di un suo doppio album celebrativo intito­lato The bossa lounge sessions (IRMA) e contenente registrazio­ni dal vivo – sul palco e in studio – con molte cover e brani origina­li inediti, a 25 anni dalla nascita del gruppo.

Tutto questo serve a ben inqua­drare con che genere di artista abbiamo a che fare.

Gli chiedo, allora, cosa pensa della musica proposta in Italia e degli artisti del Belpaese.

“Sinceramente ho qualche diffi­coltà a focalizzare ciò che viene pubblicato e prodotto soltanto nel nostro Paese – dice – Da moltissi­mi anni, oramai, considero come internazionali molti artisti italia­ni che hanno comunicato in un linguaggio musicale internazio­nale, a prescindere dalla lingua in cui si canta. Parlo soprattutto dei colleghi di label o di altre la­bel affini, come la Irma Records e altre produzioni di ricerca a ca­vallo tra il jazz, l’elettronica e le soundtrack.

Fare solo pochi nomi non sareb­be corretto nei confronti dei tanti che ho ascoltato – continua Gaz­zara – con piacere negli anni. Si­curamente non sono attratto dalla ricerca facile della hit: se non ci sono originalità e dettagli ‘fuori del manuale’, è difficile che un brano mi interessi.

Personalmente, scrivendo musica per immagini da oltre 25 anni, sono sempre stato più attratto dalla musica strumentale che non ha barriere di lingua. Ed io stes­so, per motivi anche familiari, ho scritto pochissimi testi in italia­no e molti in inglese, più diretto e musicale per i generi che fre­quento”.

Prima di lasciarci, gli chiedo di segnalarmi i soliti 10 brani tra quelli da lui preferiti e lui, senza esitazione, me ne segnala cinque contemporanei e cinque classici.

Eccoli: ascolti del momento (set­tembre 2020): Summer Of Love – Afterlife

Sensitive – Andromeda Orchestra

Sunny Juice – Smoove

Hotel Sorriso – Kraak & Smaak

Telecaster – Guess Disco.

Ascolti classici:

Blow Your Mind – Jamiroquai

Butterfly – Herbie Hancock

Can’t Hide Love – Jimmy Smith

Havana Strut – Eumir Deodato

New Frontier – Donald Fagen.

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