23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca News

Arcelor Mittal, l’ad Morselli: «Indotto, pagati quattro milioni»

ArcelorMittal
ArcelorMittal

“Abbiamo verificato gli ammontari e sugli ammontari che ci avete dato e questa settimana sono stati pagati 4 milioni. Rispet­to a questi numeri, ci sono 4 milio­ni in meno”. Così l’amministratore delegato di ArcelorMittal Italia, Lucia Morselli, nella nuova call tra Prefettura di Taranto e Mise con le associazioni delle imprese, relati­vamente al problema dell’indotto-appalto di Taranto. Per il governo c’erano i sottosegretari Alessandra Todde del Mise e Mario Turco della presidenza del Consiglio. “La cifra che ci avete dato va quindi ridotta – ha detto Morselli – riferendosi a quanto comunicato dal sottosegre­tario Turco nella call conference del 2 settembre, quando ha parlato di scaduto delle imprese, della sola Confindustria Taranto, di 33 milio­ni a fine luglio, cui si aggiungono altri 5 milioni a fine agosto”. “Poi abbiamo guardato le posizioni – ha proseguito Morselli riferendosi alla situazione delle aziende che avan­zano pagamenti da ArcelorMittal -. Ci sono posizioni un po’ antiche sulle quali noi abbiamo rinvenuto dei blocchi di operatività. Sono blocchi diversi che richiedono lavo­ro. Che può essere documentale ma anche di contenzioso. E ci sono an­che società che sono in particolare situazione. E quindi su questi paga­menti dobbiamo portare particola­re cautela”.

Come riporta l’agenzia Agi ci sono 10 milioni di euro che ArcelorMittal non può pagare alle imprese dell’indotto perché ci sono dei problemi a monte. Di tipo giu­diziario ma anche documentale e amministrativo. Questioni sulle quali occorrerà lavorare. Per quan­to riguarda lo scaduto, “per noi è gestibile” ha detto Morselli. “Le nostre condizioni formali e ufficia­li di pagamento vanno dai 30 ai 60 giorni, mai oltre i 60 giorni. Abbia­mo voluto considerare le ragioni delle nostre aziende vicine di casa, abbiamo cercato di avere un occhio di riguardo” ha aggiunto Morselli. Per la prossima settimana, Arce­lorMittal pensa di corrispondere un ammontare di 5 milioni. “Non saranno tutti di agosto” ha speci­ficato l’ad. Ci sono scaduti anche di aprile-maggio, ha rammentato Morselli, “ma la parte grossa è di agosto. Volevo, se siete d’accordo, pagare come ammontare uno dei due mesi, ma lasciateci possibilità di scegliere. Fateci scegliere. Non ci sono particolari concentrazioni”. “Siamo in un momento di passag­gio ed estremamente delicato” ha detto il sottosegretario Mise, Ales­sandra Todde. “La scorsa volta – ha affermato Todde riferendosi ap­punto al confronto del 2 settembre – abbiamo parlato di responsabilità e di fragilità dell’indotto di Taran­to. Costringere un imprenditore a chiudere la propria azienda perché non si ricevono i pagamenti, è una cosa che in altri Paesi, e non mi riferisco ai Paesi aglosassoni, non solo è inaccettabile ma che diffi­cilmente accade. In Italia – ha ag­giunto Todde – è una cosa che pare essere piuttosto ricorrente”. “Sono sicura che l’azienda in questa sede, così come ci ha esposto – ha pro­seguito Todde riferendosi ad Ar­celorMittal – farà tutto quello che deve – per gestire, insieme a Con­findustria, a Confapi e alla Camera di Commercio, le situazioni di cri­ticità”. “Apprezziamo il suo sforzo, è uno sforzo che evidentemente si protrae da oltre un anno, però il peso economico sulle nostre azien­de è ormai insostenibile” ha repli­cato il presidente di Confindustria Taranto, Antonio Marinaro, all’ad di ArcelorMittal Italia, Lucia Mor­selli, dopo che questa ha annuncia­to lo sblocco di alcuni pagamenti arretrati e in particolare 4 milio­ni nell’ultima settimana riferiti a fatture scadute per lavori eseguiti in fabbrica dall’indotto-appalto. “Sono risorse che mancano alle casse delle aziende – ha sostenuto Marinaro facendo una panoramica complessiva -, però dobbiamo con­siderare anche tutto l’ordinario, noi abbiamo aziende esposte per circa 90 milioni di euro.

Noi abbiamo aziende che stanno supportando lo stabilimento di Taranto. Aziende dell’indotto for­temente compromesse, aziende che dal 2012 hanno maturato una grande resilienza ma che da oltre un anno sta portando le aziende nella stagione dei concordati. Que­sto purtroppo non é addebitabile esclusivamente ad Arcelor, ma è una situazione che in gran parte si è perpetrata anche per gestio­ni commissariali” ha proseguito Marinaro riferendosi al periodo in cui la fabbrica era gestita da Ilva in amministrazione straordinaria. “La situazione è di lacerazione – ha affermato il presidente di Confin­dustria Taranto -, è molto preoc­cupante. Noi siamo seduti su una polveriera. Ho preparato un dossier per il sottosegretario Turco che rammenta alcune nostre richieste fatte al Governo che sono di messa in sicurezza. Di messa in sicurezza tutto il corrente. Ove si rappresen­tasse – e ci auguriamo quanto pri­ma – una prossima newco, tutto il corrente venga passato. Perché non si verifichi quello che si è verificato nel 2015, cioè una perdita secca di 150 milioni per questo territorio” ha poi chiesto Marinaro riferendo­si all’anno in cui ad Ilva della ge­stione commissariale subentrò Ilva in amministrazione straordinaria. Intanto, il sindacato Usb denuncia: “Arcelormittal vorrebbe estendere la cassa integrazione ad altri 1000 lavoratori, che si andrebbero ad ag­giungere alla platea già piuttosto ampia dei circa 4000 su un totale di 8.200 dipendenti. Dunque 5000 in tutto le unità lavorative interes­sate e prese in carico da Invitalia, di cui 3000 in cassa integrazione a zero ore e 2000 destinati presumi­bilmente a rientrare in un processo di terzializzazione”.

1 Commento
  1. roberto 9 mesi ago
    Reply

    fornitore Arcelor Mittal con fatture scadute a fine dicembre 2019, quindi 8,5 mesi fa..

    Gentile sig.ra Morselli, siamo ad oltre 240 giorni…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche