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La sfida di Emiliano: «Taranto sarà il retroporto d’Italia»

Michele Emiliano e Rinaldo Melucci
Michele Emiliano e Rinaldo Melucci

Prima il passaggio al Fusco per celebrare le assun­zioni di circa 200 operatori del Cup e dei servizi informatici del servizio sanitario, poi l’atteso in­contro alla Villa Peripato con i candidati delle quindici liste che sostengono la sua candidatura a presidente della Regione. Miche­le Emiliano anche oggi a Taranto per il suo tour de force elettorale.

Il suo attacco è tutto a favore del centrosinistra: «Abbiamo cam­biato la storia di questa Regione, siamo stati capaci di reagire ad ogni stupidità, ai finanziamenti che Riva elargiva ai vari politici dell’epoca tra cui Raffaele Fitto. Siamo stati capcaci di difenderci dalle storielle che inquinavano più del Pm10 e che hanno lòace­rato e diviso anche le famiglie. Abbiamo dovuto respingere le tentazioni di Renzi e Calenda di piegare la schiena. Oggi loro non sono col centrosinistra proprio per le politiche che la Regione ha tenuto a favore di Taranto e della decarbonizzazione, che oggi è il mantra di tutti i partiti di gover­no, grazie alla nostra testardaggi­ne».

Un passaggio quello sulla decar­bonizzazione, sulo quale Emilia­no ritorna più volte: «Quando ne parlavamo venivamo irrisi, anche nel nostro stesso partito. Ora, però, il Pd ha una nuova guida e si è schierato per la deraboniz­zazione. Ci accusavano di essere collusi con chi oggi non è nostro alleato e chi voleva chiudere la fabbrica e oggi anche il M5S è per la decarbonizzazione».

Il presidente della Regione ha quindi rilanciato l’ipotesi dell’Il­va a idrogeno alimentata dal metano cvhe dovrebbe arrivare dall’est: «Non sarà aria di monta­gna, ma nemmeno la tragedia che abbiamo vissuto finora. Quando partyecipavo ai funerali delle persone morte di cancroi e non incontravo lo sguardo dei taranti­ni, mi si spezzava il cuore».

Per la Città dei Due Mari, Emilia­sno vede un futuro lontano dalla dipendenza dall’acciaio: «Taranto oggi ha davanti i Giochi del Me­diterraneo, il piano strategico, la facoltà di medicina, investimenti culturali. Dobbiamo valorizzare la vocazione al turismo, alla bel­lezza, rimettendo a posto a posto borgo antico. Se l’Ilva non fosse mai esistita Taranto sarebbe pro­babilmente la più bella città del Mediterraneo. Purtroppo l’Ilva è nata e dobbiamo gestire questa complessa vicenda nel modo più idoneo, salvaguardando l’oc­cupazione, rilanciando il porto, utilizzando meglio l’aeroporto e facendo di Taranto il retroporto d’Italia. Qui possiamo lavorare le merci che arrivano e poi riparto­no utilizzando porto e aeroporto in modo strutturalmente moder­no. Abbiamo le idee chiare e sap­paimo dove andare».

Rivendoica anche riosultatri sulla sanità, uno dei punti più spinosi di questa campagna elettorale: «Abbiamo iniziato i lavori dell’o­spedale: in trent’anni ci avevano provato tutti, noi ci siamo riusci­ti».

Non sono mancate le battute su Matteo Salvini: «Della Pughlia credo che gli piaccianmopiù le spiagge che gli uffici della Regio­ne. A Milano sono riusciti a con­tenerlo, non vedo perché Salvini ce lo dobbiamo piangere proprio noi».

Infine, la mancata alleanza con il M5S: «I Cinquestelle? A noi pia­ce vincere col brivido, ma forse sarà anche più divertente vincere così».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

1 Commento
  1. Michele Conte 2 settimane ago
    Reply

    Taranto il retroporto dell’Italia? Tuttalpiu’ l’Italia retroporto di Taranto. NON HA CAPITO NIENTE PAROLE IN LIBERTÀ. SI FA MALE DA SOLO.

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