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La scomparsa di padre Claudio Mantovani

Padre Claudio Mantovani
Padre Claudio Mantovani

È deceduto lunedì all’età di 78 anni il missionario saveriano padre Claudio Mantovani, residente nella comunità di Lama. I funerali sono stati celebrati martedì nella casa madre della congregazione religiosa a Parma. Padre Claudio Mantovani era originario di Rolo, in provincia di Reggio Emilia. Dopo essersi diplomato come tornitore meccanico e aver lavorato due anni presso un artigiano di Carpi, all’età di 18 anni decise di di diventare missionario, ricevendo l’ordinazione sacerdotale nel 1970.Egli non mancava di raccontare i suoi trascorsi in Bangladesh, terra che amava particolarmente e nella quale ha operato a lungo, senza mai risparmiarsi nell’impegno in favore dei più poveri.

Nei primi dieci anni trascorsi in quella nazione egli ha collaborato allo sviluppo di un centro di cucito e ricamo, diretto da una suora locale, nella parrocchia di Bhabarpara, a nord della diocesi di Khulna. Poi, trasferito nella zona meridionale di Bagerhat, ha aperto e diretto un centro simile, dove lavoravano un centinaio di donne e ragazze povere, cristiane, musulmane e hindu, che ricamavano tovaglie di tutte le dimensioni da spedire in Italia alle persone e ai gruppi che s’impegnavano a vendere i manufatti artigianali. Padre Claudio era attivo anche nel dialogo interreligioso, svolto in maniera molto semplice, attraverso contatti personali e amichevoli, cercando di cogliere tutte le occasioni per il “primo annuncio” e accettando l’amicizia con tutte le persone, qualunque fosse il loro credo. A Lama il missionario saveriano era il beniamino dei bambini, che amava stupire ed entusiasmare con giochi di prestidigitazione, nei quali era così bravo da essere chiamato in diverse parrocchie per simpatici spettacolini; gli adulti, invece, lo apprezzavano per le sue profonde omelie e per la dedizione nel sacramento della Riconciliazione.

 

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