21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

Cronaca News

Tarantino ucciso in un agguato a Milano, arrestato il terzo uomo

Una gazzella dei carabinieri
Una gazzella dei carabinieri

MILANO – Omicidio del tarantino Donato Carbone: arrestato il terzo uomo. I carabinieri hanno notificato una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Milano su richiesta della Procura, a D. G., 41 anni, ritenuto responsabile di concorso in omicidio aggravato, porto abusivo di armi, ricettazione.

A seguito degli ulteriori approfondimenti investigativi effettuati dopo l’esecuzione della misura cautelare nei confronti di L. L. e di E. S., , rispettivamente mandante ed esecutore materiale dell’omicidio e il contestuale arresto in flagranza di reato ( per detenzione illegale di armi provento di furto) dello stesso destinatario dell’ordinanza, è stato accertato che l’indagato ha avuto un ruolo di supporto logistico e organizzativo nella fase antecedente l’omicidio di fatto rendendosi parte attiva nel procurare l’auto utilizzata per l’agguato. Avrebbe partecipato ai sopralluoghi presso l’abitazione della vittima, insieme all’esecutore dell’omicidio presenziando a Cologno Monzese il giorno del delitto per poi recarsi presso un bar in compagnia del killer e riaccompagnandolo presso l’abitazione che condivideva con lui a Manerbio. Iso e i fatti. Il killer che ha ucciso a Cernusco sul Naviglio, il tarantino 63enne Donato Carbone era fuggito a bordo di una utilitaria di colore scuro.

Aveva esploso undici colpi di pistola contro l’ex imprenditore edile. Lo aveva atteso sotto casa poi, al momento giusto ed era entrato in azione. Il corpo senza vita dell’ex imprenditore di origine tarantine era stato rinvenuto da un residente. L’allarme era scattato quando un inquilino del palazzo era sceso nei box per prendere la sua auto e aveva visto il cadavere dell’uomo. Sul posto i carabinieri della Compagnia di Cassano d’Adda e i loro colleghi del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Milano. Il corpo privo di vita di Donato Carbone era nella sua Mercedes, ferma a poca distanza dal garage. A terra undici bossoli di una pistola calibro 9×21. La vittima era stata centrata al collo e al braccio sinistro. L’incontro tra Carbone e il suo assassino era avvenuto mentre il sessantatreenne stava per parcheggiare la macchina dopo aver fatto la spesa da un fruttivendolo.

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