24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 18:55:18

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La scomparsa di Irazoqui, il Gesù di Pier Paolo Pasolini

Enrique Irazoqui in una scena del film di Pier Paolo Pasolini “Il Vangelo secondo Matteo”
Enrique Irazoqui in una scena del film di Pier Paolo Pasolini “Il Vangelo secondo Matteo”

Si è spento nelle primo ore della notte di mercoledì, a Barcellona, città in cui era nato il 5 luglio 1944 l’attore Enrique Irazoqui, che tut­ti ricorderanno interprete di Gesù nel film “Il Vangelo secondo Mat­teo” girato a Matera da Pier Paolo Pasolini. Enrique Irazoqui aveva ricevuto la cittadinanza onoraria della città di Matera dal sindaco Adduce il 24 giugno 2011. In quei giorni, voglio ricordare, Irazoqui fu anche ospite di Massafra, per­ché anche in quelle gravine erano state girate alcune scene, come pure Ginosa e a Manduria, e in altre località in maggior parte pu­gliesi, e molti ragazzi dei nostri paesi furono reclutati nel ruolo di comparse. Di quella sua nuova ve­nuta del 2011 si occuparono i gior­nali locali, in particolare il “Cor­riere del giorno” che gli dedicò molto spazio, e fu quella l’occasio­ne in cui conoscemmo da vicino e riscoprimmo un attore che era poi completamente scomparso dalla visuale.

I motivi di questa scomparsa fu proprio lui a raccontarli, in quell’incontro svoltosi la sera del 22 giugno nel Teatro comunale di piazza Garibaldi, parlando un ita­liano apprezzabile perché, come lui ricordò, sua madre era italiana e questo gli aveva consentito di co­noscere la nostra lingua. Raccontò che dall’età di diciassette anni egli apparteneva al sindacato clande­stino antifranchista e al Partito co­munista che in quegli anni era pure al bando. Era stato proprio per cer­care contatti con la sinistra italiana che era venuto in Italia. Prima a Fi­renze e poi a Roma dove conobbe, tra gli altri, Pietro Nenni. In una pausa degli incontri politici, egli fu invitato a incontrare, nella sua casa all’Eur, un poeta che gli era stato indicato, ma di cui non aveva mai sentito parlare: Pier Paolo Pasolini. Che fu molto cordiale e promise che sarebbe andato a Barcellona, come infatti avrebbe poi fatto, ma fu folgorato dalla figura del gio­vane spagnolo. “Si mise a girarmi intorno e a scrutarmi – raccontò Irazoqui – e poi mi chiese, con molta educazione, quasi come un favore, se ero disposto a lavora­re con lui in un film che avrebbe dovuto fare subito, sul tema del Vangelo di Matteo”. Irazoqui ave­va solo 19 anni ma era imbevuto dalle idee politiche e dall’utopia di perseguire la fratellanza universa­le, quindi in un primo momento ri­fiutò, ma sappiamo poi tutti come andò a finire.

Un ruolo decisivo, nel convincere il giovane spagno­lo, lo ebbe Elsa Morante, che egli descrive come la più grande amica che abbia mai avuto: “Il mio gran­de amore platonico” che, assieme ad altri amici, lo convinsero soste­nendo che la ricca ricompensa lui poteva devolverla al partito, come di fatti avvenne. Saranno poi an­cora le sue posizioni politiche e le sue scelte personali a comprimere la sua parabola di attore. Dopo di allora accettò la parte di protago­nista in due soli film della Scuola di Barcellona, “Noche de vino tinto” e “Dante no es unicamente severo”, entrambi del 1966, ma che possono considerarsi di nicchia, seppure di buon livello. Laureato poi in Economia a Parigi, iniziò a lavorare a capo di un’azienda, la­sciando il posto dopo cinque mesi per contrasti ideologici. Negli Stati Uniti si laureò in Letteratura spa­gnola, diventando successivamen­te docente. Tra l’altro fu anche un campione di scacchi. Il volto di Irazoqui, a cui la voce per la par­te di Gesù venne data da Enrico Maria Salerno, rimarrà un’icona incancellabile di quello che è for­se il più bel film di Pasolini, che scelse, oltre ad artisti non profes­sionisti, alcuni personaggi a lui particolarmente cari, come l’ama­tissima madre Susanna per la parte della Madonna, gli amici letterati e poeti come Alfonso Gatto, Enzo Siciliano, Rodolfo Wilcock, Nata­lia Ginzburg, Francesco Leonetti (nella parte di Giuda), oltre agli attori Ninetto Davoli, Paola Tede­sco. Irazoqui compare anche nel docufilm “Il nuovo Vangelo” di Milo Rau prodotto dalla Fonda­zione Matera-Basilicata nel 2019. Un film che, per la verità, non ha lasciato certamente il segno, ma che ha suscitato polemiche anche politiche (e gli attacchi della de­stra), non solo perché qui il ruolo di Gesù lo svolge un nero, ma per le chiare note di critica sociale.

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