22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 12:59:57

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Via di Mezzo a Taranto: riapre la chiesa dei Santi Medici

La chiesa dei Santi Medici
La chiesa dei Santi Medici

La riapertura al culto della Chiesa dei Ss. Medi­ci in via Di Mezzo, la festività dell’Addolorata, il culto dei SS. Medici a Taranto e in provincia e le stimmate di San Pio sono gli argomenti principali inseriti in questa rubrica ideata e curata dal prof. Antonio Fornaro.

Dal 20 al 26 la Chiesa Cattoli­ca festeggia la Madonna sotto i titoli di; Maria Ss. Addolorata, Madonna delle Vittorie, Madon­na della Mercede, Nostra Signo­ra della Gioia e Nostra Signora del Deserto.

Questi i santi della settimana: Sant’Eustachio Placido, San Matteo Apostolo, San Maurizio, Santa Tecla, San Pacifico, San Firmino e i Santi Cosma e Da­miano.

San Matteo Apostolo era un pubblicano, cioè un esattore di imposte ma lasciò la sua pro­fessione e diventò Apostolo di Gesù. È autore del primo Van­gelo, il più antico e dettagliato, scritto in aramaico.

San Maurizio è patrono dell’Or­dine cavalleresco di San Mauri­zio e Lazzaro.

Santa Tecla fu discepola di San Paolo. Viene rappresentata in un rogo o tra le belve, a seconda dei tormenti ai quali sfuggì.

San Pacifico a 17 anni entrò nell’Ordine dei Frati Minori e da allora compì miracoli e co­nobbe l’estasi, oltre a fare profe­zie. Si dice che predisse anche il terremoto del 1703.

San Firmino viene festeggiato unitamente ad altri due santi che portano il suo stesso nome. In questa settimana si festeggia San Firmino di Amiens e viene raffigurato spesso con la sua te­sta in mano. Dei Santi Medici dobbiamo per il momento dire che furono forse fratelli medici e anargiri, cioè prestavano la loro opera gratuitamente. Furo­no martirizzati in Siria e devono la loro fama alla famiglia fio­rentina dei Medici che li adottò come santi protettori, storpian­do il nome di Cosma in Cosimo.

Questi i detti della settimana: “Nessuno nasce istruito”, “Divi­di ricchezza e diventa povertà”, “Fiore d’inverno, fiore d’infer­no”, “Il bue chiama cornuto l’a­sino”, “Cercare è dolore, dare è amore”, “Contro la morte né pa­reti e né porte”, Di San Matteo il primo tordo è mio”.

Una ma interessante l’effeme­ride di questa settimana che ci fa conoscere Giuseppe Cravero. Il 22 settembre 1898 di mattina fu varato l’incrociatore “Puglia” costruito nell’Arsenale Maritti­mo di Taranto.

Il varo avvenne alla presenza del principe di Napoli Vittorio Emanuele e madrina dell’even­to fu la principessa Elena, figlia del re Nicola del Montenegro.

Nave Puglia pesava tre mila tonnellate e costò all’epoca 4 milioni e 540 mila lire. Ci furo­no per l’occasione in città grandi festeggiamenti con luminarie e fuochi di artificio in Mar Gran­de ma questi ultimi provocarono la morte di tre artificieri gua­stando così la festa. Pochi giorni dopo fu messa a dimora sulla facciata di Palazzo di Città una lapide in bronzo che ricordava l’evento. Nel 1923 la nave Puglia andò in disarmo e fu ceduta dal­lo Stato a Gabriele D’Annunzio, soltanto la prora che ancora oggi si trova nei Giardini del Vitto­riale a Gardone Riviera in pro­vincia di Brescia.

Il 20 prossimo si ricorderà l’an­niversario delle stimmate di San Pio da Pietrelcina e sono previste solenni celebrazioni li­turgiche in tutti i luoghi sparsi nel mondo ma soprattutto a Pie­trelcina, paese natale del Santo e a San Giovanni Rotondo dove riposano i resti del suo corpo.

Negli atti della sua canoniz­zazione si legge che quelle di Padre Pio furono ferite vere, di ordine soprannaturale che con­tinuarono a sanguinare per più di 50 anni, senza alcun processo degenerativo cancrenoso.

Purtroppo quest’anno, a cau­sa delle restrizioni imposte dal Covid 19 l’attesa e molta parte­cipata “Festa Grande” dell’Ad­dolorata che viene festeggiata la terza domenica di settembre di ogni anno e che viene chiamata “Festa Grande” per distinguerla dalla processione notturna del Giovedì Santo conosciuta con il nome di “Festa Piccola”. Si deve al canonico Vincenzo Cosa l’in­troduzione del culto dei Sette Dolori nella Chiesa di San Do­menico.

Oggi per i festeggiamenti sol­tanto religiosi ci saranno le pro­grammate funzioni, l’aggrega­zione dei nuovi confratelli e il 20 la Messa al Molo Sant’Eligio da parte dell’Arcivescovo Mons. Santoro. Qui sarà portata in for­ma privata la statua dell’Addo­lorata.

La memoria liturgica di Maria SS. Addolorata viene celebra­ta dalla Chiesa Cattolica il 15 settembre. L’avvenimento più importante di questa settimana per quanto attiene la festività del 26 settembre in onore dei SS. Medici è la riapertura della Chiesa intitolata ai Santi Medici che si trova in via Di Mezzo. Era dal 1998 che le statue dei Santi erano state portate provvisoria­mente nella Chiesa di San Giu­seppe dove sono rimaste fino ad oggi. Finalmente i Santi Medici ritornano nella loro antica sede i cui lavori di restauro sono stati eseguiti in maniera veramen­te eccellente. Il 26 i tarantini festeggeranno i Santi Medici anche nella Parrocchia della Sa­linella ma senza la processione. Festeggiamenti sono previsti ma sempre soltanto a livello liturgi­co a Talsano, a Massafra, a Ca­stellaneta, a Laterza, a Ginosa, a San Marzano, a Montemesola e a Fragagnano.

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