21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

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Covid 19 e influenza, ecco come distinguerli

Covid 19 e influenza, ecco come distinguerli
Covid 19 e influenza, ecco come distinguerli

Riuscire a distingue­re l’influenza sta­gionale dai sintomi della Covid-19. E’ uno dei temi più discussi in vista dell’autun­no. Secondo una ricerca condotta da Assosalute, presentata nei giorni scorsi e ripresa da Adnkronos “il timore più diffuso tra gli ita­liani è proprio quello di non essere in grado di saperle distinguere prontamente (33% degli intervistati). Se­guono il timore di non po­ter ricevere cure adeguate (14,7%), soprattutto tra gli over 65, e la paura di un nuovo isolamento (14%), so­prattutto tra i più giovani”.

“Distinguere la normale influenza da Covid-19 non è così semplice – ha spie­gato Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università de­gli Studi di Milano e diret­tore sanitario dell’Irccs Isti­tuto ortopedico Galeazzi del capoluogo lombardo – Nonostante i due virus si­ano diversi, i sintomi che caratterizzano l’influenza stagionale e Covid-19 sono molto simili. L’unico modo certo per fare una diagnosi differenziale è quindi quel­lo di eseguire il tampone. E’ bene ricordare che l’in­fluenza con cui abbiamo a che fare tutti gli anni pre­senta sempre le medesime caratteristiche: insorgenza brusca di febbre oltre i 38 gradi, presenza di almeno un sintomo sistemico (dolo­ri muscolari/articolari) e di un sintomo respiratorio (tos­se, naso che cola, conge­stione/secrezione nasale, mal di gola). La momen­tanea perdita (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), la perdita (ageu­sia) o alterazione del gusto (disgeusia), sono invece ti­pici e non legati all’influen­za stagionale. Attenzione anche ai bambini: se as­sistiamo al verificarsi di un unico sintomo respiratorio, è verosimile che siamo di fronte a malanni di stagio­ne; se invece se ne verifica più di uno contemporane­amente, è bene fare ulte­riori accertamenti”.

Inoltre, ha evidenziato Claudio Cricelli, presiden­te della Società italiana di medicina generale e delle cure primarie (Simg), “sarà il medico di medicina ge­nerale, qualora ravvisi un sospetto Covid-19, a far in­tervenire l’unità diagnosti­ca per gli accertamenti”.

L’atteggiamento degli ita­liani in caso di sintomi in­fluenzali è cambiato rispet­to allo scorso anno. Come rivelato dalla ricerca Asso­salute, infatti, “se nel 2019 il 55% degli intervistati dichia­rava che il primo compor­tamento, in caso di febbre, sarebbe stato rimanere a casa, riposare e assumere farmaci da banco, oggi lo conferma soltanto il 37,1%. Aumentano coloro che si rivolgeranno subito al pa­rere del medico di base: il 34,5% rispetto al 12,3% del 2019”.

“I medici di medicina ge­nerale si stanno preparan­do all’arrivo della prossima stagione influenzale, infor­mando le persone in tutti i modi possibili – ha conti­nuato Cricelli – Abbiamo recentemente distribuito una guida per il rientro si­curo a scuola, in aggiunta a informative e documenti che abbiamo prodotto in questi mesi proprio per ar­rivare preparati. Da aprile tutti i medici di medicina generale sono dotati di si­stemi informativi all’avan­ guardia che permettono di avere velocemente il quadro clinico del pazien­te e di poter quindi fare una diagnosi precisa e contestualizzata dei sinto­mi che presenta, anche a distanza; questo permette una gestione sofisticata di tutte le patologie, compre­sa l’influenza stagionale e Covid-19”.

Sempre dall’indagine As­sosalute emerge che sono “stabili rispetto all’anno scorso le figure di riferimen­to in caso di febbre: il 53% degli italiani continuerà a rivolgersi al medico di base, seguito dal 28,4% che invece si affiderà alla propria esperienza, curan­dosi con gli usuali farmaci di automedicazione, so­luzione più diffusa a cui farà ricorso, se necessario, il 60,6% degli italiani; cala invece il numero di coloro che si rivolgeranno al far­macista: sono il 14,6% degli intervistati, rispetto al 23,2% del 2019”.

In caso di febbre, quindi, che fare? “Al principio sem­pre valido di automedi­cazione responsabile – ha raccomandato Pregliasco – si aggiunge quest’anno il comportamento respon­sabile. Rimanere in casa se si manifestano i sintomi e isolarsi dagli altri, non an­dare al Pronto soccorso né presso gli studi medici, ma chiamare al telefono il me­dico di famiglia, la guardia medica o i numeri verdi re­gionali o di pubblica utilità 1500. Rimangono validi i classici consigli come evi­tare gli sbalzi di tempera­tura, prediligere un’alimen­tazione corretta e cercare di non affaticare troppo il sistema immunitario, man­tenendo ad esempio una sana flora intestinale con l’aiuto dei probiotici”.

Così come confermato anche da Cricelli, che av­verte come, “rispetto alle passate stagioni influenzali, l’indicazione quest’anno è di non aspettare di vedere se i sintomi influenzali passa­no in 3 giorni prima di senti­re il proprio medico, ma di contattarlo telefonicamen­te quando insorgono per monitorare la situazione e concordare insieme un’au­tomedicazione responsa­bile. E’ importante infatti evitare di azzerare i sintomi dell’influenza e rischiare di nascondere il vero quadro della situazione”.

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