21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

Cronaca News

Guerra al Covid, Taranto strategica

Guerra al Covid, Taranto strategica
Guerra al Covid, Taranto strategica

Taranto diventa un centro strategico per affrontare il Covid nei paesi dell’Alleanza At­lantica.

Nella mattinata di venerdì 18 set­tembre se ne è avuto un signifi­cativo esempio con la cerimonia di consegna, da parte degli Stati Uniti, di 200 ventilatori al Centro Operativo Sud di Taranto dell’A­genzia Nato di Supporto e Ap­provvigionamento, che ha sede all’interno della Scuola Volontari di Truppa dell’Aeronautica Milita­re. Una donazione compiuta attra­verso l’Agenzia Statunitense per lo Sviluppo Internazionale (Usaid). Un atto che rientra nella fornitura di apparati medici che la Nato ha predisposto nell’eventualità di una nuova pericolosa ondata di pande­mia.

«Questo è il riflesso della gene­rosità del popolo americano», ha detto John Manza, Assistente del Segretario Generale per le Opera­zioni presso la sede Nato. Parole che hanno voluto sottolineare il profondo legame che esiste tra Ita­lia e Stati Uniti, che nel corso della prima violenta ondata della pande­mia si è concretizzato nell’invio da partte del settore privato statuni­tense di 50 milioni di euro, mentre 50 milioni di dollari a sostegn di organizzazioni non governative e religiose sono arrivati dalla stessa Usaid per apparecchiature medi­che ad alta tecnologia.

Il Generale di Brigata Renato Lepore, Comandante del Centro Operativo Sud, ha spiegato quali funzioni svolge il Soc, non solo come centro di stoccaggio di ma­teriali per le emergenze: «Questo è un centro di eccellenza, il centro nevralgico di stoccaggio e mante­nimento dei campi completamente equipaggiati per essere dispiega­ti in operazioni della struttura di comando della Nato e della Nato Response Force. Il nostro quartier generale è in Lussemburgo, con centri operativi in Francia, Unghe­ria e, appunto, Taranto». Insomma, si tratta di un centro strategico dal quale è possibile in tempi rapi­dissimi organizzare e dispiegare campi e personale in ogni angolo del mondo dove è richiesto l’inter­vento, non necessariamente milita­re, come accaduto in occasione del terremoto in Pakistan nel 2005 o, nei mesi più recenti, in Afghani­stan e in Kosovo e in Europa per affrontaare l’emergenza Covid.

Negli ampi spazi del centro è esposta una lunga serie di contai­ner attrezzatissimi: da cucina a sale mediche, che rendono bene l’idea della capacità organizzativa e dell’efficienza del Soc.

Ma torniamo agli interventi per l’emergenza Covid. William Silkworth, Ministro Consigliere per gli Affari Economici dell’Am­basciata degli Stati Uniti, a Roma, ha voluto sottolineare la «determi­nazione, lungimiranza e risolutez­za» del governo italiano nell’af­frontare la grave crisi, diventando «un modello per gli altri Paesi» e le congratulazioni sono arrivate a medici e sanitari per il lavoro svol­to in questi difficilissimi mesi.

Una cerimonia, quindi, che ha ri­badito i solidi rapporti tra i due Paesi, e che ha visto anche la par­tecipazione di Jeremy Gustafson, Consigliere Senior per lo Sviluppo Internazionale al Comando Euro­peo presso l’Agenzia U.S.

Taranto, quindi, si conferma sede strategica fondamentale per la Nato. Un ruolo, quello della città, esaltato dall’ammiraglio Salvatore Vitiello, comandante del Coman­do Marittimo Sud della Mrina Mi­litare.

«Il “NSPA Southern Operational Center” – ha ricordato l’ammi­raglio – si trova a pochi chilome­tri dalla Base Navale di Taranto, con infrastrutture Nato e sede del Quartier Generale del Comit­marfor, il Comando Italiano delle Forze Marittime, certificato dalla NATO come Comando con capa­cità Marittima di Reazione Rapi­da. La città di Taranto ospita anche l’Arsenale della Marina, estrema­mente efficiente, dotato di impor­tanti bacini di carenaggio e con ca­pacità di riparazione e di revisione del più alto livello tecnico». E, nel­le vicinanze, a Gioia del Colle, la base dell’Aeronautica Militare, la Stazione Aeronavale di Grottaglie, la Base Navale di Brindisi. Infra­strutture «disponibili per tutti gli assetti Nato che operano o transi­tano nel Mediterraneo Centrale», e che fanno di Taranto «un “cluster unico”, ovvero un complesso in­tegrato di infrastrutture logistiche che potrebbe essere cruciale per il supporto delle attività operative dell’Alleanza o per il supporto a missioni umanitarie e di soccorso nel Mediterraneo».

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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