16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Maggio 2021 alle 14:20:20

L’inclusione passa dal museo MArTA
L’inclusione passa dal museo MArTA

È partito nelle scorse setti­mane il progetto di inclusione culturale dei soggetti di disabilità ideato dalla Struttura Comunicazione e Informazione Istituzio­nale della ASL Taranto e sottoscritto dalla azienda sanitaria con il Museo Archeolo­gico Nazionale di Taranto-MArTA.

All’inizio dell’anno, infatti, è stato avviato un protocollo di intesa per la realizzazione di azioni comuni per l’accessibilità e l’in­clusione culturale, progetti sul rapporto tra arte e salute e per lo sviluppo di progetti di ricerca congiunti. Il progetto, però, aveva subito uno stop a causa dell’emergenza sa­nitaria Covid-19: il lockdown, la chiusura del MArTA per tre mesi e poi la necessi­tà di definire percorsi che garantissero la massima sicurezza agli utenti hanno fatto sì che solo dopo l’estate si potessero avvia­re le prime iniziative. Ma la scorsa setti­mana i primi utenti hanno varcato la so­glia del MArTA, riorganizzato nel rispetto delle linee guida per evitare il contagio, e hanno potuto partecipare alla prima espe­rienza interamente dedicata a loro.

Grazie alla collaborazione con il Dipar­timento di Salute Mentale, gli ospiti del Centro Diurno Epasss di Grottaglie sono stati accolti dai funzionari della struttura museale che hanno presentato loro il MAr­TA e le sue attività e poi li hanno guidati in uno speciale percorso di visita nelle splen­dide sale del museo. Accompagnati dalle operatrici e stimolati dagli archeologi e da­gli specialisti del MArTA, gli utenti hanno visitato il Museo e, grazie a una speciale caccia al tesoro pensata apposta per loro, potuto scoprire alcuni interessanti reperti e usanze dei tarantini delle epoche passate.

L’iniziativa proseguirà nei prossimi mesi con altri gruppi di pazienti, ospiti di strut­ture, anziani e disabili, che rappresentano una fascia di cittadini con livelli di parteci­pazione e pratica minore. Tutto ciò perché l’accesso, l’accoglienza alle persone con disabilità psichiche, fisiche e neurologiche nei musei produce significati, compren­sioni, ricordi, attraverso processi comuni­cativi diversi, se non nuovi, rispetto alle strategie terapeutiche quotidiane. Diver­si studi hanno dimostrato che le visite ai musei migliorano e allungano la vita delle persone e questo vale anche per i soggetti in condizione di fragilità. Il museo e l’ar­te possono così diventare catalizzatori di un processo migliorativo, accompagnando positivamente i percorsi di cura.

Questo di Taranto è un progetto pilota ed è stato ispirato da progetti di successo già attivi negli USA e in Canada. In una socie­tà caratterizzata da una popolazione sem­pre più anziana, con più persone affette da malattie croniche ma anche da forme di disagio psichico, dipendenze patologiche o forme di autismo, la Asl ritiene necessario fornire delle risposte nuove che affianchi­no le cure e le terapie e che possano miglio­rare la vita da vivere. Questo vuole essere un percorso virtuoso che, grazie ai benefici ottenuti per mezzo dell’arte e della bellez­za, porti un miglioramento delle condizio­ni generali, come se il museo finisse per diventare una sorta di reparto di eccellenza dell’ospedale. “Il progetto tra il MArTA e ASL Taranto – dichiara la Direttrice del MArTA Eva Degl’Innocenti – permette di fortificare ancora maggiormente il valore del patrimonio culturale come cura. Si può finalmente lavorare operativamente sullo sviluppo sostenibile grazie al rapporto tra Arte e Salute”.

Il protocollo di intesa tra ASL Taranto e MArTA – L’accordo ha una durata trienna­le e si pone l’obiettivo di sviluppare attivi­tà, iniziative e programmi volti a promuo­vere e favorire l’accesso delle persone con diversabilità alla cultura e garantirne la piena partecipazione. L’accordo ha inoltre lo scopo di sviluppare numerosi progetti di ricerca congiunti. I primi beneficiari di questo progetto saranno gli utenti dei cen­tri diurni, delle strutture residenziali e del­le RSSA convenzionati con la ASL Taran­to. Al momento sono già state evidenziate delle macro-aree in modo da organizzare delle esperienze adatte: sordi, ipovedenti/ non vedenti, pazienti affetti da demenza senile/morbo di Alzheimer, persone affette da autismo o disabilità mentali e persone con dipendenze patologiche. L’obiettivo è quello di estendere il progetto anche ad altri utenti in carico presso altre strutture della ASL e che potrebbero giovare del coinvolgimento in queste attività. Saran­no individuati percorsi tematici dedicati tenendo conto delle specifiche esigenze e delle caratteristiche degli utenti (come ad esempio, con la presenza di un interprete della lingua dei segni per i sordi oppure dei materiali in braille per gli ipovedenti, ecc.) al fine di offrire esperienze di visita al Museo in condizioni di comprensibilità, autonomia, comfort e sicurezza affinché gli utenti possano sviluppare e realizzare il proprio potenziale creativo, artistico e intellettuale, non solo a proprio vantaggio, ma anche per l’arricchimento della collet­tività. La creazione di un gruppo di lavoro multidisciplinare consentirà inoltre di ana­lizzare gli effetti positivi della visita e dei laboratori svolti al Museo sulla salute e sul benessere psico-fisico dei fruitori.

L’accordo ha anche l’obiettivo di indivi­duare altri percorsi di integrazione, coin­volgendo altre associazioni e enti del terzo settore, ma anche istituti formativi e scuole, al fine di creare un circolo virtuoso di col­laborazioni e partecipazione. Un ulteriore e possibile sviluppo sarà inoltre quello di realizzare progetti congiunti per lo studio di reperti del MArTA, che mettano in cam­po le rispettive competenze dei due Enti.

È un progetto che si pone l’obiettivo di garantire e sostenere con costi ridotti e in parte già coperti, politiche di invecchia­mento attivo, recupero sociale e sanitario che, in molti casi clinici, rappresentano l’anticamera del buco cognitivo. L’arte, il museo, possono migliorare e cambiare, attraverso spazi inclusivi, le esperienze di vita di persone sofferenti, colpite da malat­tie diverse, nel recupero o mantenimento delle capacità cognitive e delle funzioni neuro-motorie.

Oltre all’organizzazione di esperienze de­dicate nel museo, il protocollo prevede anche l’organizzazione di attività presso le strutture della ASL a beneficio dei pazienti ricoverati, ma anche una importante col­laborazione che vedrà l’utilizzo di profes­sionalità, strumentazioni e laboratori della ASL Taranto per effettuare nuovi esami scientifici sui reperti del MArTA.

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