21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

News Politica

Le elezioni, l’Ilva, il Pd e il M5S: Taranto capovolta

Una veduta aerea di Taranto
Una veduta aerea di Taranto

Queste elezioni regionali ci consegnano una Taranto capovolta rispetto a quella di due anni fa. Non solo nei numeri ma anche nel significato politico più profondo che quei numeri esprimono. Due anni fa – sembra trascorsa un’eternità – alle elezioni politiche il Movimento Cinquestelle strapazzò ogni concorrente: circa il 48% dei voti e vittoria in tutti i collegi. Era il partito che voleva distruggere il colosso d’acciaio e il grande sconfitto in quelle elezioni fu il Pd, marchiato d’infamia come il partito dei decreti salva Ilva.

A distanza di due anni la situazione si è completamente capovolta: il Partito Democratico è il primo in città e il M5S non arriva neanche al 10%. Il partito antisistema che si è fatto sistema si è liquefatto. A Taranto come del resto in tutta la Puglia. Persino Alessandro Dibattista ha ammesso che il M5S in Puglia ha «straperso». Per tornare a Taranto, oggi il M5S, che ha già smarrito diversi pezzi per strada, si porta addosso il marchio di partito che – da due anni ininterrottamente al governo, con presidente del consiglio, ministro dello sviluppo e ministro dell’ambiente – tiene in piedi la fabbrica; mentre il Pd si è probabilmente giovato della sua svolta green, come osserva (lo leggiamo all’interno) il sindaco Rinaldo Melucci. Certo, il destino della fabbrica è ancora tutto da scrivere, ma a scriverlo non sarà chi si è già giocato il proprio, di destino.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche