23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 22:39:00

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“Zerosettanta volume tre”: il ritorno di Renato

Mercoledì 30 settembre l’uscita del nuovo album del cantautore romano


Renato Zero

ROMA – «É stato un parto diffi­cile ma molto intrigante: rappre­senta la prova generale dei miei 70 anni, cui sono arrivato incolu­me ma conscio di avere assorbito dal pubblico tanta energia».

È la confessione fatta da Renato Zero alla vigilia dell’uscita il 30 settembre dell’album “Zeroset­tanta volume tre”, il primo dei tre dischi che ha deciso di regalare e regalarsi per il suo compleanno, cui seguiranno il volume primo il 30 ottobre e il volume secondo il 30 novembre.

«La mia loquacità è ormai affer­mata, anche nella musica – ha sottolineato – Sono stato prolifi­co per quanto ho raccontato fino­ra andando a perforare la vita e la nostra società. Tre dischi eser­citano un potere su me stesso, li ho fatti mettendomi davanti a un foglio bianco per raccontare tutta la verità, e 70 anni hanno un peso specifico: devo molto a Renato Zero che mi ha consentito con il sacrifico e l’astinenza di non ap­partenere a certi condizionamen­ti: l’ispirazione stavolta è stata tanta e generosa».

Un percorso in tre album che vuole raccontare i “rumorosi anni” di Renato Zero, ma che aspira, soprattutto, a trasmettere quella coerenza che l’ha sempre contraddistinto in ogni sua pro­duzione.

«In questo volume tre canto l’a­more e la priorità di raccontare di più il sentimento, piuttosto che finire sempre in un letto – ha pre­cisato – L’amore è anche per un capufficio, e io amo mio padre e non solo gli voglio bene, amare anche una ragazza non è necessa­riamente andarci e letto. Si sente l’influenza degli amici musicisti inglesi e delle loro sonorità (da Phil Palmer, Luís Jardim, Geof­frey Richardson, Alan Clark per finire con l’apporto del maestro Adriano Pennino) e ho abusato del loro talento e della loro mu­sicalità».

Renato Zero firma tre album che sono allo stesso tempo estrema­mente personali, trasparenti, im­mediati, accoglienti, coraggiosi: l’uscita di “Volume tre” sarà ac­compagnata da un cofanetto, che andrà poi a contenere tutti e tre i volumi.

“Zerosettanta volume tre”: il ritorno di Renato
“Zerosettanta volume tre”: il ritorno di Renato

«Nel volume due presto l’occhio al rapporto con il pubblico – ha sostenuto – Il mio pubblico è un amore che considero una persona in esclusiva, perché di fronte alla folla lo spettatore per me potreb­be essere solo uno».

Nel videoclip del primo singolo “L’angelo ferito” va in scena l’ar­ringa di Renato Zero ad una folla di manichini omologati, muniti di mascherina e con indosso i suoi storici abiti di scena.

«È un guerriero ferito, non mor­to, che siede alla destra del Padre – ha spiegato – È un prototipo di impiegato della vita, vilipeso e contrastato: tutto il suo lavoro viene vanificato in questa marcia funebre intrapresa soprattutto dai detentori del potere che non per­mettono ai talentuosi, e ai porta­tori sani di idee, alcuna possibi­lità di riscatto. Per questi piccoli esseri, il covid può rappresentare un loro perfetto alleato».

Renato Zero non potrà festeggia­re con il pubblico i suoi 70 anni.

«Ho speso la mia energia a fare questo lavoro – ha anticipato – Non voglio essere razzista verso 1500 paganti per un mini con­certo e la consapevolezza che mi garantirebbe una visibilità generosa: festeggerò il comple­anno l’anno prossimo con tutto il pubblico che si merita un grande show. Contrario anche allo strea­ming perché ho necessità dei pre­parativi, il camerino, siamo sog­getti alla malinconia, non stringi la mano a nessuno».

La trilogia segue il filo della nar­razione autobiografica, intesa non come un mero momento di auto­celebrazione, ma identificabile più come uno sguardo avido, attento e curioso sempre rivolto al futuro, a quello che sarà: ispirato dal delica­to momento storico che tutti stia­mo vivendo. Martedi 29 settembre Canale 5 dedicherà al cantautore una prima serata evento con il concerto “Zero il folle” con le im­magini dei due concerti sold-out tenuti al Forum di Assago a Mila­no l’11 e il 12 gennaio scorsi, poco prima “della chiusura del mondo”, con la presenza degli ospiti Sa­brina Ferilli, Giancarlo Giannini, Alessandro Haber, Monica Guer­ritore, Serena Autieri, Gabriele Lavia, Anna Foglietta, Giuliana Lojodice e Vittorio Grigolo.

 

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