22 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Aprile 2021 alle 15:06:21

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Satyrion per l’Archeologia premia Gert Jan Burgers

Satyrion per l’Archeologia premia Gert Jan Burgers
Satyrion per l’Archeologia premia Gert Jan Burgers

Non è sempli­ce spiegare in poche parole il valore scientifico ed umano dell’archeologo olandese Gert Jan Burgers premiato sabato, 19 settembre, al Teatro Fusco, nel­la XXI Edizione del “Satyrion per l’Archeologia”.

Semplice, alla mano, aperto ed uno di casa come quando anda­va dal barbiere di Latiano prima di affrontare la ricerca sul sito. Trentacinque anni di impegno in Puglia, confluito nella realiz­zazione ed oggi direzione scien­tifica del Parco Archeologico di Muro Tenente (Mesagne-Latia­no) e del Museo Archeologico di Francavilla Fontana MAFF. Lo incontrai per la prima volta a Crispiano nel 2008 alla chiu­sura dell’ultima campagna di scavi sulla collina di L’Ama­stuola; è stato direttore genera­le del progetto per conto della Vrije Universiteit di Amsterdam con l’archeologo Paul Crielaard. L’accordo e la sinergia con la Soprintendenza Archeologica (funzionaria all’epoca, Assunta Cocchiaro) e con l’Ente locale di Crispiano che ospitava ogni estate gli studenti olandesi nella scuola Mancini, è stato un mo­dello che Burgers ha applicato con naturale entusiasmo e com­petenza nei suoi lunghi trenta­cinque anni trascorsi in Puglia. Le motivazioni del premio Satyrion edizione 2020 a lui assegnato dalla Commissione Scientifica parlano chiaro: “ha saputo coniugare – ha motiva­to la direttrice del MarTA, Eva Degl’Innocenti – l’alta ricerca scientifica con l’educazione al patrimonio ed all’archeolo­gia come bene comune, crean­do modelli di sviluppo basati sull’economia della cultura e la condivisione del sapere”.

Per la funzionaria della Soprin­tendenza, Laura Masiello, la motivazione è: “nei suoi anni di attività in Puglia in particolare nel brindisino, dove ha operato dal 1981 ad oggi, ha saputo far emergere e valorizzare il pa­trimonio culturale dell’antica Messapia puntando sugli ele­menti identitari ed il coinvol­gimento delle comunità locali, esempio vincente di sviluppo territoriale integrato e di parte­cipazione attiva della collettivi­tà alla progettazione delle azio­ni di reale collaborazione tra ente di tutela, amministrazioni e comunità locali, associazioni culturali per la valorizzazione archeologica secondo il dettato del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Il risultato sono due gioielli di valorizzazione e fruizione brindisini: Muro Tenente Parco dei Messapi e il MAFF, consegnati all’intera comunità e per la gestione alla Cooperativa Impact Archeolo­gia con l’attivo Presidente Chri­stian Napolitano”.

Non potevo da parte mia, in quanto membro del comitato scientifico, non motivare la mia scelta del nome di Burgers con un riferimento agli scavi arche­ologici a La Mastuola (Crispia­no), svolti dal 2003 al 2008; nella proprietà di Giuseppe Montanaro, per gli amici Pep­pino, proprietario della omoni­ma masseria divenuta oggi un meraviglioso attrattore turistico tarantino, il sogno nel casset­to è anche ricreare il villaggio greco-indigeno con opportuno progetto.

Un sito di grandissimo interes­se scientifico al centro di un di­battito anche nel 50 Convegno di Studi sulla Magna Grecia sul tema “Mobilità, migrazioni e fondazioni nel tarantino arcai­co”. Il fatto che a 15 Km a nord di Taranto, su una collina che domina il paesaggio, siano state trovate sia le capanne degli Ia­pigi che le case dei Greci (altre rispetto a quelle scoperte dalla compianta funzionaria della So­printendenza Graziella Marug­gi), ha fatto riflettere sulla natu­ra dei contatti tra Iapigi e Greci considerati di tipo integrato, pacifico e misto. La metodolo­gia basata sul survey, proiezioni geofisiche e geo archeologiche, analisi botanica oltre che sullo scavo vero e proprio, ha com­pletato il percorso di ricerca iniziato dalla Soprintendenza nel 1988 sulla necropoli, nel 1991 sull’abitato e dal 2003 al 2008 sul terrazzo prospicien­te la Masseria L’Amastuola o meglio, a mio avviso, La Ma­stuola da mastòs mammella e poi collina (ROCCI). Notevoli i risultati. Confrontando le fonti antiche coi nuovi reperti, spe­cie quelle del famoso oracolo di Delfi che indirizzò Falanto a Satyrion e nel fertile territorio del Taras esce un dato impensa­bile per chi riteneva gli Sparta­ni padroni assoluti del territorio non appena sbarcati sulla co­sta ionica nel 706 a.C.; i primi Greci non sono stati affatto gli Spartani bellicosi, ma altre et­nie che varrebbe la pena meglio indagare, Greci che a La Ma­stuola convissero sicuramente in pace con gli Indigeni Peuceti come fu per i siti di Incoronata e Siris; la colonizzazione spar­tana della chora a Ponente di Taranto va piuttosto posticipata perché gli Iapigi seppero difen­dersi strenuamente ed a lungo. Ancora nel tardo VI ed inizi del V secolo a.C., infatti, la cultu­ra funeraria era anche indigena come mostra una straordinaria stele dalla necropoli.

Scoperti i segni dell’integrazio­ne greco-indigena nell’abitato dal 675 a.C.; trovato un agger indigeno di difesa che circonda­va la collina ed un secondo più interno; trovate le fondazioni di una capanna indigena ovale; le case greche di VII sec.a.C. chia­mate alfa, beta, gamma, quelle piccole, scoperte dalla Maruggi non erano le uniche perché gli Olandesi ne hanno trovate altre quattro in evoluzione edilizia: sostituirono le precedenti ca­panne.

Satyrion per l’Archeologia premia Gert Jan Burgers
Satyrion per l’Archeologia premia Gert Jan Burgers

Risultati straordinari: a La Ma­stuola si tocca addirittura con mano il passaggio dalla capan­na indigena alla casa greca; passaggio lento con la compre­senza dei due tipi di abitazione. Quanto ai vasi quelli indigeni detti matt painted si integrano coi corinzi.

Non basta: trovate anche le fornaci dei ceramisti di fine VI inizi V a.C. Tutti segnali di convivenza anche nei riti, usi, costumi collegati al consumo del vino, ai banchetti, alle of­ferte agli dei.

Abbiamo un quadro in questo sito crispianese di comunità in­tegrata in un paesaggio definito di contatto, produttore di cultu­ra materiale mista. Il merito della scuola archeolo­gica olandese, con Burgers in testa, è di averci rivelato un sito chiave nel tarantino per studiare i rapporti tra Greci ed Indigeni ben prima della tradizionale data della colonizzazione spar­tana del 706 a.C. Ancora nel VI secolo si ha davanti una comu­nità iapigia integrata coi Greci.

Gli Spartani, Greci anche loro ma guerrafondai, passarono dall’incontro allo scontro nel V secolo a.C..

Cosa ha dato dunque Gert Jan Burgers, a mio parere, alla sto­ria tarantina?

Lo si evince dalla mia moti­vazione consegnata per il XXI Premio Satyrion : “Le campa­gne di scavo a La Mastuola di­rette da Gert Jan Burgers con Paul Crielaard della Vrije Uni­versiteit di Amsterdam hanno fatto luce sulla pacifica integra­zione greco-indigena nel Golfo di Taranto ben prima della vio­lenta occupazione spartana.

Consegnata una nuova pagina di storia della Magna Grecia”. «Sono onoratissimo – ci ha con­fidato Burgers – Ho dedicato metà della mia vita all’arche­ologia pugliese. Sono emozio­nato non per me, ma per l’im­portanza dell’archeologia nella società. Secondo me lo scopo dell’archeologia è ancora da sviluppare. Ha un ruolo molto importante».

Ben meritato il premio conse­gnato a Burgers, ormai a tutti gli effetti un vero cittadino di Puglia (propongo la cittadinan­za onoraria) da Maria Piccarre­ta, Soprintendente archeologia Belle Arti e Paesaggio non solo di Brindisi, Lecce, Taranto, ma anche di Bari e di Foggia.

Giovanna Bonivento Pupino
Membro Comitato Scientifico XXI Edizione Satyrion per l’Archeologia

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