22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 12:59:57

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Elezioni regionali 2020, il giallo dei seggi mancanti


Consiglio regionale Puglia

Tre seggi controversi. Quel­li che mancherebbero a Senso Civico, una delle quindici liste della coalizione di Michele Emiliano. Tre seggi che Senso Civico rivendica come propri ma che la piattaforma Eligendo, quella ufficiale del Ministero degli Interni, attribuisce ad al­tre liste. E i toni si fanno subito durissimi.

«In Puglia – Ernesto Abaterusso, Mino Borraccino e Alfonso Pisicchio, tra i fon­datori di Senso Civico – si sta operando un furto gravissimo di rappresentanza ai danni della democrazia, stracciando le regole dettate da una legge elettorale che stabilisce chiaramente una cosa: chi su­pera con il voto degli elettori il 4 % ha diritto a concorrere alla rappresentanza regionale».

Invece è accaduto che nonostante il 4,16% ottenuto, la lista “Senso Civico-Un nuo­vo Ulivo per la Puglia” è rimasta a bocca asciutta: nessun seggio assegnato. L’unica lista, fra quelle ad aver superato la soglia di sbarramento del 4% a non essersi vista riconosciuta l’assegnazione del seggio.

«C’è da rimanere francamente basiti: come va considerato lo sbarramento contempla­to dalla legge: come un suggerimento, una lieve raccomandazione o un’idea platoni­ca? Un’avvertenza integrata dal sottotitolo “è più prudente fare il 5%”? Non dovrebbe essere la certezza di una regola all’interno di uno Stato di Diritto?» sottolineano Pi­sicchio, Borraccino e Abaterusso.

«La cosa curiosa – incalzano i tre – è che lo stesso sito ufficiale che comunica l’e­sclusione dal riparto dei seggi della lista, certifica che la stessa ha superato il 4,16% dei consensi, e aggiunge un’ulteriore di­storsione legata all’attribuzione del pre­mio di maggioranza alla coalizione del presidente vincente. La legge regionale del 2015 dice che se il candidato presiden­te raccoglie oltre il 40% dei voti si vedrà attribuire 29 seggi. Ebbene “Eligendo”, invece, ne fa sparire un paio: sarebbero, infatti, solo 27 i consiglieri della maggio­ranza». Un giallo nel giallo, quindi.

«Crediamo – concludono – di essere di fronte ad un errore materiale di calcolo e pensiamo di avere il diritto ad una rapida e precisa correzione, ai sensi della legge vigente».

Alfonso Pisicchio, già assessore della giunta Emiliano, spera in un intervento ri­solutore della Corte d’Appello: «Sì – spie­ga a Tarantobuonasera – la Corte d’Appel­lo può risolvere questo pasticcio. Il fatto è che la legge elettorale regionale è poco chiara e il Ministero addebita la respon­sabilità all’algoritmo della Regione. Pur­troppo con un ragionamento che definirei creativo lo sbarramento viene agganciato al voto dei presidenti e non ai voti di lista: una interpretazione che non tiene conto del voto disgiunto e anche dei voti singoli dati ai soli presidenti, senza preferenze di lista. Un ragionamento, quello applicato a noi, che se portato agli estremi avrebbe potuto produrre una situazione assurda: con tutte le liste al 4,1% e il presidente al 46%, nessuna lista avrebbe ottenuto seggi e così avremmo avuto un presidente senza seggi di maggioranza. Una assurdità».

Ma quanti sono i seggi che Senso Civi­co rivendica? «Sono tre», risponde Pisic­chio. «Due quelli erroneamente attribuiti all’opposizione (secondo l’interpretazione di Senso Civico alla maggioranza avreb­berpo dovuto essere attribuiti 29 seggi e non 27, ndr) e uno da una diversa riparti­zione all’interno della stessa maggioran­za». In questo caso, rientrerebbero in con­siglio proprio i tre grandi esclusi: Alfonso Pisicchio, Mino Borraccino ed Ernesto Abbaterusso. Con una ampia riconfigura­zione della geografia del nuovo consiglio che coinvolgerebbe sia maggioranza che minoranza.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

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