22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 12:59:57

Cronaca News

Mons. Santoro: «La pazienza dei tarantini è finita»

Mons. Filippo Santoro
Mons. Filippo Santoro

“La pazienza dei tarantini è finita”. L’arcivescovo di Taranto Filippo Santoro, in una pausa dei lavori del Con­siglio episcopale permanente in corso a Roma, parlando con l’agenzia Adnkronos riflette sul post voto in Puglia e a Miche­le Emiliano. Santoro ha puntato l’attenzione sui temi ambienta­li. Dal governatore della Puglia Michele Emiliano riconferma­to alla guida della Regione per Santoro è arrivato “un atto di umiltà di chi è cosciente dei propri limiti e li vuole supera­re”. Monsignor Santoro dà atto anche ad Emiliano di avere “ca­pacità di rapporto” ma, pensan­do a Taranto e al grosso nodo dell’Ilva con gli irrisolti proble­mi ambientali e legati alla salu­te, lo avverte: “La pazienza dei tarantini è finita”.

L’arcivescovo di Taranto osser­va: “Il risultato delle elezioni indica che bisogna dialogare con tutti. Emiliano ha vinto con una coalizione aperta per­ciò tutti devono essere coinvolti nella strada del dialogo e di un cammino comune che, di fronte alla sofferenza della terra, dia risposte concrete”. Al governo centrale Santoro ricorda poi che “l’Italia non può continuare ad accumulare il debito ecologico nei confronti di Taranto”. Mon­signor Filippo Santoro osserva come “il voto indica punti che vanno approfonditi: l’attenzione all’ambiente, tema prioritario su cui Emiliano è intervenuto, con particolare attenzione alla questione della decarbonizza­zione . Ho sempre sostenuto che l’Ilva come è adesso non può andare avanti: è tempo di dare una risposta adeguata coordi­nando l’impegno della Regione con quello del governo centrale. Emiliano deve essere ascoltato insieme al sindaco: gli enti lo­cali devono essere ascoltati dal governo centrale per una transi­zione ecologica”.

Monsignor Santoro, che pre­siede la Commissione Cei per i problemi sociali e il lavoro, guarda con preoccupazione alla situazione lavorativa a Taranto e nel sud del Paese: “Ci trovere­mo di fronte a grandi difficoltà sia per chi, finita la cassa inte­grazione, potrà essere mandato via, sia per quella moltitudine di giovani senza lavoro costret­ti ad andare al nord o a fuggire all’estero”. A Taranto poi dovrà essere “presa di petto” la que­stione della xylella e la questio­ne della “legalità nella Capita­nata”.

Il Consiglio episcopale per­manente ha riservato attenzio­ne alle elezioni degli italiani? “Non ne abbiamo parlato – dice monsignor Santoro -. Avevamo tanti temi da affrontare, l’agen­da è molto densa”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche