08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca News

Nessun omicidio, svolta dall’autopsia che scagiona il badante

Il tribunale di Taranto
Il tribunale di Taranto

“Non l’ho ucci­so, a nzi dopo che si è sentito male ho tentato di salvarlo. Gli ho praticato il massaggio car­diaco e la respirazione bocca a b occa”. E’ ciò che h a r iferi­to il trentanovenne crispianese Giuseppe Colella che faceva da bandante al 63enne trovato senza vita in un appartamento in Via Oberdan, al suo difenso­re, l’avvocato Enzo Fumarola, che ieri mattina lo ha assistito dinanzi al gip d urante l’udien­za di convalida dell’arresto per evasione dai “domiciliari”.

Colella ha anche detto al suo difensore che si è allontanato dall’abitazione di via Oberdan perchè era spaventato e di aver chiesto aiuto ad un passante il quale ha chiamato il 118. II trentanovenne potrebbe essere scagionato anche perchè ieri è giunto l’esito dell’autopsia ese­guita dal medico legale Mar­cello Chironi sul corpo del del 63enne che Colella accudiva. Non si è trattato di omicidio. Il decesso è avvenuto per cause naturali (embolia polmonare) e quindi l e e cchimosi r iscontra­te sul collo dell’uomo non sono riconducibili ad uno strangola­mento c ome e ra s tato i potiz­zato in un p rimo momento ma ad un tentativo di rianimare il 63enne colto da malore. È de­stinata quindi all’archiviazione la posizione del trentanovenne crispianese indagato in relazio­ne alla morte della persona che accudiva.

Alla luce dell’esito dell’esame autoptico Colella è estraneo ai fatti. L ’uomo, d unque, n on h a strangolato il 63enne del qua­le si occupava come badante. II trentanovenne crispianese che stava scontando gli arresti do­miciliari a casa del 63enne ha tentato di rianimare quest’ulti­mo dopo che è stato colto da un grave malore che secondo l’autopsia è stato causato da una embolia polmonare. Nel primo pomeriggio di lunedì scorso i carabinieri della Compagnia di Taranto erano intervenu­ti in un appartamento situato in uno stabile di via Oberdan, nel quale i soccorritori del 118, avevano rinvenuto, sul letto, il cadavere del 63enne. L’uo­mo che d a t empo n on era p iù autosufficiente e c he t rascor­reva le sue giornate alletato, da maggio scorso era accudito da Colella che lo aiutava nelle esi­genze quotidiane. Quel giorno il badante spaventato per quel malore improvviso era sceso in strada e aveva incontrato un passante al quale aveva riferito che l’uomo che accudiva non si sentiva molto bene. I carabinie­ri lo stavano cercando e grazie all’intermediaione di alcuni pa­renti Colella si era presentato al Comando provinciale di viale Virgilio. Il 39enne ieri matti­na dopo l’udienza di convalida ha ottenuto i domiciliari per il reato di evasione. Ora si atten­de l’altra udienza dopo la quale alla luce degli ultimi sviluppi sarà scagionato.

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