30 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 09:13:06

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Giuseppe Stea: «Ridiamo vita a quella piscina abbandonata»

La piscina del quartiere Salinella
La piscina del quartiere Salinella

«Il ripristino del pattinodromo, il recupero del “Pa­laRicciardi”, l’imminente inizio dei lavori per la ristrutturazione completa del camposcuola d’atle­tica leggera sono dei bei segnali sia per chi, a Taranto, ama lo sport che per la Città tutta. Alla luce di questi segnali positivi, guardando quella che, finalmente, potrebbe diventare, a oltre quaranta anni dalla sua progettazione e costru­zione, la “cittadella dello sport”, si resta sempre colpiti, sfavore­volmente, dal manufatto, abban­donato da quasi quaranta anni, di quella che avrebbe dovuto essere una piscina: venticinque anni fa, fu organizzata anche una petizio­ne, sottoscritta da centinaia di cit­tadini di Taranto, affinchè quella piscina venisse completata: non se ne fece niente; rimase, purtroppo, un appello inascoltato». È quanto si legge in una lettera aperta che Giuseppe Stea, già consigliere co­munale di Taranto, ha inviato al sindaco Melucci ed agli ammini­stratori comunali. «Allora» conti­nua Stea «visto che, per difficoltà varie, nel corso di questi ultimi quaranta anni non è stato possibile completare i lavori per farne una piscina, perché lasciare abbando­nato quel manufatto?

Avanzo, perciò, una proposta per un suo completamento e pieno uti­lizzo: se ne cambi la destinazione d’uso e si utilizzino gli spazi di­sponibili, che sono tanti, per rea­lizzare dei locali confortevoli, da adibire a sede sociale, ed eventuali depositi per materiale sportivo, da assegnare a società sportive che ne facciano richiesta, in comodato d’uso gratuito o con un fitto bas­so (insieme alle spese di ordinaria gestione, come, per esempio, luce e acqua).

Quella struttura abbandonata po­trebbe diventare, così, una strut­tura molto utile per le società sportive ed anche un luogo d’in­contro dei giovani atleti tarantini, dei dirigenti delle società, proprio a pochi passi dalle strutture dove svolgono la loro attività sportiva».

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