22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 12:59:57

Cronaca News

Migranti e rifugiati, festa alla chiesa San Francesco a Taranto

Domenica anche a Taranto le iniziative di Migrantes

La direttrice di Migrantes Taranto, Marisa Metrangolo (seconda da sinistra)
La direttrice di Migrantes Taranto, Marisa Metrangolo (seconda da sinistra)

Anche a Taranto domenica 27 settembre si cele­bra la 106.ma Giornata mondia­le del migrante e del rifugiato intitolata “Come Gesù Cristo costretti a fuggire: accogliere, proteggere, promuovere e inte­grare gli sfollati interni”.

Il tema è ripreso dal messag­gio di Papa Francesco il quale esorta a scoprire la realtà degli sfollati interni, cioè coloro che fuggono da eventi tragici e per­secutori, pur restando nel pro­prio paese.

La ricorrenza sarà celebra­ta dalla Migrantes diocesana nella chiesa di San Francesco di Paola alle ore 11.30 con la santa messa del parroco, padre Alessandro Chiloiro, dei fra­ti Minimi. Al termine ci sarà la testimonianza di una donna della Colombia, fuggita dal­le persecuzioni dei narcos per il suo impegno nel cercare di strappare i giovani dalle tossi­codipendenze e nel sollecitare iol governo a stroncare quei lo­schi traffici. Riprendendo le pa­role di papa Francesco, Marisa Metrangolo, direttore della Mi­grantes tarantina, evidenzia che “…a volte lo slancio di servire gli altri ci impedisce di vedere le loro ricchezze. Se vogliamo davvero promuovere le persone alle quali offriamo assistenza, dobbiamo coinvolgerle e ren­derle protagoniste del proprio riscatto”.

Si fa anche riferimento agli immigrati nella nostra società odierna, divenuti “gli ultimi”: alcuni sono nelle nostre case come infaticabili badanti, altri sono mimetizzati nelle campa­gne dove gli italiani non voglio­no più lavorare; altri sono den­tro le fabbriche, le fonderie e in quelle altre attività produttive reputate pericolose e che neces­sitano di manovalanza disposta a rischiare la vita. “In loro ri­vediamo gli emigrati italiani di cento anni fa – rileva ancora – Sono le due facce della stessa medaglia, in processi avvenuti in epoche diverse, ma con le medesime sofferenze e le stesse sempre attuali ingiustizie”.

Papa Francesco (scrive ancora il direttore della Migrantes) solle­cita ad imparare a condividere, senza lasciare fuori nessuno, mettendo in comune quello che abbiamo, come quel ragazzo che offrì a Gesù cinque pani d’orzo e due pesci, che bastarono a sfa­mare cinquemila persone.

Marisa Metrangolo suggerisce infine di aprire gli orizzonti verso la problematica dei mi­granti attraverso il volontariato, facendo conoscere l’opera della Migrantes nell’apostolato del mare (attraverso la “Stella Ma­ris”, che ha sede nel porto), tra le roulotte di circensi e lunapar­kisti, rom e sinti, non trascuran­do l’attività finalizzata all’inte­grazione da parte di enti locali, parrocchie e associazioni.

 

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