22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 06:36:27

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Mezzogiorno federato, «Avanti tutta con la Costituente»


Claudio Signorile

Esprimo condivi­sione, apprezzamento ed entu­siasmo per l’iniziativa di Clau­dio Signorile per la Costituente del Mezzogiorno Federato. Un progetto al quale l’ex vicesegre­tario nazionale del PSI lavora, insieme ad un nutrito gruppo di riformisti meridionali, da alme­no tre anni.

Non mi dilungo su ciò che con­divido degli interventi di Ettore Jorio, Giulio Di Donato, Ercole Incalza e Claudio De Vincenti. Mi limito ad esplicitare alcu­ni punti relativi al progetto di infrastrutturazione del mezzo­giorno in materia di tutela del mare, di depurazione, di strade, autostrade e ferrovie, da realiz­zare mettendo in comune i fondi europei straordinari, almeno al 70% come propone Signorile, risorse rinvenienti dal recove­ry fund e nazionali. Il mare si protegge costruendo collettori fognari a protezione delle rive dei corsi d’acqua interni e del­le coste. La modernizzazione del mezzogiorno non può pre­scindere dal completamento dell’Autostrada del Mediter­raneo, dall’ammodernamento della SS 106 a quattro corsie da Taranto a Reggio Calabria, così come dalla costruzione di una moderna ferrovia sul versante jonico, quale primo passo per avere l’alta velocità sulla dor­sale orientale, da collegare alla ferrovia tirrenica con la tratta Sibari-Paola, da ristrutturare. Così come il mezzogiorno fede­rato deve porsi la risoluzione del problema dei rifiuti, attraverso la realizzazione di un sistema interregionale di termovaloriz­zatori. Ed essendo la nostra la terra del sole e del vento, non trascurare l’efficientamento energetico pulito e sostenibile.

Sono tutti interventi che coin­volgono, ovviamente insieme ad altri, tutte le regioni del mezzo­giorno continentale da federare. Aggiungo, nel campo delle in­frastrutture, la necessità di rea­lizzare il sistema della portua­lità del mezzogiorno, incentrato su Napoli, Salerno, Taranto e Gioia Tauro e sugli altri porti meridionali interessati da traffi­co adeguato.

Il mezzogiorno che è piatta­forma logistica dell’Europa sul Mediterraneo, che ha ritrovato centralità e strategicità, deve potenziare e valorizzare i suoi porti. Il mezzogiorno federato ha necessità, ed è l’ultimo ar­gomento che intendo trattare, di potenziare il suo sistema forma­tivo, le sue Università e la po­tenzialità di queste di produrre ricerca applicata. Una grande capacità di fare formazione e ri­cerca rappresenta, non solo una opportunità sul fronte interno, ma anche, considerata la strate­gicità del mezzogiorno federato, una grande occasione di crescita nel rapporto con i paesi in via di sviluppo, in particolare africa­ni. Ed, invero, formare la futura classe dirigente di questi paesi e fornire loro ricerca applicata, per sfruttare le peculiarità di quei territori, può aprire inim­maginabili scenari di sviluppo industriale e di interscambio per le regioni meridionali. A voler tacere che queste politiche potrebbero risolvere il problema dell’immigrazione, sotto il du­plice profilo di limitare gli arrivi creando occupazione nei paesi di origine ed, in secondo luogo, formando i migranti economici verso l’Europa. Solo all’Italia ne servirebbero 200.000 all’an­no, ben sapendo che un soggetto formato è più facilmente inte­grabile. Per trasformare questa ed altre visioni, che oggi po­trebbero sembrare utopie, in palpitante realtà, le regioni del mezzogiorno debbono federarsi, per spendere meglio le risorse a disposizione e per avere forza contrattuale per la destinazione delle risorse del recovery fund e quelle ordinarie nazionali. Dun­que, caro Claudio, ”avanti tutta verso la Costituente”!

 

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