10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca News

Ex Ilva, «No al differimento del piano ambientale»

L'ex Ilva di Taranto
L'ex Ilva di Taranto

Non è possibile rinviare, anco­ra, i lavori previsti dal piano ambientale per il Siderurgico. È una posizione netta, quella dell’amministrazione Melucci, che ha riba­dito la sua “assoluta contrarietà a qualsiasi forma di differimento dei lavori previsti dal piano ambientale di ArcelorMittal, oggetto della conferenza di servizi e relativa all’at­tuazione della prescrizione n. 6 (chiusura na­stri trasportatori)”.

La posizione è stata ribadita in una comuni­cazione inviata al Ministero dell’Ambiente, con la specifica richiesta che del suo contenu­to fosse data evidenza all’interno del verbale dei lavori della conferenza di servizi.

«Altri differimenti degli interventi Aia da parte di ArcelorMittal? Il Ministero dell’Am­biente conosce bene ormai la nostra assoluta contrarietà – le parole del sindaco Rinaldo Melucci –. Noi non vogliamo più la respon­sabilità di atti che impattino sulla salute dei cittadini anche un solo giorno di più. Per al­tro, queste conferenze sono surreali, noi chie­diamo che ArcelorMittal vada via da Taranto e qualcuno a Roma continua a semplificare loro la strada. Avevamo già chiesto al Gover­no di arrestare queste pratiche nelle more di un tavolo con la comunità locale sul futuro dello stabilimento siderurgico. Lo ribadisco, il Comune di Taranto non parteciperà ad altri momenti del genere e ogni pressione in que­sto senso non ci tange minimamente».

I PRIMI RIENTRI AL LAVORO

“La prima riunione delle quattro che oggi abbiamo con ArcelorMittal ha visto l’azienda tener fede a quanto ci ha annunciato a Roma. Nelle manutenzioni centrali rientreranno in­fatti dalla cassa integrazione 53 persone”. A parlare è il segretario Uilm, Antonio Talò, dopo il primo confronto tra ArcelorMittal e sindacati (rsu di fabbrica). Altre riunioni riguardano le acciaierie 1 e 2, i treni nastri 1 e 2 e gli altiforni. “Certo – dichiara Talò -, abbiamo migliaia di persone in cassa in­tegrazione a Taranto, ma il fatto che Arce­lorMittal abbia dato un primissimo segnale concreto in coerenza con quanto manifestato al tavolo, presente l’amministratore delegato dell’azienda, Lucia Morselli, è positivo. Sulle manutenzioni centrali, i delegati hanno an­che evidenziato ulteriori posizioni da coprire e aspettiamo quindi altri passi avanti da Ar­celorMittal”.

Prosegue Talò: “Lo avevamo detto: l’aper­tura al tavolo deve essere sostanziata dai comportamenti concreti. E noi avremmo capito subito, dalle risposte a stretto giro, se ArcelorMittal voleva ancora perdere tempo oppure venire incontro a quanto noi stiamo denunciando da tempo, e cioè riparti ridot­ti ormai al minimo come forza lavoro pre­sente e manutenzioni che non si fanno agli impianti, con rischi per la sicurezza, perché i manutentori sono in cassa integrazione”. Per treni nastri, acciaierie e altoforni, il sindacato chiede invece che vi sia una rotazione fra co­loro che sono su impianti che sono in marcia e gli altri che sono su impianti fermi. Avvi­cendando il personale a parità di impianti, si evita, per il sindacato, che si cristallizzi la situazione della cassa integrazione pena­lizzando economicamente solo determinate aree di lavoratori. Attualmente sono fermi il treno nastri 1, l’acciaieria 1 e l’altoforno 2. Infine è programmata per lunedì prossimo a Taranto una nuova riunione della cabina di regia sui problemi delle imprese che lavora­no con ArcelorMittal. Dopo i 9 milioni di pa­gamenti annunciati dall’azienda a copertura dello scaduto fatturo delle imprese fornitrici, queste ultime attendono ulteriori versamenti e ieri, secondo quanto riferiscono fonti sinda­cali, l’ad Morselli ha dichiarato alle sigle me­talmeccaniche che nel giro di due settimane conta di regolarizzare lo scaduto.

LA POSIZIONE DELLA CGIL

“Vedo una priorità, nella situazione dell’ac­ciaieria a Taranto: trovare risposte concrete a problemi concreti e cogenti che ricadono sulla salute e il benessere innanzitutto dei lavoratori oltre che dei cittadini” dichiara Paolo Peluso, segretario generale della Cgil Taranto.

Le istituzioni locali devono ricordare che, nella vertenza dell’acciaieria, è necessario trovare risposte a tre domande. La prima riguarda l’assenza di investimenti reali per tutelare la salute e la sicurezza dei lavorato­ri. La seconda questione è mettere un freno all’uso abnorme degli ammortizzatori socia­li, utilizzati in abbondanza e con troppa leg­gerezza. La terza, ma non meno importante, è il pagamento delle spettanze dei lavoratori dell’appalto e osteggiare il ricorso al dum­ping contrattuale. “Ma soprattutto” ricorda Paolo Peluso, “che è necessario concentrare i propri sforzi per tutelare i diritti fondamenta­li dei lavoratori e dei cittadini: salute, sicurez­za e lavoro. Inoltre giova ricordare a tutti che è solo grazie alla mobilitazione dei lavoratori e dei sindacati che si è ottenuto di tenere l’a­zienda seduta ad un tavolo di trattative e che è solo grazie al sacrificio quotidiano dei lavo­ratori che la fabbrica stessa non si sgretola”. Quindi: “Auspichiamo un sostegno concreto alla lotta dei lavoratori da parte delle istitu­zioni locali Comune, Regione e Camera di Commercio, riconoscendo che la dignità e i diritti dei lavoratori (salute, sicurezza, giusto salario) sono fondamentali per riconoscere un senso profondo al concetto di comunità”.

MORSELLI NEL CDA DI ATLANTIA

Il Consiglio di Amministrazione di Atlantia ha cooptato Lucia Morselli quale Consigliere della Società. La nuova consigliera si è di­chiarata in possesso dei requisiti di indipen­denza previsti dal Testo Unico della Finanza e dal Codice di Autodisciplina. Come è noto, Morselli è attualmente amministratore dele­gato di Arcelor Mittal Italia, ruolo in cui ha sostituito il belga Mathieu Jehl.

Laureata in Matematica presso l’Universi­tà degli Studi di Pisa, ha iniziato la propria carriera in Olivetti nel 1982 nella direzione Amministrazione, Finanza e Controllo è at­tualmente amministratore delegato di Arce­lorMittal Italia, Consigliere Blue Sgr, STMi­croelectronics e Telecom Italia.

Morselli resterà in carica in Atlantia fino alla prossima Assemblea degli Azionisti, che sarà convocata per il giorno 30 ottobre 2020 anche in sede ordinaria per la nomina di un Consigliere.

INTERROGAZIONE AL MISE

“La sicurezza dei lavoratori in Ilva è sempre stato un punto dolente ma ora è maggiormente messa a rischio dalla scar­sa manutenzione degli impianti del side­rurgico di Taranto da parte del gestore Mittal. Presenterò un’interrogazione par­lamentare al Ministero dello Sviluppo economico”.

Lo fa sapere il deputato tarantino del M5s, Giovanni Vianello, membro della commissione Ambiente Camera e della bicamerale sulle Ecomafie. “Il vetusto sistema impiantistico dell’ex Ilva di Ta­ranto e la progressiva riduzione del perso­nale nei reparti di manutenzione rappre­sentano ad oggi due criticità da cui non si può scappare. I lavoratori dell’ex Ilva di Taranto sono costretti a subire da una parte l’insicurezza occupazionale dovu­ta dalla persistente cassa integrazione, a più riprese richiesta dal gestore Mittal, e dall’altra continuano a operare nel side­rurgico con il timore di essere coinvolti in incidenti, purtroppo non estranei alla quo­tidianità del siderurgico”, spiega Vianello che aggiunge: “Non si può girare la testa nemmeno davanti alla possibilità – data la nuova compagine societaria che potrebbe profilarsi di qui a breve con il nuovo con­tratto – che Mittal abbandoni il sito di Ta­ranto in brache di tela lasciando irrisolte le problematiche occupazionali”.

“Pertanto chiedo al MiSE di esprimersi sulle iniziative che dovrebbe mettere in atto anche a fronte di questo scenario per garantire il reddito dei lavoratori”, sottoli­nea il deputato tarantino.

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