25 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Gennaio 2021 alle 06:51:29

Achille Lauro
Achille Lauro

Dopo le piogge di venerdì scorso, che non hanno consentito di regalare al pubblico passi e volteggi del già previsto “Bolero” sulle musiche di Ravel, il tempo ha concesso, nella serata di sabato, una tregua permettendo ai tarantini di chiudere in bellezza il MediTa, il Festival della Cultu­ra Mediterranea, con il concerto del cantautore Achille Lauro.

E in una Rotonda del Lungomare gremita di pubblico (l’evento era ‘sold out’ ormai da settimane) molti i giornalisti e le tv presenti per fissare momenti che rimar­ranno indelebili per la nostra cit­tà.

Il MediTa Festival è l’ultimo ap­puntamento dell’estate che il Co­mune di Taranto ha regalato alla città. “La rassegna nasce con l’o­biettivo di crescere, perché amia­mo coltivare progetti e portarli avanti”. Così esordisce il vice sindaco Fabiano Marti salutando il pubblico. “Questo Festival ha consentito di lanciare un mes­saggio fortissimo a livello nazio­nale: lo sforzo non indifferente e la grande energia che questa Am­ministrazione sta impegnando per il nostro territorio. La bellez­za di due serate indimenticabili (la prima quella di giovedì 24 con la presenza di una Amii Stewart in formissima) ha conclamato il lavoro di più di 200 persone tra artisti, tecnici, amministrativi, creativi, uffici stampa, coordina­tori, ingegneri, service, light de­signer, ristoratori, custodi, sicu­rezza, hostess insieme alle forze dell’ordine e di rappresentanza territoriale”.

“E’stata una “due giorni” splen­dida – ha dichiarato il maestro Piero Romano nell’introdurre lo spettacolo – uno dei tre eventi è “saltato”; il vicesindaco Marti aveva visto bene, “Meglio due se­rate, che tre…”». Il tono è scher­zoso. «Dovete darmi ascolto – ha risposto Marti – meglio concen­trarsi su due grandi eventi, che tre: è “due” il numero perfetto…”.

“Ringrazio la città di Taranto per il calore e l’accoglienza riservata­mi”. Così esordisce Lauro. “Provo una grande emozione a cantare su questo palco, in questa città, con questa grande orchestra!”. E non solo. A dispetto di chi lo indica come un artista “chiuso”, il cantante si è lasciato andare a una serie di ringraziamenti, “ai quali tengo, in modo particolare. Rin­grazio la città, il sindaco, il vice­sindaco e l’assessore alla Cultura, il direttore Piero Romano, questa splendida Orchestra della Magna Grecia, i tecnici, quanti hanno collaborato alla perfetta riuscita di un evento che porterò nel cuo­re e alla riuscita di un progetto bellissimo e di cui sono felice che a propormelo sia stata la Magna Grecia attraverso cui Luis Baca­lov introdusse il rock nel mondo sinfonico”.

Lauro De Marinis (questo il suo vero nome) viene dal premio riti­rato al ‘Matera Art International Film Festival’per il corto ‘Terru­rismo’ come giovane produttore cinematografico. La sua visione delle arti ruota, infatti, a trecen­tosessanta gradi. Oltre a firma­re cinque album in sei anni, col salto discografico nella Warner Music (da cui riceve la nomina a Chief creative director per la sussidiaria Elektra Records: è il primo italiano a diventarlo!) per l’ultima opera ‘1969’, la trenten­ne voce che ha in Rossi, Cobain, Presley e i Beatles i suoi miti, è anche autore di due libri. Quel­lo più recente, edito da Rizzoli, porta il titolo di un suo brano: 16 marzo («L’ultima notte»).

Lauro ama stupire con i suoi alter-ego iconici, dal cowboy dorato del concerto del Primo Maggio a Roma al nuovo Casa­nova romantico del Festival di Venezia. È lui stesso la mente del progetto Achille Lauro, di cui sperimentazione ed estrema libertà artistica sono le costan­ti. Ha all’attivo cinque album in studio (Achille Idol-Immortale, 2014; Dio c’è, 2015; Ragazzi Ma­dre, 2016; Pour l’Amour, 2018; 1969, 2019) che contano milioni di streaming sulle piattaforme digitali, e altrettante sono le vi­sualizzazioni dei suoi videoclip, di cui Lauro firma sempre la re­gia.

Poi il concerto, la “grande bellez­za” del concerto su una piazza, la Rotonda del Lungomare della nostra città.

La cantante Nahaze, di origini lucane, disco d’oro per il singolo Carillon, in cui duetta con Lauro, ha introdotto il suo “scopritore” interpretando gter brani: Caril­lon, Future e Control.

Instancabili i quaranta musici­sti dell’Orchestra della Magna Grecia che aggiungono il nome di Achille Lauro all’elenco degli artisti eccellenti con i quali han­no duettato sul palco: da Dionne Warwick a Lu¬cio Dalla fino a Antonella Ruggiero, Massimo Ranieri, Al Bano, Milva, Amii Stewart e Tony Hadley degli Spandau Ballet.

Achille Lauro ha sorpreso per eleganza (bellissimo in frac nero e farfallno) ed energia.

In versione sinfonica ha ripropo­sto i suoi successi ad un pubblico variegato, composto da ragazzi e da adulti: Carillon, 1969, Penelo­pe, Me ne frego, Scusa, Bam bam twist, La bella e la bestia, Rolls Royce, C’est la vie.

La serata proposta nella nostra città rivivrà poi un disco dal vivo in uscita entro la fine dell’an­no, dopo la nuova ver¬sione di “1969” (nei negozi dal 25 settem­bre). Trattandosi di un’antepri­ma, l’evento taranti¬no è presu­mibilmente il primo di una serie di concerti che vedranno Lauro condividere i palchi con i maestri dell’orche¬stra sinfonica, anche se al mo¬mento non è stato an­nunciato un tour

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