14 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Maggio 2021 alle 08:15:36

Mitologia greca e opere liriche, il convegno
Mitologia greca e opere liriche, il convegno

Con un convegno di grande spessore si è inaugu­rata lunedì sera la XVIII edizio­ne Festival Paisiello nel chiostro del museo MarTa, luogo delle muse ispiratrici delle arti. Nella cultura occidentale i miti hanno influenzato un po tutte le arti ma tra queste particolarmente la musica, di qui un convegno che ha inteso fare il punto sull’in­fluenza della mitologia nell’ope­ra. Il luogo all’aperto, causa nor­mativa Covid, ricorda la scuola peripatetica aristotelica tipica della tradizione greca ha ricor­dato il direttore artistico Loren­zo Mattei nel salutare i parteci­panti distribuiti a raggiera sotto gli archi causa alcune gocce di pioggia.

Dopo i saluti iniziali del Vice-Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Ta­ranto Fabiano Marti, espressione del sostegno del Comune e della costante vicinanza al Festival dell’Ente, Mattei ha sottolinea­to l’importanza della riscoperta delle origini arcaiche del mito perchè questi ancora oggi inci­de sulla società con una forza che non si è esaurita. Grazie alla collaborazione con il Marta il 18º Festival Paisiello si è aper­to all’insegna di due tematiche: la musica di Paisiello seria sui miti classici e le testimonianze archeologiche del mito classico al MarTa, uno scambio discipli­nare che ha visto impegnati la direttrice del museo Eva degl’In­nocenti e la Soprintendenza Ar­cheologica, l’architetto Ressa che ha curato il progetto di casa Paisiello e un importante critico musicale e docente universitario quale Fabio Larovere. Un dialo­go a tre voci per passare dal mito antico al mito declinato nell’o­pera paisielliana. Con una serie di diapositive Eva degl’Innocen­ti ha illustrato come il museo di Taranto ospiti moltissimi reperti legati ai miti della mitologia gre­ca, tanto da dedicare ad essi la mostra “Mitomania” incentrata proprio sul tema del mito con l’esposizione della ceramica a figure rosse.

È noto come il mu­seo ospiti numerosi reperti legati ai miti rappresentati nelle opere liriche come quello di Edipo, di Elettra, Orfeo ed Euridice e An­dromeda quest’ultimo partico­larmente legato a Paisiello che compose un’opera omonima. Su tali aspetti e sui risvolti legati alla psicoanalisi si è soffermato l’architetto Augusto Ressa. In conclusione Fabio Larovere ha posto l’attenzione sullo stretto rapporto tra mito e opera. Il mito è all’origine dell’opera lirica dal momento che la prima opera liri­ca tratta del mito di Orfeo e Eu­ridice è il mito per eccellenza della musica e rimane come ri­ferimento nella storia dell’opera lirica passando per grandi com­positori come Gluck che proprio con Orfeo iniziò quella riforma dell’opera del ‘700 di cui anche Paisiello ne sarà parte. Paisiello farà poi sintesi di alcune grandi riflessioni su quanto stava acca­dendo in quel momento storico per fare un salto in avanti nella musica operistica. Egli abbandona i capricci e gli ornamenti del ‘700 hendeliano per guardare già all’ ‘800 romantico. Il mito ha attraversato sempre la storia dell’opera lirica nel senso che molti grandi compositori si sono ispirati alle vicende mitologiche classiche greche per poi raccon­tarle sul palcoscenico dell’opera. Il già citato Gluck, Mozart con l’Idomeneo ed altri titoli. Tut­tavia sarà lo stesso Mozart che poi abbandonò il mito come ri­ferimento per parlare dell’attua­lità, lo farà con il suo più grande capolavoro: il Don Giovanni che è sì ambientato nel ‘600 ma par­la della contemporaneità ossìa del libertinaggio settecentesco. Il mito poi verrà abbandonato nell’epoca romantica, quando il gusto cambia con l’illuminismo ed il romanticismo, per focaliz­zarsi sulla storia, specie medio­evale e sull’attualità (Traviata verdiana) per ritornare poi tra fine ‘800 e ‘900 ma non più come era percepito in preceden­za, non così forte ma in chiave nazionalistica con Wagner che recupera la mitologia tedesca proprio per esaltare la nazione tedesca, la sua storia e la sua identità. Poi Stravinsky recupe­rerà il mito con Edipux Rex ma senza metterlo al centro dell’at­tenzione come lo era stato nel ‘700 in cui ebbe il suo apice con Monteverdi.

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