08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 07:01:43

Davide Leogrande e Sergio Ramazzotti
Davide Leogrande e Sergio Ramazzotti

– Il tema della Festa dei lettori che coinvolge i Presìdi italiani letterari è “L’invenzione del presente”, che porta a rilegge­re l’esperienza della pandemia e del lockdown. È il punto centra­le dell’Associazione Presìdi del Libro per la tematica di quest’e­dizione (che si tiene nel periodo Covid-19).

Una inattesa novità, legata tutta­via qui alla figura di Alessandro Leogrande, il giovane scritto­re tarantino improvvisamente scomparso e indimenticato, ed al Premio a lui intitolato.

A Taranto l’iniziativa si è tenuta a Palazzo comunale, nella Sala degli Specchi (la sede annun­ciata era il Molo Sant’Eligio, in corso Vittorio Emanuele II, n. 1, ma la manifestazione si è dovuta spostare per le intemperanze del clima.

A cura dell’Associazione Presìdi del Libro in collaborazione con la Regione Puglia, il tradizionale in­contro tarantino è stato aperto da Orietta Limitone, dei Presìdi pu­gliesi, che ha portato i saluti per la Presidente Anna Maria Mon­tinaro, ed in qualità di presenta­trice ha egregiamente condotto la serata ed ha subito dato la parola a Giulia Galli e Salvatore Romeo, amici di Alessandro Leogran­de. Entrambi ne hanno illustrato i meriti con un intervento pieno di ricordi. In particolare Romeo, che ha curato presso Feltrinelli il volume postumo “Dalle macerie. Cronache sul fronte meridiona­le” (2018), ha ricordato come “Dall’empirismo eretico di Pier Paolo Pasolini, Alessandro Leo­grande si dedica ad un empirismo illuministico” nel quale le vicen­de individuali diventano storiche.

Subito dopo Orietta Limitone ha illustrato i meriti professionali di Dania Mondini e di Claudio Loio­dice. Quest’ultimo, esperto in cri­mini finanziari, riciclaggio e frodi internazionali, la Mondini gior­nalista Rai ma anche scrittrice. Limitone e Loiodice hanno scrit­to insieme “L’affare Modigliani. Trame, crimini, misteri all’ombra del pittore più amato e pagato di sempre”, edito da Chiarelettere, finalista dell’ultima edizione del Premio Leogrande. Nell’inter­vista, condotta da Giulia Galli, i due protagonisti hanno racconta­to le vicissitudini delle opere di Modigliani, artista assolutamente povero in vita quanto involontario promotore, dopo la scomparsa, di ricchezze altrui. Ricchezze accu­mulate spesso non limpidamente che la ricerca ha raccontato. Una vera fatica, in giro per città stra­niere come Londra, Ginevra ecc., ed italiane come Livorno, Roma, Genova, Palermo, ed altre, per rintracciare vicende di truffe che riguardano le opere di Modiglia­ni. Riuscendo a svelare un vero sistema che gira attorno a queste opere, per un giro truffaldino di miliardi e miliardi di euro. In­somma, i beni culturali diventano beni economici, ben utilizzati da falsari, da pregiudicati, da ricchi spregiudicati. Il libro apre una panoramica su uno dei maggiori talenti artistici italiani divenuto, in tanti casi a volte controversi, merce e nient’altro.

Orietta Limitone ha poi presenta­to Sergio Ramazzotti, intervistato da Ester Alfarano per “Su questa pietra”, edizione Mondadori”. Il libro è un reportage sul suicidio assistito, ed è vincitore del con­corso letterario Alessandro Leogrande, quest’anno giunto alla quarta sua edizione. Il fratello di Alessandro, Davide, ha con­segnato al termine il premio al vincitore. La spiegazione di Ra­mazzotti, del suo libro e della vicenda umana che lo ha porta­to a scrivere questa storia, di un suicida che viaggia per trovare il luogo e il modo “tranquillo” nel quale compiere il suo triste destino, ha commosso i presenti. Una lucida volontà negativa che pone tante domande, anche per­ché il protagonista presume (più che esserne certo) la sua malattia mortale. Conclusa la cerimonia dell’assegnazione del Premio – ed anche questo è stato un momen­to particolarmente emozionante – la conduttrice della serata ha presentato Stefano Allievi. Il suo lungo curriculum parla da sé; un ricercatore indefesso di docu­mentazioni e laboriose analisi per giungere ad un mondo migliore. Decine le sue interessanti pubbli­cazioni, molte delle quali tradotte in francese, inglese, in arabo e in turco. Alcune: “La sfida dell’im­migrazione”, EMI, Milano, 1991; “Un Dio al plurale. Presenze re­ligiose in Italia”, EBD, 2001; “Il burkini come metafora. Conflitti simbolici sull’Islam in Europa”, Roma, Castelvecchi, 2017; e non mancano suoi libri di poesie.

Allievi ha quindi svolto la sua “conferenza – spettacolo” tratta dal suo ultimo libro “La spirale del sottosviluppo. Perché – così – l’Italia non ha futuro”, recentissi­mo, edito da Laterza. Il titolo del­la conferenza “Ri/partire” dice già molto. Ma ascoltare le sue proposte per uscire dall’impasse nel quale l’Italia da oggi e da ieri, si trova, è stato molto stimolante: le vie per superare le nostre de­bolezze strutturali e, perché no, anche “mentali”.

Il libro, “tradotto“ dal filmato, che in sala veniva commentato dall’autore, è una vigorosa dimo­strazione dei mali italiani, con una analisi profonda e senza veli che mostra un paese moribondo. Che deve trovare la strada per riprendersi: altissima denatalità e altissima mancanza di infra­strutture, prima fra tutte quella culturale. Cultura-educazione-scuola, questa la priorità: i mi­gliori paesi al mondo sono quelli nei quali queste tre realtà sono al centro della politica. Che in bre­ve e nel tempo portano ricchezza ed anche natalità. Sfatando un pregiudizio che più donne al la­voro meno figli. È esattamente il contrario e nel mondo lo si vede prepotentemente. Poi, l’immi­grazione. La società da sempre, ma ora più che mai, è una sorta di circolazione sanguigna, con entrate (emigrazione) e uscite (immigrazione). Vanno via i mi­gliori ma entrano altri, spinti tutti da speranze e desideri difficili da ostacolare. Il problema si risolve considerando il processo per quel che è, una fisologia e non una pa­tologia. Quindi, saper guidare i processi.

La serata si è conclusa tra gli ap­plausi, che hanno coperto il suo­no/rumore di un super temporale che ha reso difficoltosa l’uscita dal Palazzo comunale. Luoghi e strade allagati a fiumi. A proposi­to di infrastrutture.

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