21 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2020 alle 16:38:07

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L’Europa, il nostro Sud e la partita del futuro


Claudio Signorile

Ho letto con molto interesse l’intervento dell’on. Claudio Signorile pubblicato sul Corriere del Mezzogiorno. Nella landa deserta di intelligenza e di pensiero che caratterizza la scena politica italiana di questi tempi nella quale ormai si parla per slogans ed ha ragione chi urla di più non sembra vero all’osservatore politico avveduto e che ha a cuore i destini del Pa­ese scoprire che c’è ancora qualcuno che pensa, che ha in mente delle idee e che intende mettere queste idee al servizio dello sviluppo del Paese e segnatamente del Mezzogiorno.

L’emergenza Covid e l’Europa

In sostanza in un momento di emergenza particolare causata dal Covid Signorile propone alle regioni del Mezzogiorno di fare sistema e fare squadra, di mettere da parte il proprio colore politico, il pro­prio particulare geografico e di parlare con una sola voce ai tavoli che contano. Mai come ora l’Europa sta dimostrando di esserci certo per affrontare l’emergen­za pandemia ma anche per guardare ed investire in futuro. Signorile dice giusta­mente e con molta lungimiranza che que­sto è il momento giusto per approfittare della gran mole di risorse senza vincoli che l’Europa mette a disposizione dei Pa­esi membri come il Recovery found.

Io penso che questa disponibilità dell’Eu­ropa faccia giustizia di anni nei quali è stata individuata come matrigna nei con­fronti degli Stati membri. Da un lato i Paesi dell’UE si sono visti mettere a di­sposizione risorse ingenti gravate da lacci e lacciuoli che in pratica ne hanno reso difficile quando non impossibile l’utiliz­zo dall’altro hanno avuto a che fare con un gendarme dell’austerità, dell’ossessio­ne della tenuta dei conti attraverso con­trolli che hanno finito col rallentare fino in alcuni casi a strozzarle le economie dei vari Paesi. Chi scrive ha fatto il sindaco di Taranto nella seconda metà degli anni ’80 ed ha sperimentato sulla propria pel­le la difficoltà della utilizzazione delle risorse europee a causa di una valanga di norme da Azzeccagarbugli che in pra­tica rendevano impossibile trasformare in opere quelle risorse che di fatto alla fine risultavano spesso non spendibili.

Questo ha reso agevole ai sovranisti di casa nostra e a quelli degli altri Paesi europei condurre la loro battaglia contro l’Europa in realtà motivata da posizioni ideologiche di destra e da nazionalismi i cui esiti nefasti l’Europa ha sperimentato fin dagli inizi del secolo testè trascorso. In questo momento in Europa si sta ve­rificando un’inversione di tendenza e un cambio di rotta. I cordoni della borsa si sono allentati e l’Europa ha cambiato re­gistro concedendo risorse finanziarie a go go e senza le cosiddette “condiziona­ Claudio

lità”, a interessi molto bassi quasi risibili chiedendo come garanzia progetti e guar­dando agli investimenti non solo ai conti in ordine. Per disporre di queste risorse occorrerà che il governo italiano si pre­senti all’appuntamento europeo attrezza­to e con le idee chiare e disponendo di un parco progetti imponente e finalizzato allo sviluppo e alla crescita in senso gre­en dell’Italia.

Il Sud
E il sud, le regioni meridionali, le grandi città del Mezzogiorno come si presente­ranno ai tavoli che contano? Come sem­pre in ordine sparso? Come sempre con idee e progetti confusi, irrealizzabili, bizzari, campanilistici e provincialistici? Signorile propone di non perdere questo treno e di utilizzare questi fondi a piene mani avendo a mente due parole d’ordi­ne: unità di intenti e progettualità. Uni­cità di obiettivi e progetti che superino le singole realtà comunali, provinciali e regionali in una grande visione di insie­me dei grandi problemi che da sempre attanagliano il Mezzogiorno: l’acqua, l’e­nergia, la grande infrastrutturazione, il turismo, le grandi vie di comunicazione e di collegamento con l’Europa, l’oriente e l’Africa, i porti. Senza di ciò la centralità mediterranea del mezzogiorno è destina­ta a rimanere una petizione di principio. In questa nuova Europa globalizzata e proiettata sempre di più verso l’Africa il Mediterraneo è destinato a giocare sempre di più “il ruolo di mare interno dell’Europa” (per usare un’espressione di Signorile) e il Mezzogiorno quello di banchina di attracco di popoli, idee, cul­ture, flussi economici, vie commerciali ecc. Un bacino di 20 milioni di persone non è uno scherzo. Questo nuovo ruolo abbisogna però di andare oltre, di pensare alla grande, di liberarsi di provincialismi culturali nell’ottica di un Mezzogiorno non più come appendice dell’Italia ma come Mezzogiorno d’Europa, di prolun­gamento naturale dell’Europa e collega­mento con i Paesi dell’Africa.

Le idee
Grandi idee quindi, apertura di nuovi orizzonti, progetti che traguardino di­mensioni e ambiti mai finora sperimen­tati. E’ fuor di dubbio che questo tipo di progettualità richiede necessariamente il superamento a piè pari di quella menta­lità provinciale, individualistica, stupi­damente gelosa della propria identità che ha caratterizzato la cultura meridionali­sta dell’ultimo secolo per trasformarsi in spirito di collaborazione, nuove alleanze, chiarezza di idee e orizzonti più vasti che vadano oltre il proprio orticello cultu­rale e geografico. Questo non significa perdere la propria identità anzi significa esaltarla e sprovincializzarla. La parola che Signorile introduce in questo nuovo vocabolario istituzionale e “federazione”. Le regioni meridionali devono federarsi, pensare insieme, presentarsi ai tavoli ro­mani ed europei uniti, parlando la stessa lingua e con progetti e programmi che ri­guardino il Mezzogiorno come entità uni­taria che guarda oltre e vuole costruire una realtà geo politica e culturale nuova. Questo richiede un salto di qualità epo­cale e un ribaltamento culturale enorme, certamente non facile. Parlare non con voci singole e magari discordanti ma con una voce sola per le regioni meridionali significa essere più forti, più autorevoli e quindi titolari di un maggiore potere con­trattuale. Occorre prepararsi per tempo per cogliere l’occasione propizia offerta dalla pandemia e non perdere un treno che sta passando per la prima volta dal sud da oltre un secolo e che non passerà mai più da queste parti.

Lo strumento
Lo strumento che propone Signorile è in­sieme istituzionale e politico. “Federare le regioni del Mezzogiorno nei poteri e nelle istituzioni e gestire le risorse con una visione di insieme degli interessi co­muni”, questa la proposta. Personalmente non mi nascondo le difficoltà ben consa­pevole che il terreno che porta all’obiet­tivo è tortuoso e disseminato di ostacoli perché occorre vincere vecchi pregiudizi, vecchie culture, antiche abitudini mentali costruite e consolidate in secoli di domi­nio straniero e nazionale ma l’obiettivo da perseguire è ambizioso e per esso vale la pena spendersi perché è in gioco il destino dei nostri figli e della prossime generazioni.

 

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