12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

Cronaca News

Il porto di Taranto, tanti proclami ma pochi traffici

Il porto di Taranto
Il porto di Taranto

Non sono sicura­mente i proclami quelli che sono mancati, nel porto di Taranto, in questi ultimi anni.

Proclami prima e durante le varie ripetute inaugurazioni, proclami all’arrivo di qualche nave ed an­cora quando si è ricominciato a parlare del rilancio delle strutture lasciate anzitempo dalla TCT.

Ed ancora prima e dopo la pre­sentazione della Yilport sulla ri­balta del porto di Taranto.

Le aspettative che si sono così venute a creare, alimentate forse un po’ troppo entusiasticamente da alcuni degli addetti ai lavori, rischiano di essere fortemen­te mortificate dalle notizie che sembrano giungere dal nuovo piano presentato dalla San Ca­taldo Container Terminal e dalla conseguente paventata riduzione della movimentazione dei traffi­ci. Anche le riunioni intercorse in questi giorni tra la società con­cessionaria, l’Autorità di sistema portuale ed i rappresentanti dei lavoratori non sembrano aver portato a risultati confortanti.

Si parla di numeri modesti e che comunque richiedono tempi lun­ghi per un impiego congruo del­le strutture messe a disposizione della società e che sicuramente sono tra le più importanti dell’in­tero bacino del Mediterraneo.

Si tratta, infatti, di quasi due chi­lometri lineari di banchine e di circa un milione di mq di aree asservite, con palazzine e servi­zi vari. Vero è che la concessione ha la durata di 49 anni, ma è pur vero che ci si aspetterebbe di ve­dere la sua piena attuazione pri­ma della scadenza.

Le previsioni che, come tali, pos­sono soffrire di tutta una serie di modifiche non sono certamente di quelle che fanno dormire son­ni tranquilli.

Altri porti con risorse infrastrut­turali ed operative di ben lunga inferiori hanno ottenuto ed ot­tengono risultati assolutamente più concreti. Valga per tutti il porto di Bari che pur non aven­do banchine e risorse operative neppur lontanamente paragona­bili a quelle che offre il porto di Taranto ha movimentato nel 2019 82.000 TEU, con un incremento del 21% rispetto al 2018 e che, se rapportato a quanto logistica­mente disponibile, è un risultato significativo.

Per avere questi risultati, stando al piano che la Yilport avrebbe presentato in questi giorni si do­vrebbe aspettare il 2022 alla fine del quale il porto di Taranto do­vrebbe raggiungere la movimen­tazione di circa 115.000 TEU.

Coerentemente con il periodo e pur considerando l’attuale con­tingenza, francamente ci si aspet­tava molto di più.

Non sicuramente una rivoluzio­ne copernicana, ma certamente qualche segnale più concreto che inducesse alla speranza di un fu­turo più roseo per il nostro tor­mentato porto.

In tutto ciò non giocano certa­mente a favore i rumors di questi ultimi giorni che vorrebbero la Yilport interessata, per le crocie­re, al porto di Brindisi.

Ed allora? Vogliamo credere che qualcosa possa ancora cambia­re, ma i tempi sono strettissimi e gli altri non stanno certamente a guardare.

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