16 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 16 Maggio 2021 alle 15:41:06

Cronaca News

La sirena e lo spirito di comunità da ritrovare

Le parole del contrammiraglio Luigi Schinelli

La storica sirena dell’Arsenale
La storica sirena dell’Arsenale

Non suonava più da un pezzo. Quel suono era ri­masto solo nella memoria, forse un po’ nostalgica, di chi ricor­dava il fiume di arsenalotti che alle 7 e alle 16 attraversava la soglia dell’Arsenale. Una me­moria alimentata dalle foto in bianco e nero che oggi vengo­no rilanciate sulle pagine social che tengono viva la storia della città.

Giovedì 1 ottobre, alle 16 in punto, quel suono è tornato a riecheggiare per il Borgo. Per molti è stata una sorpresa. La vecchia sirena dell’Arsenale ha ripreso a funzionare e a scandi­re i tempi della giornata quasi come le campane delle chiese. Per larga parte del Novecen­to quell’inconfondibile ululato aveva scandito l’operosità di una città ancora non travolta dalla crisi di identità dalla quale an­cora adesso cerca faticosamente di riprendersi.

Contrammiraglio Luigi Schinelli
Contrammiraglio Luigi Schinelli

Certo, quando la sirena è tor­nata a far sentire la sua voce in questo assolato pomeriggio au­tunnale, non si sono viste frot­te di operai varcare l’ingresso monumentale. Normale: i tempi sono cambiati, il lavoro non è lo stesso, i turni sono diversificati e i dispositivi digitali per rileva­re le presenze hanno assorbito la funzione che una volta aveva la sirena. Che però resta un sim­bolo. E a quel simbolo ha voluto rifarsi il contrammiraglio Luigi Schinelli, che da aprile ha as­sunto le redini del glorioso sta­bilimento della Marina Militare.

«Non credo – spiega il diret­tore di Marinarsen – di essere romantico. Però fondere la tra­dizione, la competenza, la spe­ranza, credo sia un modo per ritrovare motivazioni per il fu­turo. La sirena me la ricordavo come momento particolare della città e sentire l’Arsenale muto mi sembrava una mancanza». La forza dei simboli identitari, quindi.

«Quando sono arrivato, ad apri­le, ho chiesto dello… stato di sa­lute del grande orologio e dove fosse finita la sirena. Mi dissero che era stata smontata perché in avaria. Bisognava ribobinare il motoretto, che si era bruciato per le intemperie, e grazie alla capacità del reparto lavorazioni ad agosto era già pronta. Abbia­mo fatto una prova di “nasco­sto” e verificato che funziona­va perfettamente. Quando farla partire? D’accordo con i miei capi abbiamo deciso di comin­ciare l’1 ottobre alle 16. L’ora­rio è simbolico, perché ormai ci sono diversi turni e gli impegni sono diversificati. Alle 8 e alle 16 è l’orario giusto: si inizia e si finisce. Alle 8 sarà come una sveglia per chi si è dimenticato di svegliarsi; a qualche anziano capo tecnico in pensione invece gli batterà il cuore».

C’è spazio anche per una battu­ta: «Spero solo che non venga scambiata per una sirena d’allar­me e che non nasca un comitato anti-sirena».

Il recupero di un simbolo non è però fine a se stesso. C’è uno spirito di comunità da recupera­re. Il contrammiraglio Schinelli ne è pienamente consapevole: «Questo è un segnale non solo per l’Arsenale ma anche per chi sta fuori. Quando si riesce a cre­are una massa critica tale da of­frire una spinta per un obiettivo, allora si sciolgono le tensioni e ci si accomuna davanti ad un traguardo più importante. Ne abbiamo necessità, dobbiamo credere nella possibilità di co­struire un futuro che ci riserva cose belle».

E a proposito di cose belle, non va dimenticata la Mostra storica dell’Arsenale: un pezzo di storia della città tutto da conoscere per capire meglio il presente. Una mostra così suggestiva da essere in concorso per i Luoghi del cuore del Fai.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

1 Commento
  1. Giuseppe 7 mesi ago
    Reply

    Bei ricordi gioventu,peccato non sentirla nella mia zona,magari aumentarne il volume,in modo che copra tutta la citta’.

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