02 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

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Chi ha evitato in Puglia la… mossa del cavallo


Michele Emiliano

L’esito del voto regionale impo­ne una “coraggiosa” riflessione. La Puglia, la nostra California, “primavera di bellezza” costrui­ta negli ultimi 15 anni, è stata il terreno di scontro dei due poli. A Michele Emiliano si contrap­poneva la destra del sovranismo parolaio e inconcludente, una ramificata rete di clientele, ma nessuna idea di futuro.

Credo che a Niki Vendola vada riconosciuto il merito di aver impresso una svolta decisiva alla competizione elettorale ne­gli ultimi venti giorni. Non è un mistero che fra lui ed Emiliano i rapporti non fossero dei miglio­ri eppure, con grande generosità verso la sua Terra, Vendola ha compreso che il suo ingresso in campo sarebbe stato decisivo.

Lo ha fatto scegliendo la platea degli Stati generali della Cgil pugliese del 3 settembre 2020: “Il centrosinistra ha fatto vive­re la Puglia, l’ha fatta vivere nel mondo, l’ha fatta vivere nella speranza di centinaia di miglia­ia di giovani. La destra rappre­senta la preistoria, Fitto rappre­senta la preistoria, una Puglia che non c’era”.

È noto che fra Vendola ed Emi­liano i rapporti fossero tesi, con scambi di accuse pesantissimi. Emiliano accusava Vendola di aver perseguito complotti con i renziani. Vendola non ha mai fatto sconti a Emiliano dinanzi a fenomeni di degrado cliente­lare e trasformistico. Non è mai stato reticente ma la Puglia, il suo percorso, non poteva esse­re giudicata guardando solo gli ultimi cinque anni ma a partire da quella notte del 4 aprile 2005 con la Primavera Pugliese che segnò la fine di Fitto e del centro destra. La destra in Puglia sa­rebbe stato un regalo al Nord se­cessionista, un regalo a Salvini. A Fitto che “è volato dalla ma­glie di Moro alle maglie degli amici di Marine Le Pen. Fitto è stato un nemico della Puglia”.

Chi non lo ha compreso è stata Italia Viva. Nonostante Antonio Decaro abbia provato a spiegar­lo a Renzi:”Per me ha fatto un errore, gliel’ho detto all’epoca e lo ripeto oggi!”

Perché in Puglia “la mossa del cavallo” è mancata?

Matteo Renzi lo rivela in una intervista del 12 settembre alla GdM: “Voglio bene ad Antonio Decaro e proprio per questo evi­to di rispondergli. Lui sa tutto e sa che l’unico voto utile era quello per Teresa”.

Il vero obiettivo da battere in Puglia non è mai stato Michele Emiliano. Teresa Bellanova do­veva fermare la corsa di Anto­nio Decaro, che oggi incontesta­bilmente rappresenta il naturale successore di Emiliano! La con­vinzione di Matteo Renzi è stata smentita non solo dalla innega­bile vittoria di Michele Emilia­no e di Antonio Decaro, coor­dinatore della sua campagna elettorale, che ha contribuito significativamente a quel risul­tato, ma anche e soprattutto dal risibile risultato del Ministro dell’Agricoltura che nella sua Ceglie Messapica mette insieme ben 48 voti per Italia Viva!

In Puglia, e dove Italia Viva si è proposta in alternativa al cen­trosinistra, ha raccolto risultati disastrosi. I risultati miglio­ri come in Campania, dove ha pescato molto nel centrodestra, IV li raggiunge in coalizione, specie quando essa appare at­trezzata a vincere. Le battaglie di testimonianza, motivate dal personalismo, sono battaglie inutili. La polarità più mode­rata, più liberaldemocratica del centrosinistra è utile all’interno di un sistema di alleanze, anche in funzione del sistema elettora­le.

La Toscana, la Campania e la Puglia hanno saputo fermare, credo ormai definitivamente, l’avanzata di Salvini/Meloni spegnendo l’illusione di uno sfondamento al sud. La vittoria di Emiliano in Puglia non è la vittoria del populismo ma di quelle forze che hanno impedi­to che la Puglia ripiombasse nel passato cancellando la Primave­ra Pugliese.

Il risultato incontestabile degli scrutini assegna a Italia Viva un 6,7% ben lontano dalle pre­visioni di molto opinionisti. Se il cavallo in Puglia avesse scelto di muoversi avrebbe migliorato quel risultato…

Inutilmente, abbiamo espresso in nostro dissenso, distinguendo la nostra voce dal coro di tanti, in vero molto pochi tifosi, che hanno scientemente impedito il confronto. Se non l’avessimo fatto avremmo tradito lo spirito di Massa Critica che ci distin­gue.

E’ giunto il momento di avviare questa riflessione. Ciascuno dal suo punto di vista, con sereni­tà, con determinazione, senza quel continuo, sfibrante rumore di fondo di polemiche, recrimi­nazioni, pregiudizi, vendette, e soprattutto, accantonando quel ricorrente personalismo che ci tarpa le ali…

Alfredo Venturini
Presidente Massa Critica Ionio

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