17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 13:49:00

Cronaca News

Università e “Tavolo”: le missioni del premier

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte

L’annuncio arriva inatteso: sarà il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ad inaugurare la nuova Facoltà di Medicina a Taranto, lunedì 12 ottobre.

Una notizia che arriva dagli Stati Generali dell’Università di Taranto tenuti ieri, in Pre­fettura, promossi dal sottosegretario di Stato Mario Turco, alla presenza, tra gli altri, del prefetto Demetrio Martino, del governatore Michele Emiliano, del sindaco Rinaldo Me­lucci, del presidente della Camera di Com­mercio Luigi Sportelli, del Direttore Gene­rale della Asl Stefano Rossi, delle massime espressioni del mondo accademico pugliese e nazionale.

L’EX BANCA D’ITALIA

Nel corso degli Stati Generali “si è potuto verificare lo stato dell’arte dei lavori di ade­guamento e delle pratiche amministrative che interessano l’immobile dell’ex Banca d’Italia, che sarà pronto per l’inizio dell’anno accade­mico del corso di laurea in medicina, atteso per il prossimo 12 ottobre, data nella quale la città ospiterà la visita del Presidente del Con­siglio dei Ministri Giuseppe Conte” si legge nella nota arrivata dal Comune. L’occasione – si spiega da Palazzo di Città – “è stata utile per chiarire il percorso per tutte le Istituzio­ni, volto in tempi certi all’autonomia formale dell’Università di Taranto, vero grande driver di sviluppo e di attrazione per i tanti giovani che oggi lasciano il territorio per formarsi e specializzarsi fuori della Puglia, ma anche ritenuto volano per il sistema economico lo­cale, in stretta connessione con il nascente Tecnopolo del Mediterraneo varato dal Go­verno”.

Il sindaco Rinaldo Melucci ha voluto espri­mere «gratitudine a nome di tutti i tarantini» per la «sintonia e degli sforzi che tutte le Isti­tuzioni stanno assicurando per la crescita del­la nostra università. Adesso siamo disponibili ad un tavolo tecnico per ricercare sostenibili­tà e vocazioni del progetto per la sede di Ta­ranto, ma sul linguaggio e gli obiettivi ultimi non ci possono più essere equivoci e l’Am­ministrazione comunale intende assumere l’autonomia della nostra università come uno dei temi fondamentali per il futuro della co­munità ionica. È ormai una battaglia di civiltà e dignità per Taranto».

Per il governatore pugliese Michele Emiliano quella di ieri è stata «una riunione molto im­portante, non solo per la facoltà di medicina di Taranto, che è una realtà e che verrà inau­gurata il 12 ottobre insieme al corso di studio e insieme agli studenti che già si sono iscritti, ma per l’idea più ampia e complessiva di una vera e propria università di Taranto. Un salto di qualità che la Regione Puglia sta seguen­do con grande attenzione e che costituisce un punto di arrivo rilevantissimo per una città che, attraverso la formazione di eccellenza, può riprendere il suo ruolo di città guida del Mediterraneo e soprattutto uscire dalla mo­nocultura dell’acciaio, che, secondo il no­stro punto di vista, deve avere proprio nella facoltà universitaria di Taranto una concre­ta alternativa». Per il sottosegretario Mario Turco quello che si è avviato è «un percorso che richiederà tanto lavoro e tanto impegno. Importante è però aver ricevuto oggi la con­divisione della Regione Puglia. Un comitato tecnico dovrà ora gettare le basi scientifiche a favore dell’autonomia dell’Universita a Ta­ranto e procedere anche alla stima del fabbi­sogno finanziario, che verrà coperto da Re­gione è Stato». «Sono risorse che creano un effetto moltiplicatore, perché attraggono gio­vani, riducono il fenomeno della dispersione e dell’esodo universitario e in più permettono al sistema universitario pugliese di crescere puntando su ricerca, innovazione e diversifi­cazione dell’offerta formativa» ha aggiunto l’esponente di governo.

IL PREMIER ED IL TAVOLO

Sarà ancora Giuseppe Conte a presiedere oggi alle 15.30 a Palazzo Chigi il Tavolo isti­tuzionale permanente per Taranto. A dichia­rarlo all’agenzia di stampa Agi è stato proprio Mario Turco, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla programmazio­ne economica, spiegando «che all’ordine del giorno di domani (oggi, ndr) c’è anzitutto una informativa del presidente circa il bilancio del primo trimestre del Contratto istituzionale di sviluppo per Taranto. Viene poi – aggiunge – l’approvazione della dotazione finanziaria per le iniziative di reindustrializzazione a Taranto». Si tratta di circa 100 milioni che andranno a sostenere sia il nuovo investimen­to del gruppo Ferretti nella costruzione degli yacht (Ferretti si insedierà nell’area a mare ex Belleli),che altri progetti imprenditoriali. Ci sarebbe anche la possibilità che Fincantieri faccia un investimento a Taranto; si ipotizza la lavorazione di lamiere per costruzioni navali. «Approveremo anche l’accordo tra Marina Militare ed Autorità portuale di Taranto per la cessione, da parte della prima alla seconda, della banchina torpedinere del Mar Piccolo» continua Turco. Si tratta, come è noto, della infrastruttura che la Marina Militare ha usato come base navale prima di trasferirsi a Mar Grande; insediamento, quest’ultimo, oggetto di progetto di ampliamento da 219 milioni che a fine luglio ha avuto un primo via libe­ra del Cipe con un finanziamento iniziale di 79 milioni. Ed è proprio a fronte del rilascio della banchina torpediniere, che la Marina otterrà le ulteriori risorse per ingrandire la base navale del Mar Grande potenziando le possibilità di approdo in modo da accogliere le unità di ultima generazione. La banchina del Mar Piccolo sarà poi ristrutturata e riqua­lificata dall’Authority ed usata come approdo diportistico. Nella stessa area, con un ulterio­re finanziamento di 50 milioni, sorgerà anche un acquario green che avrà funzione di centro di ricerca e studio. «Ultimo punto all’ordine del giorno – afferma Turco – è l’approvazio­ne dell’informativa per i primi interventi re­lativi alla ventesima edizione dei Giochi del Mediterraneo che si disputeranno a Taranto nel 2026». Anche per questi interventi sono in ballo altri 100 milioni. I due stanziamenti, reindustrializzazione e Giochi del Mediterra­neo, dovranno poi essere approvati dal Cipe. Si ipotizza entro fine ottobre. «Come già ac­caduto per aree della Germania e della Spa­gna, Taranto costituisce per il Governo l’area da elevare ad esempio di riconversione – di­chiara il sottosegretario Turco -. Il momento è favorevole per questa operazione e per dare finalmente riscontro ad una consolidata, forte attesa di Taranto, se consideriamo che adesso abbiamo a disposizione più strumenti e più possibilità di finanziamento tra legge di Bi­lancio, Recovery Fund e nuova programma­zione dei fondi strutturali europei».

IL NODO ACCIAIO

Quando a Roma si parla di Taranto, l’ex Ilva rimane per forza di cose un argomento sul tavolo. Lunedì, quando Conte inaugurerà la Facoltà di Medicina, circa duecento operai torneranno a lavoro al Treno Lamiere, con una presenza in fabbrica complessiva che ar­riverà alle 4200 unità. Un segnale di parziale ripresa che viene dal momento favorevole del mercato, grazie agli ordinativi dell’automoti­ve. Nel contempo, si vive un clima più disteso con l’indotto: proseguono i pagamenti, dopo le tensioni delle scorse settimane. Ma il fronte dell’acciaio rimane caldo. «Ho ricevuto una lettera da diverse associazioni della città di Taranto, preoccupate dell’ipotesi che della Regione Puglia possa investire nel capitale di Arcelor Mittal. Questa è una notizia comple­tamente destituita di fondamento» dice anco­ra Michele Emiliano. Precisa, il governatore, che «noi abbiamo formulato una proposta al Governo di trasformare i 150 milioni di credi­ti che le aziende dell’indotto di Taranto han­no nei confronti del Governo in quote azio­narie – e in questo caso la Regione avrebbe partecipato anch’essa con proprie quote o di aziende controllate dalla Regione – ma con l’ipotesi in cui si risolva il contratto con Ar­celor Mittal e si passi alla gestione della so­cietà interamente a capitale pubblico. Solo a questa condizione la Regione Puglia sarebbe disponibile a far parte della compagine socia­le dell’ex Ilva, non quindi di Arcelor Mittal, assolutamente».

LE BONIFICHE

«La ripresa nel breve dei progetti già posti in essere dal precedente commissario e la massi­ma accelerazione della loro esecuzione, con­siderata l’estrema complessità e criticità del­le situazioni insistenti, da tempo, sull’intero territorio provinciale con gravi ripercussioni ambientali e produttive»: è questa la richiesta che i sindacati Uil e Uila hanno avanzato al nuovo commissario di Governo per la bonifi­ca di Taranto, Demetrio Martino, che è anche il prefetto di Taranto. La nomina è avvenuta con Dpcm dello scorso 2 ottobre del premier Giuseppe Conte. Uil e Uila «dichiarano al neo commissario governativo la loro disponi­bilità a proseguire nel proficuo confronto tra istituzioni e parti sociali per l’unico interesse prioritario qual è il perseguimento del bene per l’intera comunità». Il prefetto Martino prende il posto di Vera Corbelli, geologa e segretario generale del Distretto dell’Appen­nino meridionale, che da commissario per la bonifica di Taranto è stato in carica da luglio 2014 a luglio scorso con una piccola proroga sino ad agosto. Un incontro «al fine di fare il punto sulle attività di bonifica in corso e dare alle stesse un’accelerata, con particola­re riferimento a quelle che interessano il Mar Piccolo, anche con l’obiettivo di riconsegna­re a pieno regime quelle aree agli operatori del settore della pesca e della mitilicoltura» è stato chiesto dal Pd al nuovo commissario di Governo. A proposito del Mar Piccolo, il suo risanamento dice il Pd – che interviene con Nicola Oddati, coordinatore della segreteria nazionale Dem, e Giovanni Chianese, della direzione nazionale, entrambi commissari del partito a Taranto – «permetterebbe all’e­conomia locale di tornare ad investire in un ambito che storicamente riconosce a Taranto una posizione importante, svincolandosi dal­la monocultura dell’acciaio».

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