28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 04:50:00

Cronaca News

Appalti sulle mascherine, la nuova inchiesta

Mascherine
Mascherine

Lambisce anche Taranto l’ultima inchiesta sulle mascherine. La Guardia di Finanza di Foggia ha concluso recentemente un’indagine avviata la scorsa primavera sulle forniture di dispositivi di protezione individuale ad alcune strutture ospedaliere della provincia: 6 titolari di altrettante imprese sono stati segnalati in Procura; tra marzo e aprile hanno fornito ai nosocomi circa 45mila mascherine per un importo di circa 457mila euro, oggetto di appalti irregolari. L’indagine, è stata sviluppata nelle province di Foggia, Bari, Taranto, Perugia e Verona.

Stando a quanto si è appreso, si tratterebbe di una società di Bari che ha fornito 8.000 dispositivi di protezione individuale allegando una certificazione rilasciata da un Istituto con sede in Brasile che non rientrava tra gli organismi riconosciuti e autorizzati dall’Unione Europea e dal Governo italiano; una società di Altamura che ha fornito 2.000 dispositivi di protezione individuale che provenivano da una partita importata da un paese extracomunitario per la quale l’Inail aveva vietato alla società l’immissione in commercio e il conseguente ritiro immediato dal mercato nazionale della merce, nel frattempo già ceduta alle strutture ospedaliere; una società di Perugia che ha importato da un paese extracomunitario e successivamente immesso in commercio 11.000 maschere di protezione individuale, cedute in assenza di certificazioni comprovanti il rispetto di tutti i requisiti di sicurezza europei e nazionali; tre società di Bari che hanno messo in piedi un’articolata manovra speculativa attraverso plurime cessioni onerose di maschere protettive avvenute nell’arco di una sola giornata, determinando un rincaro ingiustificato della merce superiore all’8.000%. Il prezzo sarebbe passato da quello iniziale d’importazione di €. 0,25 (+Iva) a quello finale di €.20,80 (+ Iva).

Complessivamente, sono sei gli appalti monitorati per una fornitura totale di 45.000 d.p.i., della tipologia Ffp2 e Ffp3, per un controvalore complessivo di circa 457 mila euro; tre i soggetti denunciati per “manovre speculative su merci”; quattro i soggetti denunciati per “frode in commercio”, “frode in pubbliche forniture” nonché per aver immesso in commercio “DPI non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza”; un migliaio le mascherine sequestrate non ancora distribuite al personale medico e infermieristico; 158mila euro circa l’ammontare dei profitti illeciti proposti alla Procura della Repubblica di Foggia per il sequestro penale. L’emergenza Covid, quindi, rimane inevitabilmente in primissimo piano, anche alla luce di quanto si deve registrare a livello nazionale. Sono 2677 i nuovi casi di Coronavirus, a fronte di 99.742 tamponi effettuati, e 28 i morti in Italia nelle ultime 24 ore. Lo ha reso noto il ministero della Salute nel suo bollettino quotidiano. Sale così a 36.030 il numero delle persone che hanno perso la vita nel Paese dall’inizio dell’emergenza, mentre è di 330.263 il numero aggiornato dei casi totali. Nelle ultime 24 ore si è registrato inoltre un decremento dei pazienti in terapia intensiva, in tutto 319.

Il bilancio degli attualmente po sitivi è di 60.134 (+1.231 da ieri), mentre il numero dei guariti è di 234.099 (+1.418). Per quanto riguarda le regioni, nessuna è risultata a zero contagi da ieri. In testa ancora una volta la Campania con 395 nuovi casi, poi Lombardia con 350 e Lazio con 275. Le regioni con meno nuovi casi nelle ultime 24 ore sono Basilicata con 4, Valle d’Aosta con 5 e Molise con 6. “Ci siamo giocati male l’estate. Ora, se si riesce, cerchiamo di non comprometterci il Natale in famiglia”. E’ l’invito di Massimo Galli, infettivologo dell’ospedale Sacco-università Statale di Milano, che richiama tutti a impegnarsi per invertire la tendenza dei nuovi contagi da Covid-19. “Purtroppo ci siamo giocati male l’estate – ha ribadito l’esperto, sentito dalla ‘Adnkronos Salute’ – Non così male come gli altri Paesi intorno a noi, però male”. Arrivare bene all’inverno e alle festività dipende da noi, ammonisce. E in occasione dell’evento ‘Fisi 100 Celebration’, promosso dalla Federazione italiana sport invernali oggi all’Hangar Bicocca di Milano per celebrare il suo primo secolo di vita, Galli fa anche una previsione sulla prossima stagione sciistica: “Che gli impianti di risalita” delle stazioni sciistiche “possano essere utilizzati in una situazione come quella di oggi la vedo dura, questo mi sembra chiaro. Ma mi auguro che a dicembre sarà tornato possibile farlo”, e questo accadrà solo se saremo in grado di “invertire la tendenza” dei nuovi contagi da Covid-19. “Dobbiamo impegnarci tutti molto perché venga arrestata di nuovo la diffusione di questa infezione”, è il monito dell’infettivologo, che ricorre poi alla “citazione gramsciana ‘l’ottimismo della volontà e il pessimismo della ragione’”. Per dire che, “insieme a tanti altri risultati, dobbiamo pensare di portare a casa anche questo” e cioè poter tornare sugli sci.

“Perché se a dicembre non si potranno usare gli impianti di risalita – avverte l’esperto – vorrà dire che saremo nei guai per molte altre restrizioni, anche più significative”. “Non voglio fare previsioni e non voglio essere per forza pessimista”, precisa l’infettivologo. “Voglio essere realista” e ricordare che “la neve arriva a dicembre. Abbiamo quindi del tempo, che deve essere utilizzato per invertire la tendenza” della curva epidemiologica. “Diamoci anche degli obiettivi positivi e impegnamoci per raggiungerli”.

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