25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

Alan Evans
Alan Evans

Alan Evans è un ar­tista a “tutto tondo”, dalle tante ca­ratteristiche: è un polistrumentista, cantante, musicista con un orecchio per la qualità e la precisione come produttore, ingegnere di registra­zione, missaggio e mastering.

Mette in mostra un impressionante corpo di lavoro, con crediti davanti e dietro il microfono: una fetta del­la discografia di Alan include Sou­live, Karl Denson’s Tiny Universe, Toots & the Maytalls, Alan Evans Trio, Crushed Velvet & The Velve­teers, The 7 Day Weeekend e Moon Boot Lover.

Se qualcuno decide di menzionare il nome Alan Evans in una stanza piena di amanti della musica, come conseguenza otterrà un “cenno del capo” da parte dei presenti: lui, in­fatti, è uno dei batteristi più cele­brati e tenaci della scena jazz, funk e soul.

Produttore, ingegnere del suono, chitarrista, percussionista, cantante e scrittore: il repertorio di abilità di Alan è vastissimo, perfezionato durante due decenni di dedizione. Alan lavora da molti anni sui mi­xer. Co-fondatore, scrittore e batte­rista di Soulive – un funk/jazz trio nato a Woodstock – per 20 anni ha scritto, coprodotto, registrato e mixato la maggior parte del lavoro del gruppo.

Alan è ancora in giro per il mondo con Soulive e ha condiviso il palco con leggende come Stevie Wonder, Chaka Khan, Dave Matthews, John Scofield.

E la lista potrebbe continuare!

È anche l’ingegnere capo e produt­tore degli Iron Wax Studios, sem­pre impegnato a registrare, mixare e produrre una vasta gamma di progetti.

Lo studio è anche il quartier gene­rale della produzione della Vintage League Music.

Alan è cresciuto a Buffalo, New York, negli anni ‘80.

Sono state tante e forti le influen­ze musicali nella sua vita artistica sin dall’inizio: dire che la famiglia Evans sia musicale equivale a dire che la famiglia Kennedy abbia una propensione per la politica.

Il giradischi in casa Evans girava, infatti, esattamente come la TV suonava a tutto volume in molte al­tre case. Il padre di Alan, Willie, e suo fratello maggiore, Rod, suo­navano come dee jay: per questo e l’assemblaggio di vinili accumula­to, nel tempo, è stato ampio. Miles Davis, Jimmy Smith, Ray Charles, Joe Cocker, Kool & the Gang, Jimi Hendrix, gli Headhunters: questi erano solo alcuni dei personaggi della scena musicale mondiale i cui “suoni” si propagavano dal sog­giorno di “casa Evans”.

«Prima di tutto dichiara Alan – sono un amante della musica. Non c’è niente di meglio che scoprire e innamorarsi di una nuova canzone oppure di un album. Qualcosa che metti in ripetizione e ascolti per ore, giorni, settimane. Musica che ti trasporta in un altro mondo, un luogo pensato solo perte. È questo ciò che mi spinge a fare musica e ad aiutare gli altri a portare a buon fine la loro musica».

Gli chiedo della scena musicale in America. «Abbiamo una scena musicale lo­cale molto vivace qui nel Massa­chusetts occidentale – risponde – Ci

sono molti musicisti locali che suo­nano e registrano a livello regiona­le o, come me, vivono qui ma gira­no il mondo. Tutti hanno un grande rispetto l’uno per l’altro e insieme condividiamo sempre nuove idee e musica. Siamo stati tutti dentro un bel po’ a causa della pandemia, ma la maggior parte degli artisti è rimasta creativa nella scrittura e nella registrazione.Il che mi rende entusiasta di creare musica».

Prima di salutarci gli chiedo le die­ci tracce da lui preferite. Eccole: 1. Alan Evans Trio – Black Rider

  1. The 7 Day Weekend – Legend of Equator Village
  2. Crushed Velvet and the Velvete­ers – Good Thang
  3. Soulive – Kings March
  4. Chicago – Sing a Mean Tune Kid
  5. Frank Zappa – Peaches en Rega­lia
  6. David Axlerod – The Smile
  7. Jerry Goldsmith – Escape from the Planet of the Apes: Suite
  8. Quincy Jones – Gula Matari
  9. Miles Davis – Guinnevere

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