25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

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“Note di viaggio 2”: il ritorno di Francesco Guccini

Francesco Guccini
Francesco Guccini

PAVANA – «Mi hanno costretto a cantare, ma non ho più la voce e ne­anche più la voglia».

È la candida ammissione fatta da Francesco Guccini alla presentazio­ne del suo nuovo progetto discogra-fico “Note di viaggio capitolo 2 non vi succederà niente” in uscita doma­ni. Dopo Elisa, Ligabue, Carmen Consoli, Giuliano Sangiorgi, Nina Zilli, Brunori Sas, Malika Ayane, Francesco Gabbani, Samuele Ber­sani con Luca Carboni, Margherita Vicario e Manuel Agnelli per “Note di viaggio capitolo 1 venite avanti” dello scorso novembre, arriva questo secondo volume in cui hanno re-so omaggio al maestro di Pavana Zuc­chero, Fiorella Mannoia, Emma con Roberto Vecchioni, Vinicio Capos­sela, Gianna Nannini, Jack Savoretti, Levante, Mahmood, Petra Mago­ni, Ermal Meta, Fabio Ilac-qua con Mauro Pagani e I Musici.

«Canticchiavo ogni canzone rivisita­ta con un po’ di commozione perché queste canzoni non nate per ca-so ma in momenti particolari della mia vita – ha osservato – L’ascolto di queste canzoni mi ricordava quei momenti e mi sono commosso, forse perché sono un po’ rincoglionito. Per le can­zoni cantate dalle donne non mi sono posto il problema, ma ascoltandole le avrei cantate in maniera diversa».

Questi grandi nomi hanno saputo dar vita a interpretazioni raffinate e di grande personalità, grazie anche al prezioso contributo di Mauro Pa­gani.

«In definitiva mi sono piaciuti tutti allo stesso modo, qualcuno meglio altri un po’ meno – ha ammesso – Sono molto felice di avere avuto la Mannoia, la Nannini, Zucchero, e non nascondo che mi sarebbe pia-ciuto avere, per spirito di ricordo, Augusto Daolio che purtroppo non c’è più».

In questo progetto Francesco Guc­cini canta insieme ai Musici il brano “Migranti”, di forte importanza oggi come un tempo.

«Curiosamente questa canzone me l’aveva chiesta Caterina Casel­li, musicata da Flaco (Juan Carlos Biondini, ndr) – ha precisato – L’ha interpreta Enzo Jacchetti che l’aveva proposta per il Sanremo ma fu scar­tata: non è facile farla, è complessa, ho cantata qualche strofa ma non ho più la voce ed è meglio che le cantino gli altri. La politica manca alla gente che è fatta in un certo modo e deve cambiate: la politica ha fat-to perno sulla paura della gente».

Davvero inedito è il duetto fra Emma Marrone e Roberto Vecchioni in “Autunno”.

«Non la ricordavo completamente: è di 20 anni fa – ha sostenuto – Mi è piaciuta molto. La iniziai a scri-vere quì a Pavama nell’autunno, umido e piovoso, con gli echi dei cacciatori, ma poi l’ho finita qualche anno dopo. Quando la incisi per l’album che si chiama “Stagioni” mi sono accor­to che i temi si affollava-no attorno all’idea che esistano diverse fasi e stagioni nel ciclo naturale della vita. Per l’incipit recuperai alcuni di una canzone che avevo tanti anni prima senza poi riuscire mai a concluderla: ho sviluppato quin-di il tema di un autunno che sopraggiunge dopo l’e­state, una stagione che per ciascuno di noi arriva a una certa età dopo un’estate vissuta pienamente».

Gianna Nannini è stata insuperabile in “Quello che non …”.

«La sua interpretazione si distac­ca dalla mia di 30 anni fa – ha det­to – È molto complesso spiegare le mo-tivazioni sottese alla sua genesi. C’era una storia con una persona che è intrinsecamente legata ad un parti-colare tempo atmosferico: erano i mesi in cui non pioveva mai, l’autun­no tardava ad arrivare, a sviluppar-si. E le domande incalzanti che caratte­rizzano il testo non sono proprio di natura esistenziale».

Da qualche anno Guccini ha lascia­to le sue radici e vive in Toscana a Pavana.

«Come vedo il presente e il futuro? – si è chiesto – É molto difficile vedere il futuro, io sono sempre sta-to pessi­mista; oggi con il covid io vivo bene a Pavana, ho tanto spazio intorno a casa, lavoro al computer, vedo la te­levisione, e vado a cena con qualche amico».

Il maestro è in periodo di stasi.

«Non scrivo più canzoni dal 2011 – ha puntualizzato – Uscirà presto un nuovo racconto ma non più canzoni: non ascolto più nulla da tempo e non conosco il panorama attuale della musica. Sono nato nel se-colo scorso e, tanto per fare un esempio, il digi­tale è una cosa misteriosa per me. Ai miei tempi il 45 giri durava 3 minuti e quando misero “L’avvelenata” nel juke-box che durava di più, la tolsero subito: non ci deve essere un limite di tempo per la durata di una canzone, ma deve essere giusto per raccontare una storia».

Per la copertina l’autore Tvboy si è ispirato al Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, ritraendo gli ar­tisti protagonisti dell’album, come i lavoratori dell’opera oggi esposta al Museo del Novecento di Milano.

Naturalmente Guccini non prevede concerti in questo periodo di coro­navirus.

«Mi mancano le cene, questo sì ma non i concerti di cui ho sempre avuto paura – ha concluso – A certe cene ho bevuto fino a 16 bicchieri».

Mauro Pagani dialogherà con Fran­cesco Guccini, in diretta dalla sua casa a Pavana, per l’evento esclusi-vo online laFeltrinelli in programma giovedì 29 ottobre alle ore 18.30 sul­la piattaforma FetrinelliLive (http://live.lafeltrinelli.it/).

“Note di viaggio” potrebbe avere in futuro un altro capitolo visto che mancano all’appello altre canzoni storiche di Guccini, da “La loco­motiva” a “Eskimo”, “Il vecchio e il bambino”, “Via Paolo Fabbri 43”, “Canzone per un’amica” a “Canzone della bambina portoghese”.

Esiste anche un Guccini scrittore. “Croniche Epafàniche” del 1989 racconta la sua vita nei primi anni pa-vanesi; nel 1993 pubblica “Vacca d’un cane” che racconta gli anni mo­denesi, nel 2000 esce “Parole e can-zoni” che contiene i testi dell’intera produzione discografica; nel 2003 viene pubblicato “Cittanova Blues” ambientato a Bologna tra gli anni ‘60 e ‘70.

 

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