27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2021 alle 18:58:00

L’avvocato Monica Mandico
L’avvocato Monica Mandico

Il 29 settembre, a se­guito della contestazione a mezzo reclami e ricorso ABF (Arbitro Ban­cario Finanaziario) posti in essere dallo studio Mandico&Partners, in difesa di due fideiussori che aveva­no sottoscritto un modulo redatto su schema ABI, già inibito dalla Banca d’Italia con provvedimen­to n. 55 del 2005, è pervenuta alle clienti la liberazione dal peso del debito garantito pari ad € 220 mila.

Con la nota ricevuta il 29.9.2020, che si allega in commento (repe­ribile anche sul sito http://www.avvocatomandico.it/) la banca av­versaria, incassa le contestazioni e le eccezioni di nullità totale della fideiussione sottoscritta dai con­sumatori. Si badi bene che nella fideiussione in questione non solo vi erano riportate, formalmente e strutturalmente le ben note clauso­le: della reviviscenza, sopravviven­za e rinuncia all’articolo 1957 c.c., ma soprattutto vi era inserita anche la clausola della non applicabilità delle predette ai consumatori, tut­tavia la banca, con foglio a latere, aveva fatto al contempo sottoscri­vere anche un modulo integrativo con il quale il fideiussore dichiara­va, perchè così indotto dal funzio­nario bancario, a rinunciare al dirit­to di eccepire la decadenza sancita dall’art. 1957 c.c, insomma una vera ed evidente doppia vessatorietà del­le condizioni contrattuali.

Preso atto di tali elementi e a seguito di una compiuta istruttoria eseguita dallo studio legale, sono stati atti­vati i reclami contro la banca con i quali venivano contestate nel meri­to le clausole del modulo fideiusso­rio in contrasto con l’art. 2 comma 2 lett. A) della legge 287/1990 e la vessatorietà della clausola conten­te la deroga all’art. 1957 cc , poi è stato depositato il ricorso in ABF ed oggi, la società/istituto di credito ha inoltrato la liberazione della fi­deiussione alle clienti. Sul punto va ribadito che nei casi in cui il fideius­sore è un consumatore, la specifica approvazione ex art. 1341 cc non è assolutamente sufficiente, perché va applicato l’art. 34 comma 4 D. e art. 36 LGS 206/2005 del Codi­ce del Consumo, che prevede che il soggetto professionista dimostri la specifica trattativa individuale (inversione dell’onere della prova) e riconosce una tutela rafforzata per il garante che ha la qualifica di con­sumatore.

Per maggiori info: email avvocato­mandico@libero.it

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