25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 16:22:59

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Paisiello in chiave jazz in scena sul palco del Fusco

Il concerto del Resiliency Jazz Trio
Il concerto del Resiliency Jazz Trio

È stato un Paisiello in chiave jazz quello messo in scena mercoledì sera sul palco del Teatro Comunale Fusco quale penultimo appuntamento della XVIII edizio­ne del Paisiello Festival. Il jazz è un tipo di musica sul quale i fedelissi­mi di questo festival non hanno mai nascosto le loro simpatie per questo bene ha fatto l’Associazione Amici della Musica “Arcangelo Speranza” a scommettere sul Resiliency Jazz Trio, una formazione tutta pugliese che vede alla batteria Enzo Lanzo, Mirko Signorile al pianoforte e Ca­millo Pace al Contrabbasso. Un vero e proprio lavoro su commissione in­caricato dall’associazione prima del fatidico lockdown, che ha permesso ad Enzo Lanzo, alma mater della formazione, di potersi dedicare ed approfondire la figura di Giovanni Paisiello.

“Un incontro durato tre mesi e mezzo – a detto dello stesso Lanzo – nel quale mi sono dedica­to in un affanno di scoperta a com­prendere questo illustre musicista sia con la lettura di testi che lo ri­guardassero ma anche e soprattutto con l’ascolto. Ho scoltato quante più composizioni possibili in discogra­fia per carpirne l’essenza musicale e quegli inconfondibili tratti espressi­vi che ne fecero un personaggio di fama mondiale. In questi stidi mi­rati Lanzo non ha infine nascosto il suo orgoglio nello scoprire come il marchese Girolamo Carducci di Fraganano, suo conterraneo, sia sta­to il mecenate di Paisiello per i sui studi presso il Conservatorio di Na­poli. Del programma del concerto, tra i pezzi paisielliani interpretati in chiave jazz, spiccano la famosissima cavatina dal “Barbiere di Siviglia”, “Nel cor più non mi sento da “La molinara”, l’aria Orco dell’Erebo da “I zingari in fiera” una vera e propria preghiera al diavolo. Non è mancato un pezzo completamente autoispira­to “Didi”, di Enzo Lanzo, un pezzo scritto molto tempo fa, dedicato al figlio, che è stato inserito per le at­mosfere non dissimili dalla restante parte del concerto. Ua esecuzione che iniziata quasi sommessamente ha poi subito preso un avvio in un crescendo di espressività e sonorità che ha coinvolto in pieno il pubblico presente portandolo ad applaudire più volte durante l’esecuzione. Nel complesso una serata che ha assun­to ora tratti riflessivi, ora melodici, ora intimisti e di grande espressivi­tà, una musica sicuramente di spe­rimentazione e ricerca nella quale pianoforte, basso e batteria riescono ad apprezzarsi prima singolarmente poi in un contesto armonico. Sicu­ramente un concerto da intenditori che sanno leggere tra le righe di una musica che a distanza di tempo, ha ancora tanto da comunicare adattan­do la sua espressività al nostro tem­po grazie all’opera di jazzisti come Enzo Lanzo e il Resiliency Jazz Trio che hanno fatto propria la sua essen­za. Con chiarezza cristallina possia­mo dire che ogni concerto jazz è un concerto diverso, unico e irripetibile perchè questa musica è di chi la ese­gue. Prolungati applausi.

Prima del concerto abbiamo iner­vistato i componento del Resiliency Jazz Trio.

Che senzazioni vi ha dato Paisiello e che senzazioni volete trasmette­re al pubblico questa sera?
Le sensazioni che trasmettiamo ogni sera quando facciamo un concerto di Jazz, Paisiello è stato il pretesto per suonare la nostra musica: il jazz.

Dei pugliesi che riscoprono un pugliese e lo riporgono in un’altra veste. Enzo Lanzo, diciamo qual­cosa sui pezzi in ascolto.
Sono tutti brani che partono dalle composizioni del maestro Paisiello, scritte in modo formale, scritte per un pubblico di teatro, dei concerti, a volte a tema sacro. Il pretesto è stato andare a individuare alcuni passa­gi melodici di alcune composizioni paisielliane su una produzione che è vastissima. Mi sono limitato a pren­dere solamente l’essenziale, quello che mi ha maggiormente colpito sul piano melodico.

Quando si pensa al pianoforte si pensa subito alla musica classica. Il pianoforte di Mirko Signorile che apporto da a questo concerto?
Musica classica è per definizione quella scritta, ma noi non suoniamo della musica scritta, noi suoniamo degli indicatori. La ricerca sulle composizioni Paisielliane fatta da Lanzo è riuscita a tradursi in spartiti jazz che restano così asciutti nelle note da far in modo che ognuno di noi possa interpretarli, improvvi­sarci sopra e nonostante le prove fatte, certamente stasera uscirà dai nostri strumenti tutt’altra cosa. Un approccio squisitamente musicale, ognuno di noi ha sempre vissuto il rapporto con lo strumento come un mezzo attraverso il quale esprimere delle cose. Il pianoforte così come la batteria e il contrabbasso è un mezzo per far musica.

Prossimo, ultimo e imperdibile ap­puntamento stasera, sempre alle ore 21 al Fusco con Omaggi. Da Bee­thoven a Mercadante, un concerto che vedrà protagonisti io soprano Federica Altomare, Silvia Grasso al violino, Federica Pellegrini al Flauto e Luigi Trevisano al piano­forte. Variegato il programma che abbraccia autori tra Sette e Ottocen­to: Giovanni Paisiello, Ludwing van Beethoven, Jacques-louis Battmann, Rodolph Kreutzer, Benoit Tranquil­le Berbiguier, Francesco Morlacchi, Heinrich Eppingen, Gottlieb Hein­rich Köhler e per finire Saverio Mer­cadante.

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