23 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

L’intervento dell’unità cinofila
L’intervento dell’unità cinofila

SAN GIORGIO JONICO – Cocai­na nel pub: dalle intercettazioni emergono i ruoli di Enzo e Fabio Marinelli, due fratelli arrestati nel blitz condotto dai carabinieri, mercoledì scorso, tra San Giorgio Jonico e Carosino.

La prima intercettazione am­bientale (cimice piazzata in una macchina) risale all’8 ottobre del 2019.

I due fratelli, subito dopo essersi intrattenuti a parlare con una don­na, rientrano in auto. Enzo infor­ma Fabio che la donna, qualche sera addietro, lo aveva messo in guardia riferendogli testualmen­te: “pensa che se lo so io, lo sanno anche gli altri”.

Fabio: “saputo cosa?!?”

Enzo: “che sto spacciando”

Fabio: “se lo so io lo sanno anche gli altri vuol dire che è infame di questura anche lei?!?”

Enzo: “se lo so io, che sono l’ulti­ma ruota del carro una femmina- ha detto- lo sanno anche gli altri”.

Il 10 ottobre del 2019 viene capta­ta dagli investigatori un’altra con­versazione a bordo dell’autovet­tura nel corso della quale Enzo spiega a Fabio quale diverrà la sua strategia nella gestione dello smercio di sostanze stupefacenti.

Dice: “mi metto per conto mio” con l’obiettivo di portare avanti un traffico limitato, idoneo sì a produrre reddito sufficiente (da tre e seimila euro al mese, 6 con “tre – quattro” cessioni al giorno) ma anche meno percettibile dalle forze dell’ordine (“senza fare tanti casini”).

Enzo: “i soldi sempre li devo far girare.. adesso basta mi sono scocciato a stare dietro a questi stupidi, a tutti quanti… mi devo mettere per conto mio basta… tanto non c’è più… quello che è, è… mi metto da qualche parte … basta… adesso devo fare come dicevo tanto tempo fa, sempre … 100/200 euro, 100/200 euro al giorno devo fare 3/4 pezzi basta, senza fare tanti casini, quando faccio 4 pezzi non lavoro più, spengo il telefono, spengo tut­te cose… 100/200 euro al giorno sono da 3 ai 6 mila euro… se sono 100 sono 3000 euro, se sono 200 sono 6000 euro”.

Per gli investigatori è importante anche la conversazione intercet­tata in macchina il 15 ottobre del 2019, poiché emerge il tipo di so­stanza stupefacente spacciata dai fratelli Marinelli, cioè cocaina, e il buon livello della qualità del prodotto smerciato, come pure emergono la cessione di sei pezzi a qualche acquirente che frequen­ta un bar di San Giorgio Jonico davanti al quale è parcheggiata la loro auto e la cospicua disponi­bilità di sostanza stupefacente da parte di Enzo Marinelli.

Aggiunge infatti quest’ultimo con riferimento alla cessione della so­stanza stupefacente: “ha detto se ce ne avevo, portavo nella mac­china tanta di quella cocaina che forse pure a me mi aveva preso, capito?!?”.

L’11 settembre del 2019 dopo l’in­cendio di un chiosco bar ubicato all’interno della villa comunale gestito da Fabio Marinelli i cara­binieri avevano avviato intercet­tazioni telefoniche e ambientali.

E grazie alle intercettazioni gli investigatori dell’Arma hanno scoperto il modus operandi attra­verso il quale gli indagati hanno portato avanti da ottobre 2019 a gennaio 2020 lo spaccio di stupe­facenti.

Come detto riguardo ai fratelli Marinelli hanno accertato le ces­sioni di droga, la quotidiana ren­dicontazione economica sui soldi spesi, quelli riscossi e quelli da riscuotere, il luogo in cui veniva nascosta la cocaina e cioè un ga­rage di San Giorgio Jonico, nella disponibilità di Fabio Marinelli, i canali di approvvigionamento, soprattutto a Carosino, nel pub o nell’abitazione di un altro indaga­to, Alessandro Cuppone.

Inoltre è emerso nel corso delle intercettazioni che i fratelli Ma­rinelli avrebbero progettato di uti­lizzare armi in attentati a scopo estorsivo.

L’effettiva disponibilità di armi è stata poi confermata il 17 genna­io del 2020, quando i militari del Nucleo investigativo di Taranto hanno arrestato Fabio Marinelli per la detenzione illegale di un fucile da caccia, Marca Diana, ca­libro 12.

Secondo gli investigatori Ales­sandro Cuppone rappresentava il canale di approvvigionamento per i fratelli Marinelli.

Invece altri due indagati, Daniele De Marco e Gabriele Pisarra si sarebbero dedicati allo spaccio “al minuto”.

Non tutti gli indagati però avreb­bero collaborato tra loro.

Non sono, ad esempio, emersi contatti tra Pisarra e Cuppone o tra quest’ultimo e De Marco, né tra i fratelli Marinelli e Pisarra.

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