13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 17:00:38

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CJ Basket, ascolta il coach: «La Supercoppa per iniziare a vedere chi siamo»

CJ Taranto
CJ Taranto

Sono trascorsi sette mesi dalla vittoria con l’Altamura che sancì il terzo posto in graduatoria della C gold pugliese. Il Cus Jo­nico si apprestava a mordere il freno per con­correre nei play off alla promozione in serie B, sul campo, con le carte in regola per conqui­starla. Il terribile Covid-19 ne bloccò la rincor­sa ed il sogno. La frustrazione, però, durò poco. La Società si è mossa presto ed ha rivoluto la serie B, si è trasformata in società di capitali, ha arricchito lo staff dirigenziale, ha stretto più rapporti con il sistema del marketing. Insom­ma una vera e propria rivoluzione copernicana con un organico di tante professionalità.

Ora il sipario, finalmente, si riapre sul palco­scenico di una serie B molto più gagliarda e stimolante, con un’interessante iniziativa della Lnp: la Supercoppa, buona per scaldare i mo­tori dopo mesi senza partite e buona anche per permettere ai coach di capire lo stato di forma delle squadre. Cosa ci dice il confermatissimo coach Davide Olive? “la squadra ora sta circa a metà del percorso vero per acquisire un buon stato di forma fisica. Per parlare di gioco e di chimica di squadra bisogna lavorare anco­ra, ovviamente. Il roster è nuovo per per 9/10. Finora, a causa delle limitazioni del Covid-19, abbiamo potuto fare solo una partita e mezza, si può dire! Questa Supercoppa viene a propo­sito, ad un mese dall’inizio del campionato per saggiare le nostre potenzialità contro squadre di buona tradizione storica come il Matera e la Viola Reggio Calabria e contro un’interessan­te matricola come il Catanzaro. Naturalmente, in questo periodo tutte le squadre sono in una fase di costruzione e di rodaggio, motivo per cui riusciremo a vedere solo una parte delle vere forze in campo”. Un aspetto che risulta interessante è l’ingaggio di elementi di buona scuola sudamericana. “Mi sono sempre trova­to bene con giocatori provenienti da quell’area geografica. E’ gente ‘caliente’, che ha sempre voglia di vincere, professionisti seri, quindi. In questo caso è stato comunque una casualità, buona per contattare giocatori del calibro di Stanic, Morici, Santiago Bruno, italo-argentini e Bruno Duranti, italo-brasiliano. Italiani a tut­ti gli effetti orma da 15 anni”. Una curiosità: navigando su internet per scoprire i giocatori che hanno destato il tuo interesse, ovviamente hai potuto “vedere”, per lo più, le capacità tec­niche ma quelle umane e morali? “Guardando attentamente, anche dai video si può notare qualcosa delle loro qualità personali ma a me è capitato anche di conoscerne personalmente più di qualcuno e poi tra “buoni colleghi” ci possiamo scambiare tante utili informazioni. E’ chiaro, comunque, che il vero e proprio ban­co di prova lo provi quando li alleni personal­mente ed è quello che stiamo verificando con i nuovi”.

Nella stagione scorsa si era creato un buon gruppo dentro e fuori parquet, con capitan Grosso e compagni. Ci auguriamo natural­mente che anche questo nuovo possa esser­lo. Sarà così? “con il precedente gruppo sia­mo stati bene per i 6 mesi che il Covid ci ha concesso. Si sono dimostrati tutti delle brave Persone, anche di qualità. A loro auguro tan­te soddisfazioni. Con questo nuovo, possiamo ragionare ancora, al momento, di premesse, di sensazioni che sembrano positive. Sono anch’essi bravi ragazzi, con gran voglia di la­vorare, di sacrificarsi con i compagni. Le im­pressioni sono buone, malgrado ci conoscia­mo solo da poco più di un mese”. I 6 titolari senior sono senz’altro di caratura superiore. I più giovani e gli under scelti saranno in grado di non far scendere troppo il livello tecnico e l’intensità agonistica del gioco? “Noi abbiamo senz’altro 6 senior importanti di categoria, per il settimo, abbiamo voluto premiare il buon rendimento di Longobardi nella stagione scor­sa. I nostri under, rispetto alle annate 98/99, sono abbastanza piccoli. Tranne Fiusco che è un ‘99, Agbortabi è un 2000, Pellecchia del 2003 e Manisi del 2002. Questo vuol dire che avere ben 5 under è tanta roba e, poi, aspetto importante volevamo anche confrontarci con il nostro territorio coinvolgendoli in un progetto che darà loro buone opportunità di crescita da qui a qualche anno ma contiamo, ovviamente, che si mostreranno già utili in questa stagione così importante, anche per dare fiato ai più na­vigati compagni”. Vogliamo presentarli meglio al grosso pubblico i nostri ragazzi, comincian­do dal capitano? “Certo! Stanic, non a caso è stato il primo tassello da “catturare”: Un play di esperienza, qualità, carisma e sagacia tatti­ca, che ha già vinto tanti campionati utile per guidare i suoi compagni; Bruno è uno che sa fare tutto, difendere, fare canestro, fare gioco con gli altri, completo insomma; Morici, atleta molto forte, un’ala piccola che in alcuni mo­menti può essere utilizzato da ala grande, dal punto di vista difensivo è sicuramente il più importante; Matrone è il nostro classico lun­go dalle leve importanti che sa farsi valere nel caldo pitturato, Azzaro è un giocatore decisa­mente migliorato rispetto alla precedente espe­rienza nel Cus, molto grintoso che non molla mai; Duranti, un’ala grande con tanto tiro ed esperienza, un’arma tattica importante; Longo­bardi lo conosciamo già in positivo dall’anno scorso e perciò l’abbiamo richiamato; Agbor­tabi è un under dalle qualità fisiche incredibili, un atleta verticale, con già buona esperienza; Simone Fiusco, brindisino, un under di 2 mt, una guardia/ala dotato di buon fisico, atletismo e buona tecnica di tiro con ampi argini di mi­glioramento; Pellecchia, altro brindisino, play di buone promesse che non potrà che giovarsi della scuola del grande Stanic; Manisi, grotta­gliese, giovane play molto promettente con un buon tiro.”

Sin qui i protagonisti sul parquet ma il il co­ach, che tipo è, come persona? “Mi ritengo e mi considerano una persona molto equilibrata, che sa rapportarsi con tutti, che sa gestire un gruppo di giocatori ma anche quello dei diri­genti, ai quali spesso è utile suggerire iniziati­ve e quanto serve per la crescita di una società, in virtù delle esperienze varie che noi allenato­ri facciamo in diversi ambiti territoriali”.

 

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