13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca News

Al via il processo all’ex procuratore Capristo

Carlo Maria Capristo
Carlo Maria Capristo

E’ fissato per lunedì l’inizio del processo per l’ex pro­curatore capo di Taranto Carlo Maria Capristo e altri quattro im­putati. Dinanzi al Tribunale di Po­tenza, compariranno anche il suo successore alla Procura di Trani Antonino Di Maio (poi trasferito a Roma ad altro incarico) e gli imprenditori di Bitonto Giusep­pe, Cosimo e Gaetano Mancaz­zo. Il quinto imputato, l’ispettore di Polizia Michele Scivittaro, ha chiesto di patteggiare la pena di un anno e dieci mesi. Arrestati e sottoposti ai domiciliari a maggio scorso, ad eccezione di Di Maio, gli imputati sono tutti a piede li­bero da agosto.

Stando alle indagini e ai verba­li di sommare informazioni, due testi chiave del processo dovreb­bero essere l’ex pm della Procura di Taranto e ora in servizio a Bari Lanfranco Marazia e sua moglie Silvia Curione, pm all’epoca a Trani, destinataria, secondo l’ac­cusa, di indebite pressioni finaliz­zate a pilotare un’inchiesta. I due giovani magistrati, parti offese, con le loro dichiarazioni hanno fatto scattare l’inchiesta diretta dal procuratore Francesco Curcio.

L’ex procuratore Capristo, attra­verso il poliziotto, avrebbe eser­citato pressioni nel tentativo di orientare un’indagine per usura, coordinata dalla Curione, e di indirizzarla verso l’incrimina­zione di un indagato malgrado l’assenza di elementi. Ciò al fine di favorire i tre imprenditori che avevano presentato denuncia e di consentire loro di ottenere il se­questro di alcune cambiali. Il pm Curione, invece, ha disposto l’ar­chiviazione. Questa la ricostru­zione dell’accusa. Il procuratore e l’ispettore di Polizia rispondono anche di falsità ideologica e truf­fa allo Stato in quanto Scivittaro risultava in servizio a Taranto ma il suo cellulare agganciava celle telefoniche del nord barese. Di Maio, invece, risponde di abuso d’ufficio e favoreggiamento.

Approda in aula, dunque, il primo filone d’inchiesta della Procura di Potenza poiché ulteriori indagini sarebbero in corso. Nel capoluogo lucano altre vicende sono sotto la lente d’ingrandimento della magi­stratura.

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