24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

Luca Lazzàro
Luca Lazzàro

È l’alba di questo stra­no mese di ottobre. Il gatto Nuvola

mi ha svegliato molto presto, per­cependo forse che devo chiudere il racconto sul protagonista di questa settimana. Ci mettiamo al computer, eh si, perché anche il mio amico si sdraia sullo scrittoio quasi a finire sulla tastiera. Scorrono le immagini del Neruda Award di ottobre del­lo scorso anno. Sembra sia passata un’intera vita! È la brava giornalista Gabriella Ressa ad intervistare il no­stro premiato, Luca Lazzàro, presi­dente di Confagricoltura Puglia.

La domanda iniziale:

Perchè hai deciso di studiare e lavorare a Ta­ranto quando è facile andare fuo­ri?
«Ho deciso di rimanere attaccato alle mie radici, alla famiglia, alla città, alla terra. Per il corso di laurea in Giurisprudenza ho scelto Taran­to, occupandomi anche dell’impresa agricola di famiglia, ad appena 18 anni»: inizia così la sua presentazio­ne al Neruda Award nella bellissima sala dell’Università di Bari, Diparti­mento Jonico di Taranto.

A conclusione, viene premiato dal professore Riccardo Pagano, diretto­re del Polo Universitario Jonico, che aggiunge parole di simpatia e stima: «Ho veramentepiacere a premiare Luca perché presente in questo Di­ partimento.

In certo qual modo l’abbiamo cre­sciuto. Da questo premio da parte di Pablo Neruda Associazione lo sti­molo per ulteriori successi».

Giovanissimo, ha già un’importante carriera caratterizzata dalla laurea e dal dottorato in Pubblica Ammini­strazione e Finanze, sotto la guida dell’allora Magnifico Rettore, prof. Uricchio.

A 20 anni è amministratore della sua impresa (“la soddisfazione più grande”), nel 2014 presidente di Confagricoltura Taranto, dal 2019 presidente regionale, con un per­corso importante da Presidente del GAL Magna Grecia ed anche nella Giunta della Camera di Commercio di Taranto con delega all’agricoltura.

Terra, agricoltura e cibo sono il suo DNA!

«Rappresentiamo quasi 50mila im­prese del settore agricolo ed agroa­limentare, 4,5 milioni di giornate la­vorative. È questo settore a dare più occupazione in provincia di Taranto. Registriamo il 20% dell’economia regionale.

Agricoltura, cibo di qualità e le no­stre eccellenze sono al centro dell’a­genda della nostra Regione.

Per Taranto, è stato un percorso lungo e complesso, riuscire a far comprendere e dimostrare che l’a­gricoltura è una pagina importante di questo territorio, provinciale e regionale. Taranto, ad esempio, è la prima produttrice al mondo di uva da tavola. Una cosa bellissima! E l’innovazione è la nostra scelta».

Illustra così con calma e dovizia di particolare i suoi argomenti a fa­vore dell’agricoltura, del progetto Agromed che stanno rilanciando per realizzare un centro agroalimentare 4.0. Accenno alle 100 Masserie del bellissimo territorio di Crispiano ed alla sua Masseria Fogliano, che ge­stisce con il fratello Andrea.

«Le 100 Masserie è un marchio im­portante che può diventare un at­trattore significativo. Credo che il progetto si sia fermato subito dopo la trasformazione del soggetto giu­ridico e penso che il Comune di Crispiano debba rimetterlo al centro dello sviluppo del territorio ed assu­mere il ruolo di guida».

A parlare di Luca Lazzàro con amici e colleghi è un coro unanime di po­sitività come «Preparato, affidabile, rispettoso, ci conosciamo da anni», mi dice Egidio Ippolito, già sindaco di Crispiano.

«Conosco Luca da quando ha mosso i primi passi nella Confagricoltu­ra. Oggi è un membro della Giunta della Camera di Commercio di Ta­ranto, nella quale ricopre con grande efficacia il ruolo di delegato all’agri­coltura. Come imprenditore è riusci­to a tradurre le sue qualità impren­ditoriali e le sue competenze con una notevole capacità di integrare le istanze dell’agricoltura, sempre a difesa dell’economia del territorio. Possiede la rara dote della lealtà ne­cessaria per amministrare la cosa pubblica», a rispondermi cortese­mente è il presidente della Camera di Commercio, Luigi Sportelli. Sa­rebbe bello continuare, tanto il mio interesse per questi argomenti, ma ci dobbiamo lasciare.

Hai un ricordo della tua infanzia legato alla terra, agli odori, sapo­ri?
«Adoro l’uva ed il periodo della ven­demmia. I colori della nostra terra ed il profumo del mosto. Un amore per la terra che già prendeva forma»

Hai visto il film, “Il profumo del mosto selvatico”, un inno alla ter­ra, alla bellezza, con Giancarlo Giannini e Keanu Reeves?
«Saverio, purtroppo no, lo metto tra i miei prossimi film da vedere», mi dice Luca sorridendo.

Saverio Sinopoli
Presidente dell’associazione culturale “Neruda Award”

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