24 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 23 Novembre 2020 alle 17:16:06

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Cia Puglia: «La grande distribuzione schiaccia i produttori»

L'uva in vendita
L'uva in vendita

“L’inchiesta giornalistica di Pre­sa Diretta, andata in onda il 12 ottobre, anche se con alcune imprecisioni e contraddizioni, ha avuto il merito di mettere in evidenza un problema su cui da tempo è attivo il nostro grido d’allarme: lo strapotere della Grande Distribuzione Organizzata schiaccia l’agri­coltore e rischia di uccidere l’agricoltura”.

E’ Raffaele Carrabba, presidente regionale di Cia Agricoltori Italiani della Puglia, a com­mentare la puntata del programma giornali­stico condotto da Riccardo Iacona su Rai 3.

“Nella sua essenzialità, il problema è questo: i prezzi accordati agli agricoltori per i loro pro­dotti sempre più spesso, nella quasi totalità dei casi, non sono commisurati né ai costi di produzione né alla qualità di quanto si pro­duce, ma seguono una sola logica e un’unica strategia: quelle imposte dalla GDO per au­mentare i suoi profitti- ha aggiunto Carrabba- in pratica, la GDO determina praticamente in modo unilaterale il prezzo da pagare ai pro­duttori a seconda delle proprie strategie del momento: se decide di praticare il sotto costo, il sacrificio viene pagato dagli agricoltori co­stretti a cedere il proprio prodotto azzerando la propria redditività; se, invece, sceglie di au­mentare i prezzi, l’aumento dei ricavi va quasi del tutto a proprio vantaggio, con incrementi proporzionalmente irrilevanti per il produtto­re primario.

Gli esempi sono sotto gli occhi di tutti e bal­zano agli occhi osservando i banchi dei su­permercati: uva da tavola, frutta e verdura in genere, ortaggi e in pratica su ogni tipologia di prodotto, al di là delle situazioni contingen­ti che hanno riguardato i campi, i prezzi pro­posti ai consumatori seguono unicamente la logica imposta da un solo anello della filiera, quello finale, mortificando il lavoro, i sacrifici e gli investimenti degli agricoltori e dei lavo­ratori del comparto primario- ha spiegato il presidente regionale di Cia Agricoltori Italia­ni della Puglia- la sproporzione delle forze in campo è evidente anche a livello legislativo: quando un agricoltore sfrutta i lavoratori, giu­stamente incorre nelle sanzioni penali previ­ste dalla legge sul caporalato; se è la GDO, in­vece, a determinare una corsa al ribasso e ad arricchirsi sulle spalle delle aziende agricole, non è prevista alcuna sanzione, nessun mec­canismo perequativo, niente controlli, tutto diventa lecito, perfino il meccanismo delle doppie aste al ribasso per spremere come li­moni gli imprenditori agricoli, cavarne ogni possibile margine da moltiplicare per 10 e per 20 una volta che i loro prodotti arrivano sui banchi dei supermercati.

Questo, lo diciamo da tempo, ha delle conse­guenze: le imprese falliscono, oppure devono abbassare i costi sacrificando almeno in parte la qualità, ad esempio, riducendo gli investi­menti, rinunciando all’innovazione e ad assu­mere personale, rischiando tutto perché im­possibilitati a far fronte anche agli altissimi costi delle assicurazioni che almeno in una certa misura li metterebbero al riparo dalle conseguenze di improvvise calamità. Si vive sulla lama di un rasoio, sempre sull’orlo del baratro del fallimento, esposti al ricatto del ‘o fai così o non ti ritiriamo il prodotto’, con gli oneri e i pesi che gravano tutti su una sol­ta parte, perché a rischiare sono soltanto gli agricoltori.

Serve che il governo nazionale e l’Europa pongano un freno a questa situazione- ha con­luso Raffaele Carrabba- altrimenti nell’arco di pochi anni vedremo scomparire l’agricol­tura per come l’abbiamo conosciuta finora”.

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