06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca News

Scienze Ambientali, una scommessa per il futuro di Taranto

Il prof. Massi­mo Moretti
Il prof. Massi­mo Moretti

Scienze Ambientali a Paolo VI, una scommessa per il futuro di Taranto: in partenza dal 4 ottobre.

Abbiamo ascoltato il prof. Massi­mo Moretti decano e coordinatore del corso triennale di Laurea in Scienze Ambientali al Paolo VI, una struttura-gioiello in una Taran­to Sito Sin cioè di Interesse Nazio­nale per le emergenze ambientali. Si tratta di orientare gli studenti ad amare e conoscere la propria città e le opportunità che offre. Non tutti i giovani prossimi universitari le va­lutano quando scelgono di emigrare al nord, ignorando le realtà univer­sitarie offerte da Taranto che sta ri­salendo la china.

«Ragioni per iscriversi a Scienze Ambientali? Da studente scom­metterei sul futuro ed il futuro è ambiente; in questo momento tutto il modello di produzione globale è passato dalla green alla blue eco­nomy; non c’è attività futura che potrà essere avviata senza rispettare i principi di compatibilità ambienta­le e sostenibilità. Da studente scom­metterei sulla sede tarantina dotata di laboratori didattici e di ricerca di eccellenza che non sono presen­ti a Bari e che sono stati costruiti attorno alle emergenze ambientali territoriali per la salvaguardia degli areali di grande pregio che l’area tarantina offre». In altre parole a Taranto si svolgono esercitazioni, tirocini, attività che a Bari se le so­gnano, dati i laboratori avanzati che fanno di Taranto un fulcro di eccel­lenza universitaria per tutto il me­ridione. Sono tutte carte in regola per una vera e propria autonomia di Ateneo. Taranto dunque vanta una sede universitaria con una sua iden­tità, niente affatto fotocopia di altri corsi, con raggio di attrattiva per la ricerca che va ben oltre la provincia o la regione ma può abbracciare il Mediterraneo. Dobbiamo esserne orgogliosi.

Ma sentiamo ancora cosa dice il prof. Massimo Moretti sui proget­ti: «Noi abbiamo lavorato nella ca­ratterizzazione ambientale del Mar Piccolo tanto che i nostri studenti fanno tirocinio nel Polo Scientifi­co e Tecnologico Magna Grecia, effettuano le loro tesi campionan­do acque e sedimenti a bordo delle navi militari della Marina italiana e diventano con la loro laurea Tecnici di Monitoraggio Ambientale. Im­parano a misurare tutte le matrici ambientali in modo quantitativo. Non c’è attività produttiva che non le richieda».

Confermo: basta smanettare in Go­ogle e trovi aziende che ricercano queste figure in grado di misurare l’insieme degli stati della materia, solido, liquido, gassoso, con me­todologie ed attrezzature moderne. Il prof. Massimo Moretti è un vero trascinatore di un piccolo esercito di giovani docenti e di studenti. «I nostri docenti hanno scelto Taranto – spiega – non la vedono come sede di passaggio ma hanno fatto una scommessa. La nostra – dice Moret­ti – è una Università tarantina a tutti gli effetti ma non è affatto provin­ciale nel senso che puntiamo a fare di questo corso a Taranto il riferi­mento delle tematiche ambientali per il Sud Italia; abbiamo infatti in piedi progetti di geologia, biologia marina nei quali usiamo attrezzature che non hanno uguali in Italia Meri­dionale». La sede è spaziosa, dentro e fuori con box studio, wifi gratuito, aule didattiche, aula magna, labora­tori di chimica, biologia, sedimen­tologia, cartografia di avanguardia. L’arco ionico tarantino è di per sé un bene culturale paesaggistico am­bientale sottoposto ad un pesante impatto umano e necessita di questi tecnici ad hoc per il suo monitorag­gio ai fini non solo di tutela, sicu­rezza ma anche di riconversione. Senza tecnici specifici l’ambiente resta in balia del caso, della natu­ra, dell’uomo insipiens. Tre sono i doni che abbiamo nel creato: Cielo, Acqua, Terra e gli antichi lo sape­vano bene ed erano miti e gli scouts ci hanno fatto un inno. Noi moderni no: roviniamo, distruggiamo. Ades­so è il momento di svoltare. Taranto ha bisogno di questa laurea e pro­fessione: Tecnico di Monitoraggio Ambientale per misurare parame­tri inquinanti, controllarli, rilevare e valutare la qualità dell’ambiente (da risanare s’intende) con tecniche nuove di biomonitoraggio per vede­re come animali e vegetali interagi­scono con gli inquinanti. Non è un percorso facile, vi sono coinvolte varie discipline scientifiche (Mate­matica, Fisica, Chimica, Geologia, Biologia, Ecologia) tenute insieme da un essenziale collante didattico: l’interdisciplina. Allora cari giova­ni, pensate bene al vostro futuro ma anche alla salute in tempo di Covid ed alle… tasche dei vostri genitori! Sarete i protagonisti di un Ateneo tutto tarantino. Scommesso!

 

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